Con l’estate in dirittura d’arrivo un film in cui le auto sgommano verso il tramonto ci sta proprio bene: in questo caso stiamo parlando però di una pellicola in particolare, ultima arrivata in casa Disney. Si tratta di Eenie Meanie, film prodotto da Star che vede come protagonista Samara Weaving (Finché morte non ci separi) e la partecipazione di Andy Garcia (Il Padrino – Parte III), disponibile sulla piattaforma di streaming a partire dal 22 agosto. Kaleidoverse ve ne parla in questa recensione – come sempre con gli spoiler al minimo – dopo avervi dato qualche nome.
Il film, che dura 1 ora e 47 minuti, è scritto e diretto da Shawn Simmons (The Continental) e vede nel cast Samara Weaving, Randall Park (WandaVision), Andy Garcia, Karl Glusman (Love), Mike O’Malley (The Perfect Man), Marshawn Lynch (Bottoms), Edy Modica (Jury Duty), Steve Zahn (Diario di una schiappa), Elle Graham (I segreti di Sulphur Springs) e Jermaine Fowler (Il principe cerca figlio). Vediamo adesso la trama della pellicola, che si svolge a Cleveland.
Eenie Meanie: la trama
Edie (Samara Weaving) sembra condurre una vita tutto sommato ordinaria, anche se un po’ caotica: lavora in banca mentre studia all’università per cercare uno sbocco migliore. Non ci sono molti imprevisti: l’unico, in apparenza, è la macchina in panne. Almeno, finché non scopre qualcosa che la porterà a cercare il suo ex-ragazzo John (Karl Glusman) e la riporterà nella sua difficile vita passata, quella dalla quale si era allontanata da quasi un anno.
Ma rivangare il passato, si sa, non fa mai bene: la ragazza si ritrova così di nuovo immersa in un mondo sottobanco, in cui la criminalità ha l’aspetto del narcotraffico, delle rapine e dei colpi grossi in cui gli autisti hanno un grande ruolo di supporto. Edie questo lo sa benissimo: era una delle migliori autiste di Nico (Andy Garcia), che la mette di fronte a una scelta: aiutare John a non farsi ammazzare recuperando una grossa somma di denaro o voltargli le spalle e continuare la sua vita. Cosa sceglierà di fare la nostra protagonista?
La protagonista si ritrova invischiata in un mondo dal quale era uscita per proteggere una persona a cui, tutto sommato, tiene ancora.
Adrenalinicamente al volante
Eenie Meanie è un bell’action dalla regia dinamica e dall’aura un po’ retrò, a metà strada tra i primi Fast and Furious e qualche gloria più anziana. Il montaggio riesce quasi a schiaffeggiare lo spettatore con cesure nette e dei brevi stacchi neri che evidenziano dei cambi di scena e/o di situazione e ricordano il cambio di vignetta di un fumetto. Anche la fotografia ricorda molto il mondo fumettistico e nonostante la storia sia ambientata ai giorni nostri la trama stessa sembra intessuta di uno spirito più antico.
Per quanto riguarda la sceneggiatura la storia è molto semplice da seguire ma non per questo il film intrattiene poco: sicuramente gran parte del lavoro lo fanno le scene action che racchiudono al loro interno degli inseguimenti automobilistici, ma anche il cast fa la sua figura. Come protagonista abbiamo infatti una donna, che non è una donna qualsiasi ma è Samara Weaving, che si è fatta conoscere soprattutto come Scream Queen in alcuni horror recenti e anche la presenza di Andy Garcia, volto noto del mondo cinematografico, attira pubblico e promette qualità.
Scappa con la refurtiva
Eenie Meanie gioca con il genere dell’action e con un determinato aspetto di questo genere che riguarda l’uso delle macchine, gli inseguimenti, le gare clandestine e le rapine. Il ritmo è serrato e adrenalinico anche nei momenti di quiete e inoltre la presenza di una protagonista femminile mantiene alta l’attenzione, probabilmente perché lo spettatore medio non è abituato a vedere il ruolo di protagonista in questa tipologia di film dato proprio a una donna, anche se ovviamente questo non è né il primo né l’ultimo esempio che potremmo citare in merito.
La storia si svolge a Cleveland, che è inoltre un’ambientazione sicuramente differente dalla maggior parte di questa tipologia di pellicole, che solitamente si svolgono nelle grandi città americane come Los Angeles e o New York e si tocca in un certo senso una parte dell’America che non è molto rappresentata, o che comunque lo è di meno. Si esplora infatti la Cleveland della periferia, dei quartieri poveri e in cui la criminalità dilaga, ma questo non rende i toni seri, anzi: la maggior parte dei personaggi in questo film – siano essi positivi o negativi – portano con loro una comicità goffa che si richiama molto agli equivoci e ai fraintendimenti.
Eenie Meanie ha un ritmo serrato ben distribuito e porta lo spettatore a Cleveland, meta insolita per questa tipologia di pellicole.
Ricominciare in meglio
Il film non completamente incentrato sulla parte più tamarra della storia. Il cambiamento di punto di vista dato dal genere infatti si ripercuote sull’intera storia: non si tratta soltanto del riscatto di una ragazza cresciuta in affidamento in quartieri disagiati e che vuole di più dalla propria vita, ma si tratta anche della storia di una donna che in un mondo in cui dominano gli uomini ha saputo non solo distinguersi – primeggiando – ma ha anche accettato, seppur a malincuore, che in questo determinato contesto il futuro è distaccato sia dall’ambiente in cui è cresciuta sia dalla persona che rappresenta per lei la figura centrale e il punto di riferimento della sua vita.
Il fatto è che questo film ha nascosto sotto il tappeto una storia di rivincita e di rinascita di una persona che ha avuto una brutta vita ma che ha deciso di ricominciare con le proprie forze e che ci è riuscita con tenacia e con l’aiuto di persone che le vogliono davvero bene. Al di là del contenuto tamarro – passateci il termine – Eenie Meanie racchiude anche un segnale di speranza per gli spettatori, che alla fine hanno anche di che riflettere oltre che ammettere di essersi divertiti di fronte alle scene di inseguimento e quelle più adrenaliniche da divano.
Le nostre conclusioni su Eenie Meanie
Eenie Meanie è un action che si mantiene al confine tra classico rappresentante del genere e novità. La scelta di una protagonista femminile infatti sposta la narrazione su temi diversi pur mantenendo inalterata la trama tutta pianificazioni e inseguimenti. La parte migliore della pellicola è sicuramente quella dedicata alle scene in auto, ma abbiamo trovato ottima anche la conclusione, che si distacca da narrazioni più convenzionali in favore di un twist nuovo ma sensato.
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I pro di Eenie Meanie
Le scene d’azione sono ben coreografate;
La protagonista è carismatica: lo spettatore empatizza con lei;
Il montaggio stuzzica la curiosità degli spettatori;
L’ambientazione è pulp, retrò e coinvolgente;
Il cast secondario è molto interessante.
I contro di Eenie Meanie
La narrazione non è omogenea;
La relazione principale a volte manca di enfasi;
I dialoghi sono spesso superficiali e ripetitivi;
I personaggi secondari non sono utilizzati abbastanza;
La conclusione, seppur soddisfacente, manca di mordente.
