Come sicuramente saprete, la stagione finale di The Sandman è stata divisa in due parti, di cui la seconda è stata resa disponibile su Netflix il 24 luglio. Se avete letto la recensione su The Sandman 2 Volume 1, saprete che la serie non ci ha particolarmente convinto per la regia molto teatrale e lenta e, soprattutto, per il personaggio di Sogno (Tom Sturridge) che risultava veramente troppo stoico e freddo per poter catturare l’empatia dello spettatore.
The Sandman 2 Volume 2 è composto da cinque episodi, lunghi circa 45 minuti ciascuno, che adattano dal fumetto La locanda alla fine dei mondi, Le Eumenidi e La Veglia. Rispetto alla prima stagione e alla prima parte della seconda, la storia di questi cinque episodi è concentrata sul Morfeo, sulle sue azioni compiute anche nel lontano passato che ancora hanno conseguenze sulla sua persona, e sulle sue emozioni. Ma soprattutto, la parte secondo noi più riuscita, sulla sua crescita personale e sulla sua consapevolezza.
La trama di The Sandman 2 Volume 2
Al termine della prima parte, Sogno ha ucciso suo figlio Orfeo, ormai stufo della propria immortalità, per pietà e amore. Ma così facendo, ha violato una delle poche leggi degli Eterni: non si può, per nessun motivo, versare sangue di famiglia. Questa colpa viene pagata con la morte e, in seguito alle sue azioni, le Eumenidi o le Furie (Nina Wadia, Souad Faress, Dinita Gohil) entrano prepotentemente sulla scena con l’obiettivo di uccidere Sogno. Queste entità, però, hanno bisogno di un intermediario per poter adempiere al loro scopo. Il problema è che Morfeo ha ferito molte persone nel corso della sua vita e ha molti nemici.
In un primo momento, come tutti gli esseri umani, Sogno prova a cercare una soluzione per evitare il suo destino, per poi essere costretto ad accettarla. Sogno prende lentamente consapevolezza di quello che lo aspetta, diviso tra la preoccupazione delle conseguenze che potrebbero dover affrontare i suoi cari e la scelta di un successore nella peggiore delle ipotesi. Nell’attesa, però, ha il tempo di riflettere sulla sua vita, sulle sue azioni, e prendere consapevolezza dei suoi errori.
Una piccola introduzione e riflessione su The Sandman
La serie di The Sandman è un adattamento basato sui fumetti di Neil Gaiman, pubblicati da DC Comics tra il 1988 e il 1996. Il protagonista è Sogno, uno degli Eterni, e seguendo le sue avventure ci vengono presentati anche i suoi fratelli e sorelle: Destino, Morte, Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio. Ognuna di queste entità ha un proprio regno e influisce sulle vite dei mortali con la propria, immortale, esistenza. Sono una strana famiglia disfunzionale: come si può facilmente dedurre dalla scena iniziale della seconda stagione, quando Destino riunisce gli Eterni, questi fratelli e sorelle non hanno piacere a frequentarsi e non riescono ad avere una conversazione senza litigare.
L’origine di questa difficoltà di comunicazione tra questi fratelli diventa chiara quando entrano in scena i loro genitori, Tempo (Rufus Sewell) e Notte (Tanya Moodie), presentati nel prequel The Sandman Overture. Queste entità sono fredde, quasi disinteressate nei confronti dei propri figli e del loro destino, sono separati e non comunicano direttamente, ma chiedono ai figli di riferire dei messaggi all’ex partner. Questa famiglia diventa il simbolo di tutte le altre unite da legami incerti, cose non dette, ferite mai rimarginate ma mai del tutto senza speranza.
Un tempo personaggio stoico e indifferente, Sogno comincia a cambiare e a mostrare emozioni
L’immensa bravura di Tom Sturridge
Sapete bene, se avete letto la nostra recensione precedente, che la più grande critica che abbiamo rivolto a The Sandman è proprio la struttura episodica: la storia di Sogno si incrocia con quella di tanti altri personaggi che, purtroppo, non risultano abbastanza approfonditi da rimanere nella memoria dello spettatore. Allo stesso tempo Sogno è troppo freddo e indifferente agli avvenimenti della stagione per coinvolgere il pubblico. Il risultato è una serie visivamente e registicamente spettacolare, ma poco coinvolgente. In questi cinque episodi la narrazione si stringe e si fa più focalizzata e tragica.
Ora lo spettatore ha una sensazione di urgenza, quasi di ansia perché, da quando le Eumenidi sono entrate in azione, il tempo, per Sogno, scorre. Tom Sturridge, in questa parte conclusiva, è di una bravura eccezionale: la sua maschera imperturbabile, si “rompe” lentamente lasciando intravedere dei rari sorrisi, la tristezza e la paura con dei dettagli minimi come un labbro appena tremolante. L’attore ha dimostrato tutto il suo talento rendendo chiaro il cambiamento di Sogno e le sue emozioni, per la prima volta in tutta la serie, pur senza snaturare il suo personaggio. Possiamo dire che grazie al talento di Sturridge le criticità di The Sandman sono state ampiamente superate.
Un cast di supporto eccezionale
Questa parte conclusiva di The Sandman tira le fila delle storie lasciate interrotte precedentemente, per creare una conclusione soddisfacente ed emozionante. La trama si concentra sui personaggi di Loki (Freddie Fox) e Puck (Jack Gleeson), che precedentemente avevano fatto solo una comparsata, sul loro duo diabolico e seducente e sulle azioni che daranno l’avvio alle azioni delle Eumenidi. Compaiono nuovamente Johanna Constantine (Jenna Coleman) e il Corinzio (Boyd Holbrook), che, proprio come il suo creatore, è cambiato e il loro legame nato dal loro cinismo comune.
Un rapporto che rimane appena accennato, ma quel tanto che basta per essere soddisfacente. Persino, il personaggio di Lady Nuala (Ann Skelly), che sembrava essere stato dimenticato, trova la propria giusta conclusione. Impossibile dimenticare, poi, i personaggi di Lyta Hall (Razane Jammal) e suo figlio Daniel (Jacob Anderson), che sono stati duramente colpiti dalle azioni di Sogno e sono fondamentali per la conclusione di questa storia. Come è evidente, sono presenti meno personaggi in questi cinque episodi conclusivi, e ciò permette alla storia di concentrarsi su Sogno e i suoi sentimenti. Alcune storyline sono appena accennate e altre più approfondite, ma tutte servono al cambiamento del protagonista. Tutti gli attori, come sempre, sono bravissimi nell’interpretare i propri personaggi.
Una riflessione sul significato della fine che dà un senso ai nuovi inizi
Le nostre conclusioni su The Sandman 2 Volume 2
Contrariamente alle ultime tendenze che vogliono prodotti che funzionano essere rinnovati fino a snaturarli, The Sandman si congeda definitivamente dal pubblico. Al netto di alcuni tagli di alcune parti dei volumi delle Eumenidi e della Veglia, per concentrarsi su Sogno e la sua crescita personale, la serie rimane eccelsa dal lato visivo e della fotografia, così come dal lato sonoro e della colonna sonora. È un’opera che riflette sul significato della fine, della memoria e sul senso della vita. L’attesa di Sogno della visita delle Eumenidi non è altro che quello che vivono gli esseri umani, che si preparano ogni giorno alla morte senza sapere né come né quando succederà e cercano di dare un senso al tempo che hanno.
La fine dà senso alla storia ed è un passaggio necessario perché ci sia un nuovo inizio. Allan Heinberg ha detto ad una recente intervista con Variety che non esclude ci possa essere una terza stagione vista l’immensità dell’universo narrativo presente nei fumetti di Gail Gaiman. Vi raccomandiamo di rimanere fino alla fine dei titoli di coda per vedere una scena emblematica. Voi avete visto The Sandman? Che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti qui su Kaleidoverse e ricordate di seguirci su Instagram! Non perdetevi la nostra recensione sul nuovo film su I Fantastici Quattro e il nostro articolo sulle migliori Serie TV basate sui libri.
PRO
Tom Sturridge è incredibilmente bravo nel rendere la complessità di Sogno;
Un cast di una bravura eccezionale;
Visivamente eccellente;
Con una narrazione più coinvolgente della parti precedenti;
CONTRO
Una regia e un’interpretazione teatrale, volutamente lenta, che può non piacere a tutti;
Sono state tagliate molte parti rispetto al materiale originale dei fumetti per il coinvolgimento dello spettatore;
Alcune storyline dei personaggi secondari sono poco approfondite.
