Dove sta il confine fra il già visto e l’interessante? Il mondo dei videogiochi è ormai talmente saturo che ogni tanto ci troviamo a riflettere sul fatto che nulla è stato lasciato intentato. Abbiamo già visto tutti i generi, giocato ogni tipo di gioco, fatto qualunque puzzle, non possiamo più essere sorpresi. Eppure, forse è per questo che amiamo gli indie. L’idea di base di String Rush sembra essere tranquillamente già vista, quasi banale. Il protagonista, saltando alcuni ostacoli e nemici deve arrivare dall’altra parte di una mappa. Quindi, cosa rende così interessante String Rush? La novità sta su un singolo dettaglio. Il nostro protagonista è un robot, ha bisogno di un programma per essere indirizzato. E, ovviamente, il programma va scritto prima ancora che lui parta. Nemici, fossi, porte automatiche e pali elettrici dovranno essere schivati fin dal momento in cui avremo avviato il livello. Questo è String Rush.
Una semplice idea rende String Rush molto divertente

All’inizio di ogni mappa, inizieremo con una barra blu in fondo al nostro schermo. In String Rush usando i tasti direzionali o WASD avremo la possibilità di impartire il comando “Vai Avanti”(Sinistra o D), “Torna Indietro”(Destra o A), “Abbassati”(Giù o S) o “Salta”(Su o W). Inoltre, mentre siamo abbassati potremo usare Giù o S per far rialzare il nostro robottino, oppure Su o W per farlo saltare da accovacciato. Avremo a disposizione un massimo di 15 comandi per sessione da dare al nostro protagonista, che verrà messo KO al contatto con qualunque ostacolo, costringendoci a rifare il livello da zero. Ogni comando corrisponderà anche a un movimento degli elementi su schermo.
Starà al giocatore calcolare mentalmente dove ogni elemento del gioco sarà posizionato dopo un certo numero di comandi e come poterlo schivare agevolmente. E imparare a calcolare questi movimenti sarà il punto principale dell’opera. Un piccolo appunto sulla difficoltà del gioco: è gestita in maniera estremamente intelligente. Non si allunga in spiegazioni lunghissime e tutorial, ma ti mette di fronte un ostacolo da superare e, dopo averlo superato, combina quell’ostacolo con quelli precedenti per mettere alla prova le abilità del giocatore, senza però essere un banale trial&error.
L’orgoglio da videogiocatore sarà la chiave della rigiocabilità

Uno dei fattori di sfida più interessanti di String Rush sono i premi alla fine della mappa. Quando finirete un capitolo, oltre a sbloccare il successivo, potreste ottenere alcuni premi in base alla vostra performance. Se completerete l’intera mappa in una singola stringa di comandi, otterrete una brillante “S”. Inoltre, mappa ha un valore minimo di comandi, il numero più basso con cui si può terminare il capitolo. Raggiungete quel minimo di comandi per finire la mappa e otterrete il premio “I”. Ma il vero premio, quello da ambire, è il chip dorato che apparirà al fianco del capitolo una volta ottenuto, che potrete sbloccare soltanto una volta che avrete completato contemporaneamente le richieste di entrambi i premi precedenti. Ed ecco che, in pieno stile arcade vecchio stile, quel piccolo simbolo accanto al numero della mappa vi spingerà a ripetere un capitolo all’infinito, per il puro gusto di ottenerlo. È un gusto videoludico estremamente vecchio stile ma che tutt’ora regala momenti di divertimento, toccando il nostro orgoglio da giocatore.
Un comparto tecnico non eccelso

Arriviamo a una delle poche note dolenti. Il gioco è stato sviluppato con pochissime risorse e da una sola persona e questo, purtroppo, è piuttosto evidente. Se dal punto di vista del gameplay abbiamo tessuto le lodi di questo piccolo puzzle game, dall’altro dobbiamo fare un appunto sul reparto tecnico. Cominciando dalle musiche, le tracce sono anche orecchiabili, ma sono letteralmente tre, di cui una è relegata al menù iniziale e l’altra è un piccolo jingle al completamento del livello. Questo significherà che saremo costretti ad ascoltare la stessa traccia per tutto il gioco.
Anche il reparto grafico non è sicuramente il punto di forza del titolo. Il protagonista è particolarmente anonimo e gli ambienti sono fondamentalmente sempre lo stesso sfondo su cui spiccano gli ostacoli, facendo sembrare ogni capitolo sempre uguale al precedente. Il tutto è abbastanza semplicistico e sicuramente non molto memorabile e dopo un po’ potrebbe cominciare a diventare stucchevole. Inoltre, proprio per la sua natura estremamente arcade, che ci farà rigiocare ogni capitolo più volte, questo problema si farà sempre più evidente. Altra cosa che potrebbe infastidire qualcuno è la mancata possibilità di giocare o persino interagire con il menù utilizzando il mouse.
String Rush è la prova che basta poco per far divertire

Finire il titolo in tutti i suoi 27 capitoli mi ha portato via due ore e mezza circa, senza però riuscire a ottenere tutti i chip dorati, di cui ne ho ottenuti soltanto dieci. Prendete ovviamente l’opera per quello che è: un indie dalla durata di poche ore il cui unico scopo è intrattenere. Eppure, String Rush mi ha genuinamente sorpreso con il suo gameplay estremamente semplice ma con chicche non dette da imparare e sfruttare. Sapere che il salto vi farà andare leggermente più lontano rispetto alla camminata o che camminare accovacciati ridurrà il movimento di una azione vi spingerà a riconsiderare le vostre sequenze in una spirale di miglioramento per ottenere un semplice ammasso di pixel dorati. Perché String Rush durerà sicuramente poco, ma per quel poco è capace di rubare la tua attenzione in una spirale di puzzle sempre più complessi.
Il vero punto di forza sta nella sua semplicità e nel suo gameplay simpatico e interessante. L’unico vero difetto che si potrebbe rimproverare al gioco è la scarsità di contenuto anche considerando la rigiocabilità per chi vuole completare ogni singolo capitolo con tutti e tre i premi dorati. Ma se non avete nulla da fare e volete passare un pomeriggio ad arrovellarvi il cervello su un gioco, String Rush è un ottimo modo per farlo. Se voleste dare una chance al titolo, vi consigliamo di provarlo su Steam. Se volete rimanere sempre aggiornati su tutte le notizie sul mondo dei videogiochi, seguiteci sul nostro canale Telegram e sul nostro sito Kaleidoverse.
String Rush è un gioco dalle pochissime pretese ma che riesce a fare egregiamente il suo lavoro, quello di divertire. Il comparto audio e video sono abbastanza basilari e quasi scialbi, letteralmente senza infamia né lode. Il gameplay è quello che terrà il giocatore incollato allo schermo per le poche ore necessarie a completare il gioco e riesce benissimo grazie all'ottimo concept che sta alla base del gioco. La distribuzione della difficoltà è estremamente arcade, ma riesce bene ad inserire nuovi strati di difficoltà in continuazione senza mai risultare scorretto.