L’ultima grande fatica seriale della Marvel è Ironheart, disponibile con 6 episodi su Disney+. Nelle prossime righe avrete modo di leggere e capire la nostra posizione e la nostra recensione in merito a una serie tanto discussa ancor prima di sbarcare sulla piattaforma streaming. Il personaggio di Riri Williams non è uno dei più amati dai fan della Marvel e ciò ha portato a porsi numerose domande prima di affrontare questa visione.
L’eroina non del tutto memorabile aveva già esordito all’interno del MCU in Black Panther: Wakanda Forever non risultando particolarmente simpatica e rendendo il suo esordio più amaro del solito. Questo particolare, in aggiunta allo scarso supporto a livello fumettistico, hanno fatto sì che si creassero numerosi dubbi sull’esistenza di un prodotto incentrato tutto su “l’erede di Iron Man”. Nonostante ciò, lo show potrebbe aver stupito più di una persona risultando migliore di quanto si potesse pensare, scopriamo com’è andata.
Ironheart, la trama
Riri Williams è una studentessa molto brillante e ambiziosa del MIT di ritorno nella sua città natale, Chicago, nella quale troverà ad attenderla alcune difficoltà. Proprio queste difficoltà ed esigenze la metteranno in contatto con un certo Parker Robbins, Hood. I modi di Parker e di Riri non combaciano perfettamente e ciò porterà la ragazzina a prendere numerose decisioni che la seguiranno lungo la sua avventura fra magia e tecnologia.
Una trama molto semplice e lineare, senza nessun eccesso o strane forzature. Non è perfetta e vero ma almeno non si affloscia a metà serie con episodi senza un nesso logico e vicende che non portano a nessuno sviluppo. La linearità e la coerenza è ciò che spicca maggiormente anche se in alcuni punti si nota un ritmo troppo frettoloso e la volontà di chiudere le vicende il prima possibile. Avrebbero potuto osare un po’ di più inserendo qualche puntata in più e sviluppare maggiormente determinate situazioni e personaggi.
Un’adolescente come eroina
Dopo il flop dell’esordio Riri Williams viene caratterizzata molto meglio senza farla diventare un personaggio antipatico al pubblico. Il lavoro che hanno svolto sulla ragazzina è da ammirare in quanto hanno creato interesse sia in lei sia per il suo futuro. La base di partenza era un soggetto odiato all’interno dei fumetti e con zero interesse sotto il profilo cinematografico e televisivo. Date le premesse, il risultato è da promuovere ampiamente.
All’interno di Ironheart troviamo anche un’altra adolescente, Natalie. La sua presenza è sotto forma di intelligenza artificiale come avveniva nei fumetti con Tony Stark. Per ovvi motivi, e anche per questioni di budget, non hanno potuto utilizzare Robert Downey Jr. compromettendo la trama e ciò che ne emerge è un buon comprimario. Il duo con Riri funziona perfettamente anche se molte uscite risultano imbarazzanti e troppo bambinesche al punto che possono dare fastidio a un pubblico più adulto.
Finalmente una Riri meno arrogante e molto più attraente caratterialmente.
Anche il ferro ha sentimenti
Ironheart non è solo una banale serie che parla di Riri Williams e le sue armature. Quello che emerge dai 6 episodi è la tematica del lutto e dell’etica morale che dureranno per tutta la durata dello show. La prima riguarda Riri nel personale che dovrà fare i conti con i suoi sentimenti per la recente perdita mentre la seconda la spingerà a mettere in dubbio qualsiasi azione compiuta. Durante la prima metà del prodotto noterete che Ironheart non è proprio un’eroina in tutto e per tutto, ma dovrà percorrere un cammino ricco di sfide per arrivare a ciò.
Non si parla solo dei problemi di Riri in quanto anche Parker Robbins dovrà affrontare i suoi demoni (letteralmente). Il suo personaggio dovrà fare i conti con la bramosia di potere e di quanto esso non basti mai. A braccetto con questo argomento troverete la malvagità di Mefisto che conosce molto bene l’essere umano e fino a che punto possa spingersi pur di avere un briciolo di potere.
Impegno e dedizione
Durante la visione Ironheart dovrete aguzzare bene la vista e tendere molto le orecchie per alcuni dettagli nascosti. Questi particolari riempiono la serie e la fanno comunicare direttamente con l’intero MCU con continue citazioni a personaggi e vicende passate. Questo è segno di un buon lavoro svolto sul prodotto e una buona conoscenza del materiale originale.
Farete la conoscenza di un personaggio molto chiacchierato da tempo, Mefisto. Sacha Baron Cohen riesce a interpretare il Diavolo dopo anni di speculazione da parte di tutti i fan. Il suo operato è degno di nota con un Mefisto memorabile e perfetto al punto giusto. L’altra new entry è Zelma Stanton che gli appassionati dei fumetti riconosceranno subito. Zelma e Mefisto aprono le porte a possibili scenari futuri in cui potrebbero arrivare prodotti e trame molto interessanti.
Basta nanotecnologia
Dopo anni e anni passati a vedere le armature di Tony realizzate in CGI possiamo finalmente goderci delle corazze realizzate, anche se solo una parte, sul set. Questa scelta ripaga nettamente offrendo allo spettatore un aspetto più realistico. I rumori delle parti in ferro, lo sporco e le ammaccature danno quella sensazione di grezzo che tanto mancava all’interno dei Marvel Studios. Non se ne poteva più di vedere qualsiasi costume, armatura e chi più ne ha più ne metta fatti con la nanotecnologia.
Oltre ai potenziamenti fisici dobbiamo spezzare una lancia a favore anche dell’intero comparto grafico. Tolti piccoli difetti – che saranno quasi sempre presenti in ogni prodotto con CGI – il risultato finale è pressoché perfetto. I combattimenti avvincenti e e immersivi sono ben realizzati così come l’uso della magia e la coesistenza con la tecnologia dà un tocco in più ad Ironheart.
Addio nanotecnologia e realizzazioni a computer, finalmente!
Confusione o perfezione
La parte più controversa di questo Ironheart è sicuramente il finale di serie. La sensazione maggiore è quella della fretta ma potreste anche essere disorientati dall’ultimissima scena. La battaglia finale ci è sembrata abbastanza rapida, priva di epicità che dovrebbe contraddistinguere ogni scontro di supereroi. Tolto questo è una buona conclusione che va a incastrare bene ogni tassello del puzzle con una strizzata d’occhio al futuro.
Questo epilogo potrebbe risultare inutile se non dovessero continuare con questo filone narrativo in futuro. In parole povere, se non ci saranno conseguenze per ciò che accade prima dei titoli di coda e nella scena post credit – ce n’è solo una – allora ci saranno molti problemi di continuity e coerenza con quanto scritto. La nostra speranza è quella di vedere un proseguimento di storia per Riri e delle sue vicende che potrebbero avere una discreta importanza.
Le nostre conclusioni su Ironheart
Ironheart ci ha sorpresi più del previsto e siamo rimasti contenti di aver visto un prodotto seriale che funziona, coerente e lineare seppur sbrigativo. Sono riusciti a suscitare ulteriore interesse per Riri Williams e speriamo che non venga accantonata nei prossimi anni. Vi consigliamo questa serie, mettete a parte i pregiudizi e godetevi sei episodi leggeri e avvincenti.
Siamo curiosi di conoscere la vostra opinione e per questo vi invitiamo a lasciare un commento sia qui che sulla nostra pagina Instagram. Vi ricordiamo che su Kaleidoverse potrete trovare numerosi articoli, ecco alcune proposte: la recensione su Squid Game 3, un bell’approfondimento su Maccio Capatonda e anche un articolo sul capitolo 1153 di One Piece. Alla prossima uscita!
Pro
Riri Williams è finalmente caratterizzata bene e non è arrogante
Il duo Riri-Natalie funziona alla perfezione
Le armature sono uno spettacolo per gli occhi
La trama è semplice, leggera e lineare; non ha cedimenti
Le tematiche inserite sono interessanti e profonde
Mefisto e Zelma sono ottimi al debutto nel MCU
Buona CGI nel complesso
Contro
Ritmo frenetico e sbrigativo, potevano inserire qualche episodio in più
La battaglia finale è priva di epicità e importanza
Il finale può causare confusione
Alcune uscite di Natalie risultano imbarazzanti e troppo da bambini
Tutti sanno di Riri e l’armatura ma nessuno bussa alla sua porta
