È uno degli anime più celebri degli ultimi anni: Solo Leveling si erge, un po’ a sfottò, in cima alle classifiche degli anime di origine coreana e sta già facendo scuola. Nato nel 2015 come serie di light novel, Solo Leveling è diventato prima un manhwa nel 2018 e poi una serie animata nel 2024. Da poco si è conclusa la seconda stagione dell’anime, e mentre i fan dell’ultima ora inneggiano a una terza parte in arrivo quanto prima noi di Kaleidoverse abbiamo pensato di immergerci un po’ più a fondo in questa opera che ha riscosso tutto questo successo. E lo faremo in questo articolo, nel quale manterremo gli spoiler al minimo.
Solo Leveling è nato dalla penna di Chugong nel 2016 come web novel a puntate ed è diventato in seguito un manhwa nel 2018, illustrato dall’artista Dubu – pseudonimo di Jang Sung-Rak, venuto purtroppo a mancare nel 2022. L’adattamento animato del 2024 è stato prodotto da A-1 Pictures. All’attivo c’è poi anche un videogioco e in arrivo una serie live action che adatterà sempre l’opera originale. Ma di cosa parla Solo Leveling? Vediamolo insieme.
Solo Leveling: la trama
Il mondo non è più lo stesso da quando sono comparsi i gate e i mostri che li abitano. L’arrivo di questi misteriosi quanto pericolosi portali ha però anche risvegliato nell’umanità dei poteri, portando alla nascita degli Hunter e alla formazione di gilde che si occupano di chiudere i gate e tenere al sicuro la popolazione globale. Jinwoo Sung è uno dei tanti Hunter, uno di livello E, per essere precisi. Il che significa che è una schiappa che quando partecipa ai raid spera sempre di uscirne incolume.
Un giorno, però, lui e la sua squadra finiscono in un gate molto più pericoloso del previsto, dal quale sembra che il ragazzo non uscirà vivo. Ma ecco, proprio in punto di morte gli si pone davanti agli occhi una scelta: vivere o morire. E lui, ovviamente, sceglie la prima opzione. Al suo risveglio in ospedale passa poco tempo prima che Jinwoo si renda conto di una cosa: è uscito profondamente cambiato da quel dungeon. Ed è solo l’inizio di un viaggio in solitaria che lo porterà ad abbandonare il livello E in favore dell’impensabile.
Jinwoo parte dallo zero più assoluto per diventare una leggenda.
Gli autori
Quando Chugong iniziò a lavorare a Solo Leveling non credeva molto nell’opera: pensava che sarebbe stato solo l’ennesimo progetto messo in piedi tra un part-time e l’altro, e molto nella sua opera si ispira – in maniera evidente per i videogiocatori – a RPG come World of Warcraft e Diablo. Lo scrittore ha inoltre ammesso che Jinwoo Sung è stato ispirato da altri super protagonisti di manga e anime dell’ultimo ventennio, ovvero Saitama di One Punch Man e Gatsu di Berserk.
Per quanto riguarda il disegnatore del manhwa di Solo Leveling, Dubu, purtroppo non si può dire molto. Artista molto riservato, di cui non si conosce nemmeno il volto, Dubu ha portato in vita il mondo cartaceo di Chugong ed è venuto a mancare prematuramente a causa di un’emorragia cerebrale nel 2022, prima che Solo Leveling ricevesse il fantastico adattamento che tutti conosciamo. Un triste epilogo per un artista che, seppure ricordato e celebrato a livello mondiale proprio per Solo Leveling, non ha potuto vedere i suoi disegni prendere vita.
Livellare in solitaria
Solo Leveling già a partire dal titolo lancia indizi sul suo contenuto: un eco videoludico pervade tutta l’opera, e la lunga partita che Jinwoo inizia per scampare alla morte segue un sentiero solo in apparenza scontato. Se, infatti, da un lato il percorso del protagonista risente di una tradizione di shōnen che ha fatto dei power-up quasi una firma (basti pensare a Bleach) dall’altro lo spettatore ne resta ugualmente intrigato per via dell’aura di mistero che permane, invisibile, intorno ad ogni novità del Sistema.
Jinwoo è un livello E – una nullità, un peso per le squadre con cui collabora, tanto da essere conosciuto come “l’arma più debole dell’umanità” – finché non riceve una seconda possibilità, che il ragazzo non si fa sfuggire. Jinwoo inizia a migliorarsi diventando praticamente invincibile con le sue sole forze, cambiando completamente sia nel corpo che nello spirito e iniziando ad avere molta più fiducia nelle sue capacità. Questi cambiamenti mettono a tacere il suo lato più buono in favore di quello più calcolatore, tanto da trasformarlo, alla fine della seconda stagione, in una sorta di re. Il degno riscatto del più debole.
Jinwoo accetta di giocare un gioco pericoloso che lo cambia nel profondo.
Solo
Come protagonista Jinwoo ricalca l’archetipo del vagante solitario, al pari di un cavaliere o un cowboy solo sul proprio destriero. Perché la sua abilità è un segreto, così come lo sono le motivazioni che lo spingono ad agire non appena si rende effettivamente conto di quello di cui è capace. È solo contro sé stesso, l’unica persona che deve affrontare per migliorarsi. Un continuo superamento dei limiti che sembra puntare a uno scopo ben preciso, ma solo fino a un certo punto.
Se, infatti, è rassicurante l’idea di un eroe solitario votato al bene, che si batte per i suoi cari e riesce laddove gli altri hanno fallito, non possiamo essere sicuri che, privato di uno scopo, persino Jinwoo, dall’alto del suo calmo silenzio pieno di pensieri rimarrà una figura pienamente positiva. È il rischio che si corre a stare da soli: ci si perde nella propria oscurità. O si diventa una minaccia agli occhi degli altri.
Iron flower
Jinwoo è, all’inizio della serie, un ragazzo gentile e di buon cuore. Quando il Sistema cambia la sua vita, però, è palpabile un netto cambiamento in lui anche a livello caratteriale: da buono e gentile si chiude in sé stesso e fa emergere il suo lato più freddo e calcolatore. Insomma, per citare un vecchio e famoso adagio, “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” ma, aggiungeremmo noi, anche grandi possibilità. Ricevere in dono un potere così immenso ha spostato il punto di vista di Jinwoo, aiutandolo a sbloccare una parte di sé che sarebbe stata abbastanza inutile in quanto puro e semplice livello E.
Questo lo ha portato a una morte dei sentimenti? A guardare la serie evolversi la prima risposta verrebbe ad essere affermativa, ma la seconda stagione ci fa dubitare. Jinwoo è concentrato su sé stesso e sul suo obiettivo, ma dimostra di essere anche capace di usare i suoi nuovi poteri per aiutare gli altri e, anzi, si dimostra ancora il ragazzo di buon cuore a più riprese, in particolar modo dopo un determinato evento – di cui ovviamente vi risparmiamo i dettagli. La gentilezza dunque permane, ma corazzata e forse nascosta dietro la mano ferma di un evidente capo.
Nel corso della storia il protagonista si riscopre in grado di usare i suoi nuovi poteri per fare del bene.
Nido sull’abisso
La seconda stagione presenta agli spettatori – oltre alla continua evoluzione di Jinwoo – anche il contesto nel quale si muove, ed è una boccata d’aria fresca. Il mondo di Solo Leveling è tanto simile al nostro quanto diverso, caratterizzato dalla presenza costante di portali che contengono tesori, meraviglie ma anche mostri. Una versione alternativa di Pacific Rim mescolata forse involontariamente anche un po’ con le logiche di My Hero Academia e che ci interessa molto. Incontriamo infatti Hunter di grado S e abbiamo modo di capire ancora di più le regole che ordinano il mondo dei cacciatori di mostri e anche le loro abilità – belle perché varie.
Nel presentarci le gilde e nell’approfondire i rapporti umani all’interno del mondo di Solo Leveling non possono però non aumentare le domande, interrogativi che, per chi segue l’anime, rimangono senza risposta e che si allacciano tanto alla famiglia di Jinwoo quanto alle creature che abitano i dungeon, che nel corso della seconda stagione hanno modo di brillare e di dimostrarsi molto più di quello che sembrano. Siamo sull’orlo di un precipizio dal quale non sarà possibile risalire? Chi lo sa. Aspetteremo pazientemente l’arrivo della terza stagione. O ci tufferemo nella versione cartacea.
I livelli del successo
Solo Leveling non è solo un normale isekai: ha più sfumature di significato. Ma come mai è così amato e conosciuto? In primis, perché la versione cartacea dell’anime è già conclusa: i fan possono andare sul sicuro sapendo che c’è una fine, a differenza di altri prodotti altrettanto famosi che invece fanno penare chi li segue – come Berserk o One Piece, che si fa rincorrere ormai da più di 30 anni. In secondo luogo, l’improvviso boom di interesse dell’Occidente per la Corea si è riversato in ogni singolo aspetto di quella cultura – tra l’altro la seconda opening di Solo Leveling vede la voce di Felix, membro degli Stray Kids. E abbiamo detto tutto.
Per quanto riguarda la storia in sé, invece, sicuramente la presenza di un protagonista che parte enormemente svantaggiato e diventa una specie di divinità colpisce e fa empatizzare molti spettatori, ma non solo. Il fatto che Jinwoo diventi molto forte molto in fretta sposta la curiosità di chi lo segue su altri punti della storia, aumentando la curiosità sul mondo di Solo Leveling, che conserva una certa aura di mistero e dà adito alle teorie più disparate. Dobbiamo solo sperare che le aspettative vengano mantenute e che il mondo dentro al mondo di Solo Leveling continui a sorprenderci.
Solo Leveling piace tantissimo e viene considerato da molti il miglior anime di tutti i tempi.
Le nostre conclusioni (per ora) su Solo Leveling
In definitiva, Solo Leveling si conferma un fenomeno capace di fondere azione spettacolare, crescita interiore e un mondo narrativo ricco di misteri ancora irrisolti. La parabola di Jinwoo è quella di un eroe atipico, sospeso tra luce e ombra, il cui destino sembra intrecciarsi a forze più grandi di lui e dell’umanità stessa. Con il suo mix di adrenalina, momenti introspettivi e un universo sempre più complesso, l’anime non solo intrattiene, ma invita a riflettere su come il potere possa trasformare — e talvolta mettere alla prova — ciò che siamo davvero.
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