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Home»Film/Serie TV»Recensioni (movies)»Fresh Recensione: un thriller gustoso
Recensioni (movies)

Fresh Recensione: un thriller gustoso

Luca BochicchioBy Luca Bochicchio16 Aprile 2022Nessun commento6 Mins Read
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Chi non ha mai usato un’app o un sito d’incontri? Immagino più o meno tutti. Scorri a sinistra e passi oltre; scorri a destra e dici a una persona che ti piace. Sembra quasi di essere in una vetrina, come dal salumiere, nel cui vai, scegli ciò che più preferisci e te lo gusti con più o meno piacere. Una cosa decisamente svilente, ma che fa ormai parte del nostro quotidiano. Fresh, il nuovo film disponibile su Disney+ si apre proprio in questo modo, con una giovane ragazza che, come tutti noi della generazione di internet, cerca la persona giusta tramite siti d’incontri, ma sappiamo come spesso questi appuntamenti vadano a finire.

Fresh racconta le vicende di Noa (Daisy Edgar-Jones), una giovane ragazza che, tramite app di incontri, si mette ostinatamente alla ricerca di qualcuno con cui stare bene. Dopo l’ennesimo buco nell’acqua, incontra casualmente Steve (Sebastian Stan) in un supermercato. Qui nascerà subito un’intesa tra i due, i quali finiranno in un appuntamento. Finalmente Noa crede di aver trovato uno a posto. La protagonista si lascia prendere dal bel ragazzo affascinante al punto che, quando lui le propone una gita romantica, decide di andarci, nonostante gli avvertimenti dell’amica Mollie. Con la partenza per questo viaggio, comincia il vero racconto.

Fresh

Un horror thriller leggero

Devo ammettere di non essere un grande appassionato del genere horror, perché spesso non riesco a trovarci un senso dietro, mi sembrano sempre film molto fini a se stessi. Eppure Fresh mi ha abbastanza appassionato, essendo iniziato con toni leggeri, quasi da commedia romantica. Chiaramente qualcosa che non ti prepara subito a ciò che sta per accadere. Credo che questo sia un grande punto a favore della pellicola, in quanto un thriller deve riuscire a sorprendere e tenere con il fiato sospeso (anche se non ci riesce fino in fondo). Inoltre, dietro quasi tutto quello che succede si può leggere qualcosa. Prendiamo ad esempio le app di incontri e il modo in cui Noa incontra Steve.

La protagonista è quasi spasmodicamente alla ricerca di qualcuno con cui condividere la sua vita, una cosa che riguarda un po’ tutti. Si affida così alle app, mettendosi in mostra in una vetrina virtuale. Da subito riusciamo ad avvertire il disagio che si può incontrare con appuntamenti al buio. Tant’è che il primo ragazzo che vediamo racchiude in sé ogni stereotipo possibile che potrebbe portare alla chiusura dell’incontro: razzismo, logorrea inopportuna, sessismo e arroganza dopo il rifiuto. Per non parlare poi di ciò che rende più famose queste app: le foto disgustose mandate in chat e questo le donne lo sanno benissimo. Da qui vediamo l’incontro casuale con Steve e la sorpresa di Noa, che addirittura dice, testuali parole, “Non credevo che le persone si incontrassero nella vita reale, ormai.” Ho solo 26 anni, sono un millennial, eppure trovo questa frase molto triste, perché rispecchia un po’ il mondo moderno, fatto di incontri virtuali, chat, e video chiamate; ormai non c’è quasi più tempo per la realtà. Tornando a noi, tutto questo si avverte come una preparazione per ciò che accadrà di lì a poco.

Fresh

Un film “fresco”

Dopo la parte romantica (circa 30 minuti), partono i titoli di testa, praticamente a indicare l’inizio vero e proprio del racconto. Benché Fresh mantenga certi meccanismi tipici del genere per portare avanti la trama, ci mostra anche come si può essere crudi, senza creare eccessiva violenza o scadere nello splatter. Infatti è qualcosa un po’ diverso dal solito, riusciamo a entrare nell’ottica dello psicopatico maniaco, il quale riesce quasi a convincerci delle sue ragioni, ma senza scendere troppo nel puro horror sanguinolento, che sicuramente avrebbe rovinato l’atmosfera grottescamente romantica respirabile anche nelle parti più crude e decisamente disgustose del film. Emblematico è anche come gli avvenimenti siano legati alle richieste di quell’1% della popolazione (ovvero coloro che detengono le maggiori ricchezze nel mondo), qui mostrati come degli uomini perversi, maniaci e degenerati.

Però nulla è perfetto. Nonostante tutto porti a proseguire la visione, perché vogliamo sapere cosa accadrà alla protagonista, qualche elemento stona nell’insieme. Vediamo scene che rubano minuti all’azione, un momento in particolare che risulta quasi essere comico, portandoci davanti a un cliché che riguarda le persone di colore negli horror (potete immaginare a cosa mi riferisco). Inoltre, sembra sempre che manchi qualcosa, come se tutti i sottotesti presentati siano solo accennati, non sentiamo un vero approfondimento di certe tematiche portate avanti fino alla fine. Come la sindrome di Stoccolma, presentataci tramite una vittima, ma di cui non capiamo le ragioni, poiché non ci vengono spiegate: è così e basta.

Fresh

Le nostre conclusioni su Fresh

Benché parta con toni leggeri, quasi a volerci far dimenticare il vero genere del film, Fresh riesce a prendere e a farsi seguire attentamente. La scelta di Daisy Edgar-Jones come protagonista è decisamente azzeccata. Con i suoi lineamenti e le doti attoriali riesce a farci percepire una Noa insicura e anche sfiduciata, ma capace di lasciarsi andare, fino a mostrarci come dietro una donna che può sembrare debole, si celi una grande forza d’animo, con la quale riuscirà a fuggire dal suo aguzzino. Anche portare Sebastian Stan nei panni di Steve è stata sicuramente l’opzione migliore. Il suo viso si presta bene al personaggio affascinante che interpreta, ma che nasconde qualcosa. La sua compostezza maschera alla perfezione tutto quello che non può mostrare, e lo rende decisamente più credibile.

I tanti temi solo accennati e mai pienamente esposti, uniti anche ad alcune scene per niente azzeccate, non rendono il film perfetto, ma decisamente merita di essere guardato, almeno per avere degli spunti di riflessione, in un momento di svago. Pensare che tutto parta dagli uomini più potenti del mondo, oppure all’allegoria della donna-oggetto, merce di scambio tra i potenti, in tempi considerati “moderni”, porta a delle riflessioni, alle quali però, si deve arrivare da soli. Se il film vi è piaciuto, fatecelo sapere tramite i nostri canali social. Continuate a seguirci su Kaleidoverse.it per restare aggiornati, iscrivetevi al canale Telegram per non perdervi neanche una notizia del mondo nerd e unitevi al canale Youtube per delle ottime video recensioni.

70%

Con il suo inizio un po' da commedia romantica, Fresh ci porta in un mondo grottesco e disgustoso, ma senza scadere nella facilità dello splatter. Tutto ciò che c'è di orrendo ci viene mostrato in una cornice quasi romantica, dai colori caldi. Daisy Edgar-Jones nei panni di Noa e Sebastian Stan in quelli di Steve, sono perfetti per questi ruoli, con i loro lineamenti e la bravura attoriale. Nonostante alcuni difetti di cui ci si dimentica subito, il film riesce a illustrarci delle tematiche importanti, ma senza esplicitarle del tutto, lasciandole quasi a metà. Se siete alla ricerca di qualcosa che non sia solo sangue e violenza, e che riesca anche a mostrarci qualcosa di più, Fresh è sicuramente il lungometraggio che fa per voi.

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Doppiatore con la passione per la scrittura e la lingua italiana, pasticcere dilettante, videogiocatore e amante della natura. Da sempre sono alla ricerca di qualcosa che possa aiutarmi a sviluppare al meglio le mie passioni legate alla lingua, così mi sono prima dedicato allo studio del doppiaggio e poi ho trovato qualcuno che mi ha accalappiato per fare il redattore (correttore di bozze) su Kaleidoverse. Chissà quali altre opportunità mi riserverà il futuro.

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