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Home»Film/Serie TV»C’è qualcuno in casa tua Recensione: un killer in cosplay
Film/Serie TV

C’è qualcuno in casa tua Recensione: un killer in cosplay

Alessia CappelloBy Alessia Cappello3 Ottobre 2021Updated:1 Aprile 2022Nessun commento7 Mins Read
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C'è qualcuno in casa tua
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Siamo entrati nel mese di ottobre e questo vuol dire solamente una cosa: Halloween…ehm una marea di film horror, di suspense e mistero in arrivo. Netflix non ci lascia mai a bocca asciutta, infatti il giorno 6 di questo mese arriverà sulla piattaforma C’è qualcuno in casa tua. La pellicola si basa sul best-seller di Stephanie Perkins, vede alla regia Patrik Brice e ha come protagonista Sydney Park, conosciuta principalmente per il suo ruolo in The Walking Dead. Con questo film Netflix sembra aver seguito il detto “less is more”, infatti torniamo a un’idea molto semplice: un serial killer mascherato che tormenta un gruppo di adolescenti. Noi di Kaleidoverse abbiamo avuto la fortuna di poter vedere C’è qualcuno in casa tua in anteprima e siamo qui per darvi la nostra opinione in una recensione, naturalmente, priva di spoiler.

Al liceo non ci sono solo bulli

La storia di C’è qualcuno in casa tua è abbastanza semplice: un gruppo di adolescenti con dei segreti piuttosto brutti viene perseguitato da un serial killer che, oltre a volerli massacrare, si diverte a rendere questi pubblici. Una sorta di giustiziere mascherato, se vogliamo. Fin da subito entriamo nel mondo di questi ragazzi e devo dire che è stato molto piacevole vedere che nell’opera non sono rappresentati solamente dei bulli, ma anche dei legami molto genuini e positivi. I rapporti tra i protagonisti sono davvero di amicizia, senza tradimenti, litigate immotivate, gelosie o aspetti negativi. In particolare, man mano che i segreti sopra accennati verranno a galla, assisterete a una scena toccante in cui il gruppo principale va a chiedere alla diretta interessata – il suo segreto è appena stato svelato – come siano andate le cose, senza lasciarsi trasportare da pettegolezzi e senza pregiudizi.

C'è qualcuno in casa tua

Sebbene qualche cliché ci sia, come i soliti adolescenti che sembrano ragionare meglio di poliziotti addestrati, ciò non dà fastidio durante la visione. I ragazzi si confrontano semplicemente parlando, non li vediamo mai a caccia di indizi o fare cose stupide come spesso accade nei film horror. Anzi, quando hanno paura di qualcosa chiamano la polizia, la protagonista quando teme il serial killer si chiude nella sua stanza, blocca la porta e si arma… insomma, complimenti! Nessuno afferma che è meglio dividersi e sono tutti abbastanza intelligenti da non farci pensare “ecco, adesso muore di sicuro”. Certo, qualche azione stupida non poteva mancare, come il decidere di andare a tutta velocità con l’auto all’interno di un labirinto di granturco senza considerare la leggera possibilità di investire qualcuno… ma onestamente sono piccoli errori che, come già detto, non danneggiano la visione – fa solo arrabbiare il fatto che, come sempre, le forze dell’ordine non sappiano fare nulla.

La festa dei segreti

Questa è una delle cose che più mi è piaciuta del film. Cosa fai quando vieni a sapere che un assassino mira a uccidere persone con dei segreti? Organizzi una festa dove questi vengono svelati. Da spettatrice ho reputato l’idea molto intelligente. Certo, per degli adolescenti è solo una scusa per fare, appunto, un party tra alcolici e droga; inoltre se un segreto è così brutto da “farti meritare” la morte è ovvio che non lo svelerai così facilmente… ciò nonostante è stata un’idea, a mio avviso, vincente. Altro particolare che ho molto apprezzato di C’è qualcuno in casa tua è che, sempre durante questa festa, dopo l’arrivo (palese) del killer, una delle possibili vittime si nasconde. Il dettaglio rilevante è che l’assassino non capisca dove esso si trovi. Solitamente in queste pellicole sembra quasi che l’omicida abbia dei poteri sovrannaturali. Ti nascondi sotto il letto di una camera tra altre trecento identiche? Egli verrà proprio lì a cercarti – spesso farà anche cenno di andarsene, ma proprio quando penserai di essere al sicuro ecco che ricorderà di non aver guardato sotto il letto. Continuando questo tema, vorrei focalizzarmi un attimo sulla figura di quest’uomo/donna mascherato/a.C'è qualcuno in casa tua

 

I superpoteri dell’assassino in C’è qualcuno in casa tua

Avete parenti nubili? Vi consiglio caldamente di organizzare una cena con il misterioso killer della pellicola. Come se fossi la sua migliore amica mi preme molto presentarvi le sue innumerevoli qualità, anche qui entrando un po’ in alcuni cliché che negli horror non hanno quasi mai spiegazione:

  • Elettricista e scurovisione: il nostro uomo/donna è in grado, un po’ come se avesse dei superpoteri, di individuare sempre il quadro elettrico. Riesce infatti tutte le volte che vuole a far saltare le luci delle case e, nonostante ciò, deve anche possedere degli occhiali per la visione notturna perché sembra non avere problemi a muoversi nell’oscurità. Anche in mezzo a una folla in preda al panico, riuscirà, costantemente al buio, a individuare la persona che cercava dall’inizio.
  • Scassinatore: credo che io non potrei mai fare questo mestiere perché per gli assassini sembra sempre molto semplice entrare nelle case chiuse. Mi chiedo davvero come il nostro eroe riesca a fare ciò visto che, in linea del tutto teorica, le porte di casa dovrebbero essere fatte appositamente per tenere lontani gli estranei. Ripeto, io non saprei come fare, ma l’assassino deve avere un passe-partout o degli attrezzi da scasso molto professionali.
  • Ninja: l’omicida deve anche aver subito un durissimo addestramento. Come già accennato precedentemente, i protagonisti non sono affatto stupidi, ma il nemico ha doti troppo eccezionali. È stato davvero divertente vedere come egli prima di compiere i suoi omicidi spaventasse le vittime spostando gli oggetti nelle loro camere e spargendo foto un po’ ovunque nelle case. Il tutto senza farsi sentire. Inoltre, qui davvero c’è da farsi qualche domanda: a un certo punto è inspiegabile il perché, dopo aver acceso il camino, sparso foto, levato ogni coltello dalla cucina ed essere entrato nella stanza della sua prossima vittima… lo vediamo essere fuori casa. Voleva solo spaventare? Direi di no visto che successivamente entrerà di nuovo. Che dire, forse aveva una chiamata urgente a cui rispondere.
  • Hacker: il serial killer mi ha ricordato molto A di Pretty Little Liars. Quando un personaggio, in pericolo, prende il telefono per chiamare la polizia, sente un messaggio in cui c’è la sua voce che confessa il proprio famigerato segreto. Il tutto senza neppure cliccare un tasto per ascoltare i messaggi, ha solo alzato la cornetta del telefono. Mr. Robot, mi dispiace, ma in confronto non sei nessuno.
  • Cosplayer: l’assassino è un moralista. Per rafforzare il concetto di ipocrisia che cosparge la vita delle sue designate vittime, quando vuole compiere un omicidio indossa una maschera che le rappresenta. Questo dettaglio devo dire che mi è piaciuto. Non è nulla di complesso, ma viste le motivazioni che, scoprirete, spingono questo assassino ad agire è un tocco in più niente male.

A parte gli scherzi. Tutte queste caratteristiche sono, sì, un po’ ridicole, ma tantissimi film horror che personalmente ho amato hanno queste peculiarità, quindi non me la sento di penalizzare la pellicola per esse. Soprattutto sono dettagli che non danneggiano la visione, magari proprio perché ci siamo abituati.

Conclusioni su C’è qualcuno in casa tua

C’è qualcuno in casa tua è una pellicola piacevole da vedere. Il mistero di chi sia il killer trasporta abbastanza bene; gli omicidi sono pochi, ma anche questi ben realizzati e in un paio di occasioni vogliono seguire la legge del contrappasso, dando quel tocco in più. I personaggi sono realistici, un gruppo di adolescenti normali – escludendo questi fantomatici segreti un po’ estremi – e ci fanno tifare per loro. I piccoli errori e i cliché non lo rendono certo un film da Oscar, ma al contempo non fanno storcere il naso e quando la pellicola si allontana da tali banalità, ad esempio con i protagonisti che (non mi stancherò mai di ripeterlo) sono piuttosto intelligenti, dà addirittura l’impressione di essere innovativo nella sua semplicità. Insomma, quando uscirà su Netflix il 6 ottobre io vi consiglio caldamente di dare un’opportunità a C’è qualcuno in casa tua. Sperando che questa recensione vi sia piaciuta e, quando vedrete il film, che vi troviate con le nostre idee, siete come sempre invitati a non perdervi le novità del mondo videoludico e cinematografico unendovi al nostro canale Telegram e seguendo il sito Kaleidoverse.

60%

C'è qualcuno in casa tua è a metà tra l'horror e il mistero. Onestamente non riesce molto bene nel suo intento di spaventare gli spettatori, ma è una pellicola a cui dare una chance. Personaggi ben costruiti, omicidi abbastanza ben architettati ed il mistero che riesce a trascinare piuttosto bene sono i punti di forza della pellicola. L'unica debolezza del lungometraggio è solo nella figura del killer, un po' troppo stereotipato e deludente nel finale, ma ciò non basta a danneggiare l'insieme del film, poiché al contempo gli altri personaggi si allontanano notevolmente dalle banalità. Non merita chissà che premi, ma neppure di essere ignorato.

  • 6,5
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