Era il 2021 quando su Netflix approdava una curiosa serie sudcoreana che ha rapito il pubblico mondiale diventando un vero e proprio fenomeno globale. Squid Game 3 arriva per chiudere un cerchio e porre fine a quanto iniziato 4 anni fa. Nei prossimi paragrafi leggerete la nostra recensione su questo emozionante ultimo capitolo.
Dopo la rivolta dell’ultimo episodio della stagione due, la curiosità è aumentata esponenzialmente riguardo il destino di Gi-hun e gli altri giocatori. Finalmente verrete a conoscenza delle conseguenze di quel gesto e soprattutto di come continueranno i giochi. La spaccatura fra i partecipanti sarà ancora più evidente e questo sarà fondamentale per il proseguimento dello show.
La trama di Squid Game 3
Questa nuova uscita partirà esattamente da dove l’avevamo lasciata, dalla rivolta dei giocatori contro le guardie. Squid Game 3 promette di esplorare il divario fra i due pensieri dei concorrenti, chi vuole proseguire e chi no, concentrandosi sui giochi che porteranno al montepremi finale. Non dimenticatevi del detective Hwang intento nella ricerca dell’isola mortale e del fratello, il Front Man.
Sotto un certo punto di vista non stiamo parlando di una stagione a sé stante, ma di una vera e propria parte due di quanto accaduto nel dicembre 2024. Infatti potrete guardare i due prodotti uno dietro l’altro e non avrete la percezione di uno stacco o di un passaggio di testimone. Una cosa però bisogna dirla, Squid Game 3 è stato molto più emozionante del secondo capitolo.
Rabbia e rassegnazione
La prima cosa che noterete durante gli episodi di Squid Game 3 sarà il comportamento di Gi-hun. Vi troverete davanti a un uomo distrutto, arrabbiato e ormai stanco, ma non per questo tradirà i suoi principi. Va ricordato che ha deciso lui stesso di rientrare nel gioco proprio per distruggere l’organizzazione che gestisce il tutto e porre fine ad ogni atroce tortura. Questa decisione e l’esito della rivolta hanno contribuito ad abbatterlo maggiormente.
Ancora una volta sarà messo a dura prova in ogni puntata e sarà spinto a prendere decisioni veramente difficili. Va detto però che molto spesso il suo atteggiamento è ridondante e risulta essere più ingenuo di quanto in realtà non sia. Diverse scelte sono state scritte in quel modo per dovere di trama ed è comprensibile, però mettono in luce un lato di Gi-hun che non gli rende giustizia. Avremmo preferito vederlo più partecipe e meno isolato dal resto di alcune vicende.
Gi-hun deve fare i conti con quanto deciso e ciò lo ambierà notevolmente.
Si torna a giocare
All’interno di Squid Game 3 vedrete il ritorno di giochi con suspence e ricchi di pathos. Un gioco in particolare, il primo, farà da sfondo a grandi emozioni e scelte terribilmente difficili. Si torna a tifare per i personaggi preferiti e ad odiare gli avidi pronti a tutto per una manciata di denaro. Il meccanismo subdolo messo in atto qui vi farà comprendere bene che direzione avrà questa stagione. Era da Squid Game 1 che non provavamo questi sentimenti e questa ansia durante le prove di sopravvivenza.
Dobbiamo riconoscere però che il quinto gioco, nonostante si provino emozioni forti anche in quel caso, è passato un po’ in sordina e in maniera troppo sbrigativa. È stato come se avessero voluto spingere subito l’acceleratore verso il finale per chiudere la vicenda. Avremmo preferito che durasse qualche minuto in più e avere le classiche scene alla Squid Game con i giocatori che prendono decisioni molto importanti per la propria vita e per quella degli altri.
Decisioni incomprensibili
I difetti in Squid Game 3 ci sono e in alcuni casi sono molto evidenti. La prima cosa che noterete sarà la CGI che in certi momenti è davvero oscena. Alcuni sfondi sembrano essere stati fatti con una banalissima app di fotomontaggi rappresentando un reale pugno in un occhio per lo spettatore. Saranno presenti anche una neonata e un cane entrambi realizzati a computer e saranno le due cose più terribili a livello visivo di questa serie. Non abbiamo compreso chiaramente i motivi di queste scelte ma potevano fare nettamente meglio.
Un altro punto che gioca a sfavore di Squid Game 3 è la storyline del detective Hwang. Il personaggio risulta essere banale e inutile come la sua indagine. Compie azioni viste e riviste all’interno della stagione due e ogni volta che la scena si sposta su di lui è come se stesse sempre al solito punto. Avrebbero potuto scrivere nettamente meglio la sua trama inserendo una storia dentro la storia ma così non fa altro che essere un banale individuo di questo universo.
La CGI non è proprio il punto forte dei produttori, così come il racconto di vicende fatte al di fuori dell’isola.
Il fattore umano di Squid Game
Questa serie ha la capacità di sbattere in faccia al pubblico l’avidità delle persone. I discorsi che faranno alcuni personaggi sono terribili e vi faranno accapponare la pelle. A un certo punto un tema molto importante viene inserito all’interno della trama e proverete ribrezzo per quello di cui si dirà e il modo in cui alcuni ci rideranno sopra. La rabbia prevarrà e ancora una volta peserete che l’essere umano ha fallito. Va bene prendere determinate scelte per soldi ma ci sono cose che vanno ben oltre il mero denaro.
Che non si pensi che sia solo un fattore negativo in quanto ci sono molti giocatori che si apriranno e vi faranno empatizzare con loro. Vi affezionerete e farete il tifo per loro fino alla fine dei giochi pensando a cosa li aspetta fuori da quell’isola. Questa è una delle forze di Squid Game, creare storie profonde ed emozionanti alle quali ogni spettatore ci si aggrapperà con forza.
Qualcosa che dividerà il pubblico
Molte vicende di questa serie sono abbastanza prevedibili anche aiutati da una regia che spinge chi guarda verso quel pensiero e anticipa ciò che sta per accadere. Potrebbe sembrarvi quasi tutto scontato finché non arriverete al finale. Un ultimo atto giusto e in linea con il tema di Squid Game fin dall’inizio. Sappiamo che questo dividerà il pubblico e porterà a grandi discussioni da qui fino ai prossimi mesi.
La chiusura emozionane di Squid Game 3 ha un significato ben preciso e vuole lasciare lo spettatore con un pensiero fisso in testa. Ci sarà spazio anche alle sorprese con un grande cameo all’interno dell’ultimissima scena prima dei titoli di coda. Questa cosa vi farà viaggiare molto con l’immaginazione anche se è un argomento di cui si è già parlato in passato. La conclusione tutt’altro che ovvia da un valore aggiunto allo show e dona ancora più importanza al fenomeno globale che è diventato Squid Game.
Le nostre conclusioni su Squid Game 3
La terza stagione di Squid Game ci è piaciuta molto e l’abbiamo trovata più emozionante della seconda. Non sarà mai ai livelli della prima, ma è riuscita a creare ansia e commozione in più di un’occasione. Squid Game si è concluso nel migliore de modi, ma c’è tanto ancora da raccontare di quel mondo, magari con degli spin-off mirati su alcuni personaggi. È stato un bel viaggio durato quattro anni che ci ha fatto affezionare alle mille canzoncine e a quelle maschere tanto belle quanto inquietanti.
Ora però siamo estremamente curiosi di scoprire la vostra opinione su questo Squid Game 3 e quindi vi invitiamo a lasciare un commento sia qui che su Instagram. Su Kaleidoverse troverete numerosi articoli molto interessanti su cinema, serie tv, anime e tanto altro. Di seguito vi consigliamo alcune delle nostre uscite:la recensione sui primi tre episodi di Ironheart, quella su F1 e un interessante approfondimento su Maccio Capatonda. Al prossimo articolo!
Pro:
Ritorna la suspense e l’angoscia all’interno dei giochi
La scrittura e la dimostrazione della rabbia e del cambiamento di Gi-hun
I momenti commoventi la faranno da padrona durante gli episodi
Il finale è una degna conclusione ed in perfetta linea col pensiero di Squid Game
L’avidità dell’essere umano viene rappresentata perfettamente
Decisioni inaspettate durante le prove
Contro:
Gi-hun sembra ingenuo in alcuni momenti
La CGI di sfondi, cane e bambina è terribile
La storia del detective Hwang è inutile come il suo personaggio
Si corre troppo in alcune parti
Molti momenti sono prevedibili, spinti anche dalla regia
Alcuni personaggi arrivano al loro obiettivo troppo facilmente
