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Home»Film/Serie TV»The Walking Dead – Dead City Recensione: 2 ritorni in città
Film/Serie TV

The Walking Dead – Dead City Recensione: 2 ritorni in città

Francesca RubinoBy Francesca Rubino17 Luglio 2025Nessun commento8 Mins Read
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The Walking Dead - Dead City Recensione
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Pensavamo di esserci lasciati alle spalle il longevo franchise di The Walking Dead,  concluso nel 2022, ma i creatori originali della serie – così come la AMC – erano di avviso diverso ed è per questo motivo che la lunga storia che vede al centro un gruppo di sopravvissuti di fronte a un’apocalisse zombie inizia lentamente ad allargarsi e ad aggiungere nel suo carnet nuovi titoli seriali. Smentite le voci che avrebbero visto la conclusione definitiva della saga al cinema in qualche pellicola che avrebbe decretato il destino finale di Rick Grimes (Andrew Lincoln) e compari diamo il benvenuto anche in Italia alla prima delle serie TV che ampliano l’universo di The Walking Dead.

Si tratta di The Walking Dead – Dead City, che ha debuttato negli Stati Uniti nel 2023 ed è arrivata finalmente in Italia il 14 luglio 2025, e sarà sarà disponibile su Sky e Now. Kaleidoverse ha avuto modo di accedere alla prima stagione in anteprima esclusiva ma, proprio come la serie anche questa recensione arriva con un lieve ritardo. La seconda stagione – già disponibile negli Stati Uniti – debutterà invece a partire dal 4 agosto. La serie vede nel cast 2 grandi ritorni, quello di Lauren Cohan (The Boy) e di Jeffrey Dean Morgan (Grey’s Anatomy), affiancati da Mahina Napoleon (NCIS: Hawai’i), Željko Ivanek (7 psicopatici), Gaius Charles (Salt) e molti altri.

The Walking Dead – Dead City è solo l’inizio di un nuovo capitolo di avventure nell’universo post-apocalittico di Kirkman e soci.

The Walking Dead – Dead City e la sua trama

Torniamo in un mondo post-apocalittico e riprendiamo la storia da Maggie (Lauren Cohan), che avevamo lasciato a capo della comunità di Hilltop. La donna è a caccia non di zombie ma di suo figlio Hershel (Logan Kim), che è stato rapito da un gruppo di persone capeggiate dal Croato (Željko Ivanek). Mentre è impegnata nell’ideazione di un piano che le consenta di salvare suo figlio senza unirsi all’esercito di non-morti viene a sapere che l’unica persona che potrebbe effettivamente aiutarla è Negan (Jeffrey Dean Morgan), con il quale la donna ha un rapporto esplicitamente conflittuale: l’uomo è l’assassino di Glenn (Steven Yeun), il compagno di Maggie nonché padre di Hershel, e per questo motivo lei gli porta un imperituro rancore.

Negan d’altro canto si presenta con accanto Ginny (Mahina Napoleon), una ragazzina che non parla. Scopriamo inoltre molto presto che Maggie non è l’unica persona interessata a riprendere i contatti con lui: sulle sue tracce c’è anche un Marshall (Gaius Charles), che gli dà la caccia in quanto ricercato per omicidio. Si crea così una strana coppia formata da questi alleati forzati che in realtà si disprezzano abbastanza e che si ritrovano dover vagare per le strade di una Manhattan inedita che il franchise non ci aveva mai mostrato alla ricerca del Croato e di Hershel, anche se arrivare al cuore della vicenda non sarà affatto una sfida facile, per nessuno dei 2.

Maggie e Negan si alleano per recuperare Hershel e si avventurano in una Manhattan molto diversa dalla nostra.

Sblocchiamo un nuovo pezzo di mappa

Dal punto di vista registico The Walking Dead – Dead City è estremamente simile alla serie principale ma l’ambientazione diversa gioca un ruolo fondamentale nell’ampliamento delle tecniche registiche e di montaggio. Manhattan è un parco giochi ben diverso dai territori selvaggi e bucolici a cui la serie principale ci aveva abituati, rivelandosi un mondo a parte fatto di palazzi abbandonati e tombini putrescenti che sono stati resi con una CGI che non riesce a mantenere intatta l’incredulità dello spettatore per tutto il tempo ma che apprezziamo molto, soprattutto nelle riprese non estremamente dinamiche in cui la città sembra essere davvero preda dell’Apocalisse.

Per quanto riguarda la sceneggiatura di questa prima stagione invece abbiamo notato un taglio più crudo e asciutto rispetto a The Walking Dead – la focalizzazione è infatti i sui 2 protagonisti principali – Maggie e Negan – e la serie riesce sia a esplorare il vasto mondo al di fuori delle piccole comunità che abbiamo imparato a conoscere in questi anni sia ad approfondire il rapporto complesso tra i 2 protagonisti. Si espande anche molto la loro psicologia in quanto simboli rivelando dei lati che nella serie principale non erano stati debitamente evidenziati.

L’ambientazione e la sceneggiatura danno un tocco di originalità e introspezione alla serie.

The Walking Dead – Dead City – Maggie

Il viaggio di Maggie ha più a che fare con il suo essere madre che con il suo essere capo di una comunità e con il suo essere donna e persona. In particolar modo abbiamo notato come la serie metta l’accento sull’elaborazione dei traumi e sul passato volto alla costruzione di un futuro migliore. È un percorso estremamente difficile e lento, e Maggie lo mette in atto in maniera quasi recalcitrante. Sicuramente gran parte del suo percorso in questa prima stagione ha a che fare con il salvataggio di suo figlio e con la paura che ha di perdere l’unica famiglia che le è rimasta.

La donna sente di non avere più controllo su Hershel e ha paura di perderlo: il rapporto con il figlio è molto conflittuale e acido ma non riceve la tensione dovuta perché per la maggior parte della stagione i 2 sono separati. Tuttavia è possibile notare questa sorta di conflittualità accesa tra i 2 nei pochi momenti che condividono insieme e che gettano le basi per quello che avverrà nella seconda stagione. In ogni caso è evidente che Maggie si sforzi di mantenere un contegno da dura – freddo e distaccato – per poter fronteggiare i nemici che le si pongono davanti, anche se in realtà dentro con conserva una sensibilità e una fragilità che si acuiranno e diventeranno presagio di allarme.

Maggie si sforza di reprimere le emozioni per recuperare ciò che ha di più caro: suo figlio.

The Walking Dead – Dead City – Negan

Negan è uno dei personaggi più amati del franchise di The Walking Dead e all’inizio di questo spin-off lo ritroviamo cambiato rispetto a com’era prima. È un uomo molto diverso e molto accento viene posto sul suo lato più introspettivo. Negan infatti ha scelto di condurre una vita solitaria perché attratto dal pericolo e dalla violenza ma anche perché desideroso di proteggere le persone che ama. Sicuramente nel corso di questa stagione vediamo emergere un lato più sensibile dell’uomo, una cosa non scontata e che probabilmente in pochi avrebbero pensato.

Negan è infatti costretto costantemente a dover gestire i propri demoni e i propri fantasmi e questo si evince perfettamente dal suo conflitto con il Croato e dalle interazioni che i 2 hanno tra di loro. In ogni caso il modo in cui finisce la stagione o fa molto riflettere perché pone Negan in una posizione molto scomoda, davanti a una sfida: quanto è disposto a tornare indietro per proteggere gli altri e trovare – in fondo lo speriamo – una redenzione definitiva? Dovremo attendere qualche settimana prima di scoprirlo.

Negan è un uomo cambiato, ma se in meglio o in peggio è ancora da vedere.

Le nostre conclusioni su The Walking Dead – Dead City

La prima stagione di The Walking Dead – Dead City si conclude con un cliffhanger che, più che ad alzare la suspense, serve a decretare l’inizio di una nuova partita che vedrà di nuovo Negan nel ruolo di antagonista e Maggie in quello di protagonista, ma non escludiamo che la situazione possa evolversi e cambiare rapidamente: The Walking Dead è famoso anche per questi repentini cambiamenti nelle motivazioni dei personaggi che però riescono ad essere sempre coerenti e profondamente umani, anche con il mondo intorno a loro ridotto in pezzi.

Avete già visto The Walking Dead – Dead City? Se sì, cosa ne pensate? Lasciateci un commento qui su Kaleidoverse o sulla nostra pagina Instagram, che potete seguire per restare sempre aggiornati sulle ultime novità in campo seriale, cinematografico, d’animazione e videoludico. Tra i nostri ultimi contributi vi segnaliamo: la recensione del capitolo 1154 di One Piece, quella della serie TV Ballard e quella della commedia 100 litri di birra. Ci leggiamo alla prossima!

I pro di The Walking Dead – Dead City
  • L’ambientazione urbana dà modo alla serie di ritrovare l’originalità;
  • Entrano in gioco nuovi personaggi e nuove, interessanti dinamiche;
  • 2 personaggi conosciuti e amati dai fan occupano il posto dei protagonisti;
  • La serie assume tinte molto più introspettive e politiche;
  • Il finale lascia spazio a teorie e macchinazioni.
I contro di The Walking Dead – Dead City
  • La CGI in alcune scene peggiora la resa finale, trasformando la città in un set artificiale;
  • Gli zombie non risultano sufficientemente inquietanti;
  • Alcune linee narrative vengono troncate di netto;
  • Alcune azioni compiute dai personaggi risultano ambigue e non ricevono spiegazione;
  • L’entrata in scena dell’antagonista è frettolosa e non la presenta bene.

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Scrivo. In pratica non so fare altro: sono goffa, timida e secondo qualcuno amo dormire a testa in giù come un vampiro (tranqui però, non sono un criptide).

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