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Home»Film/Serie TV»Persuasione Recensione: quando i period drama vengono Bridgertonizzati
Film/Serie TV

Persuasione Recensione: quando i period drama vengono Bridgertonizzati

Giulia GaliziaBy Giulia Galizia15 Luglio 2022Nessun commento6 Mins Read
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Persuasione 3
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“Sei giovane, non sai cosa il futuro ha in serbo. Ti riprenderai e un giorno sarai felice”. Se ve lo state chiedendo: no, questa non è una frase di una commedia romantica young adult low budget. E non è nemmeno quello che Ron Weasley legge nelle foglie del tè in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban durante una lezione di divinazione. No, quest’emblematica frase la pronuncia niente meno che Anne Elliot nel nuovo film Persuasione prodotto da Netflix, basato sul romanzo di Jane Austen. Inutile dire che dell’autrice, almeno per quanto riguarda i dialoghi, è rimasto molto, molto poco.

Imbarcatevi con noi, con Anne e il Capitano Wentworth in quello che sarebbe potuto essere un viaggio in una nuova meravigliosa trasposizione dei romanzi di Jane Austen e che invece si è rivelato essere un film diverso da ciò che ci aspettavamo. Tra cappelli a cilindro da donna, abiti decisamente non in stile regency, mancanza di etichetta e rottura della quarta parete, questo film ha messo fin troppa carne al fuoco. La pellicola è diretta da Carrie Cracknell e ha come protagonisti Dakota Johnson, Cosmo Jarvis, Henry Golding e Richard E. Grant. Noi di Kaleidoverse abbiamo visto il lungometraggio in anteprima e siamo qui per voi a parlarne senza spoiler. Vi diamo però un monito: se vi stavate aspettando il nuovo Orgoglio e Pregiudizio, con scene romantiche e da batticuore, purtroppo rimarrete estremamente delusi.

Persuasione 2

Dalle stelle alle stalle: l’iper modernizzazione delle fiction storiche

C’è un trend che ormai ha preso piede nelle produzioni odierne: l’iper modernizzazione della fiction storica. A partire da Orgoglio e Pregiudizio di Joe Wright del 2005 con Keira Knightley, registi e produttori delle trasposizioni di romanzi storici hanno cercato di rendere storie di duecento anni fa più contemporanee per l’audience odierno. O almeno così dichiarano. Basti pensare alla serie Netflix Chiamatemi Anna, basata sui romanzi di Lucy Maud Montgomery, o anche a Piccole donne di Greta Gerwig. Questa iper modernizzazione, giustificata come un’aggiunta di temi femministi (già presenti e chiari nelle storie originali) non giova ai prodotti che risultano aridi e spesso raffazzonati. Orgoglio e Pregiudizio in primis, sebbene abbia avvicinato molto l’audience agli scritti di Jane Austen, ignora completamente i modi e le regole della società in epoca regency che, ironicamente, vengono forse più rispettati in una serie come Bridgerton (che non è basata su romanzi storici).

Persuasione del 2022 usa escamotage già utilizzati in altri period drama ma lo fa in modo meno efficace. Anne veste in modo totalmente diverso rispetto agli altri personaggi, indossa camicie e abiti tagliati in vita spesso neri o molto scuri. Ha la frangetta o i capelli sciolti sulle spalle, che la rendono agli occhi dello spettatore molto trascurata (caratteristica non propria del personaggio che mantiene nella storia originale una dignitas impeccabile). Queste scelte non rendono la protagonista più simpatica ma semplicemente molto fuori luogo. Gli altri personaggi sono meglio inseriti all’interno della trama, soprattutto le insopportabili sorelle della ventisettenne, mentre Anne sembra aggiunta alle scene con photoshop. Non si parla tanto della recitazione di Dakota Johnson, la quale segue la sceneggiatura proposta, ma più di scelte registiche che rendono il film una macchietta dei period drama, una pantomima che non convince.

Persuasione

L’Effetto Elizabeth Bennet

Come Orgoglio e Pregiudizio del 2005, anche questo nuovo Persuasione vuole rendere la sua protagonista stravagante, divertente e buffa agli occhi dello spettatore. Se, tuttavia, Elizabeth Bennet è in effetti un personaggio sagace, ironico e pungente, Anne Elliot non lo è. La protagonista dell’ultimo libro della Austen è introversa, pacata, silenziosa e resiliente. Anne è il personaggio principale più maturo (sia mentalmente che fisicamente) di Jane Austen e, a 27 anni, all’epoca, era considerata zitella, anziana, ormai inutile. In questa versione Netflix, invece, la produzione ha voluto far riscattare Anne Elliot di Dakota Johnson, la quale parla apertamente di avere ancora molte possibilità, di essere ancora giovane. Sicuramente è triste per la storia finita con Wentworth, ma non si sente finita come la ragazza descritta da Jane Austen. Se col personaggio di Eddie di Stranger Things avevamo parlato della Sindrome di Draco Malfoy, in questo caso parliamo dell’effetto Elizabeth Bennet.

Anne beve a collo dalle bottiglie di vino, rompe la quarta parete e ride del capitano Wentworth imitandolo come Lizzie Bennet faceva con Darcy nella webseries The Lizzie Bennet Diaries basata su Orgoglio e Pregiudizio. C’è solo un problema: Anne Elliot non è Elizabeth Bennet. L’effetto Elizabeth Bennet purtroppo ormai colpisce quasi tutte le protagoniste dei period drama. Hollywood crede che se le donne in periodo ottocentesco non risponderanno a tono e non saranno ironiche non verranno apprezzate dal pubblico. Questo modo di affrontare i personaggi femminili sta già fallendo. Forse ci eravamo rilassati troppo dopo la bellissima e ironica versione di Emma. del 2020 con Anya Taylor-Joy. Emma non era solo una versione molto fedele del libro ma, finalmente, non assomigliava alla protagonista di Orgoglio e Pregiudizio. Le nostre speranze che Hollywood avesse smesso di rendere Lizzie Bennet protagonista di ogni period drama sono scemate con questo nuovo Persuasione.

Le nostre conclusioni su Persuasione

“Ora siamo sconosciuti. Peggio che sconosciuti… siamo ex.”

Questa è la frase più emblematica del film che già nel trailer aveva fatto preoccupare i fan. Un conto è se il Duca di Hastings passeggia con Daphne non accompagnata da chaperon, un conto è se un personaggio uscito dalla penna di Jane Austen parla di “ex”. Nemmeno la serie Bridgerton ha mai provato a inserire termini così moderni all’interno delle sue scene. Sul set del film Emma. del 2022 la produzione assunse un esperto di maniere regency e ottocentesche. In questo modo, gli attori potevano imparare come muoversi in modo coerente con l’epoca nella quale erano inseriti. In questo Persuasione, invece, Anne sembra una viaggiatrice del tempo arrivata direttamente dal 2022. Per consolare un uomo appena conosciuto gli poggia una mano sul braccio e per catturare l’attenzione di Wentworth urla da una finestra brilla e scarmigliata (versandosi successivamente della salsa addosso).

Queste trasposizioni vorrebbero avvicinarsi al pubblico e essere più contemporanee. Tuttavia, non sono che un’ombra della vera ironia austeniana che, con la sua penna, era pungente e divertente. Persuasione del 2022 è una delusione. Non lo è nel senso che non valga la pena guardarlo ma nel senso che avrebbe potuto fare molto. Avrebbe potuto essere una versione interessante con dei take originali, i personaggi secondari sono convincenti e le interazioni spesso molto buffe. Purtroppo, invece, come succede sempre più spesso, è caduta sia nell’effetto Elizabeth Bennet sia nella dinamica della bridgertonizzazione. Tutto il resto, come i paesaggi marittimi o la fotografia scompaiono davanti a una protagonista mal inserita e una storia che vuole essere quello che non è. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie dal mondo del cinema, degli anime, dei videogiochi e molto altro, unitevi al nostro canale Telegram e continuate a seguirci sul sito Kaleidoverse.

47%

Anne? Anne dove sei finita? La dolce e silenziosa Anne Elliot è stata sostituita da una versione insopportabile e pantomimica di Elizabeth Bennet. Il film non si dovrebbe chiamare Persuasione, ma "La maledizione di Lizzie Bennet, il ritorno". Complici una chimica non proprio presente tra Dakota Johnson e Cosmo Jarvis e il voler convincere l'audience che una donna di 27 anni in epoca regency fosse giovane, il film risulta raffazzonato e a tratti noioso. Dal libro più maturo di Jane Austen, pubblicato postumo, si poteva trarre una trasposizione altrettanto equilibrata e assennata. Ciò che è nato dalla regia di Carrie Cracknell è invece un'ombra dei period drama, un'imitazione di altre componenti di film (come i costumi o il look di Orgoglio e Pregiudizio di Wright e l'ironia pungente di Emma. del 2020) che sono tutto meno che ben bilanciati in questa pellicola. Il nostro verdetto? Giustizia per Anne Elliot! Meritava molto di più.

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Attrice e appassionata di canto, cinema, animazione, fiabe e danze storiche. Ha studiato doppiaggio cinematografico e al momento si destreggia per entrare in quell'affascinante mondo. Laureata in Scienze della Formazione Primaria all'Università di Modena e Reggio Emilia, dove ha conseguito anche un dottorato di ricerca in Scienze Umanistiche. Bilingue inglese è appassionata di scrittura fin dal 2011 quando pubblicò il suo primo racconto "Confessione" nel libro "Il sogno di Agnese - L'inferno è Immobile".

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