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Home»Film/Serie TV»È colpa nostra? Recensione: un finale pieno di cliché
Film/Serie TV

È colpa nostra? Recensione: un finale pieno di cliché

Michela RussoBy Michela Russo20 Ottobre 2025Nessun commento7 Mins Read
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È colpa nostra? recensione
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Dopo È colpa mia? ed È colpa tua, non poteva mancare, ovviamente, È colpa nostra, il capitolo conclusivo della trilogia ideata da Mercedes Ron, un’autrice nata su Wattpad e che, come tante, è riuscita a far pubblicare la propria storia da una casa editrice. Disponibile dal 16 ottobre sul catalogo di Amazon Prime, la storia di Noah e Nick arriva finalmente alla sua conclusione dopo i primi due capitoli che, francamente, non ci avevano colpito.

La serie di Culpables non si era mai distinta per elementi particolari. L’unico veramente innovativo era il rally, la passione di Noah, e le corse clandestine alla Fast and Furious a cui partecipavano Nick e i suoi amici. Questa caratteristica viene prontamente abbandonata in favore di ambientazioni lussuose, cene e riunioni di lavoro alla Cinquanta Sfumature. Ma quello che conta qui è la conclusione di una storia: è soddisfacente? Ne vale la pena? Scopritelo in questa recensione.

Dopo 4 anni, Nick e Noah sono tornati per concludere la loro storia

La trama di È colpa nostra?

Sono passati quattro anni dagli eventi di È colpa tua?. In È colpa nostra?, entrambi i protagonisti, Noah (Nicole Wallace) e Nick (Gabriel Guevara) sono andati avanti con le proprie vite: lei si è laureata e sta cominciando una carriera lavorativa, lui gestisce la filiale di Londra dell’impero della sua famiglia. In teoria non dovrebbero più vedersi, ma il destino ha per loro altri piani.

Lion e Jenna organizzano il proprio matrimonio e vogliono che Noah e Nick facciano loro da testimoni. Così le loro strade si incontrano, nuovamente, e la passione che li lega si riaccende. Il problema è che Nick non riesce a perdonare Noah per quello che ha fatto nel capitolo precedente, e lei vorrebbe rimediare. Riusciranno i nostri eroi a superare le difficoltà della loro relazione?

Dopo il fascino di un amore proibito e contrastato, la conclusione è sottotono

Quando l’erotismo diventa forzato

Se nei primi due film (È colpa mia, È colpa tua) c’era il fascino del proibito, la scoperta di un amore carnale e un amore contrastato su più fronti, in È colpa nostra? è tutto meno intenso. Al netto di poca originalità di base (due fratellastri che si innamorano e cercano di far sopravvivere la loro relazione nonostante i loro genitori vogliano dividerli), Nicole Wallace e Gabriel Guevara riuscivano a far percepire la fatale attrazione che univa i loro personaggi.

Nel capitolo conclusivo, diretto da Domingo Gonzales come i precedenti, i due attori protagonisti sembrano stanchi: anche le scene più erotiche, che dovrebbero essere il loro collante, sono poco incisive, senza intensità e quasi forzate. Solo perché in quel momento del film avevano necessità di una scena di passione per tenere alta l’attenzione dello spettatore. Sono impegnati in altri progetti, magari? Ma senza la passione che lega Noah e Nick , gli eventi di questo film risultano estremamente forzati.

È colpa nostra? perde la sua caratteristica distintiva per diventare come tutte le altre storie Young Adult

Da Young Adult a cliché: cosa resta di È colpa nostra?

La trilogia di Culpables, come dicevamo, aveva una sola caratteristica che la distingueva dalle altre storie Young Adult, che parlano di amore proibito tra la brava ragazza e il cattivo ragazzo. Le corse clandestine. Già nel secondo film c’è una sola corsa, in È colpa nostra? il mondo della clandestinità viene abbandonato: Nick è diventato praticamente un novello Christian Gray, che controlla un’azienda e che si compra quella in cui lavora la ragazza di cui è innamorato, in cerca della forza di perdonare; Noah si è allontanata dal mondo patinato di Nick per seguire una strada più umile contando sulle proprie forze.

Non è poi così diverso, se ci pensate, alla serie di After, ad esempio, o a Cinquanta Sfumature. Viene abbandonata anche la già misera profondità di Nick: ricordate il difficile rapporto con la mamma che lo aveva portato sulla cattiva strada? Qui la mamma di Nick c’è solo in una scena, fa un’apparizione momentanea e poi non si vede più per tutto il film. E la sua assenza non viene neanche accennata. E non ci interesserebbe se tutto il percorso del protagonista non si basasse sull’imparare a perdonare. E tutto questo avviene nel tempo di una conversazione.

Una storia forzata, casuale e disconnessa

Noah e Nick: amore forzato dagli eventi

Infatti, se qualcuno ci chiedesse di evidenziare un difetto di È colpa nostra? diremmo che gli eventi del film sembrano disconnessi l’uno dall’altro, forzati semplicemente perché c’era scritto nel copione che la storia doveva andare in un certo modo, e che non è chiaro quanto tempo passi tra uno e l’altro. La forzatura appare evidente fin dai primi minuti del film, quando i due protagonisti partecipano al matrimonio di Jenna e Lion come testimoni, e vengono costretti dai nuovi sposi a stare sempre insieme finché non scoppia di nuovo la passione.

Peccato che sia Noah che Nick volessero voltare pagina. Sono stati costretti dal copione e da due “amici” che hanno completamente ignorato quanto i due protagonisti si fossero fatti male a vicenda. E così come Nick e Noah continuano ad imbattersi l’uno nell’altra forzatamente, così alcuni personaggi rientrano in scena a caso, altri spariscono di scena per non venire mai più citati.

Una chiusura confusionaria, ma una regia curata

Un capitolo imperdibile… nonostante tutto

Tutto da buttare, quindi? Sicuramente È colpa nostra? è un capitolo imperdibile per chi ha visto i film precedenti. Anche solo per scoprire come va a finire, dopo il cliffhanger di È colpa tua? . Senza aspettarsi una storia con colpi di scena travolgenti o particolarmente coerente, la regia di Domingo Gonzales gioca con le luci, con gli sguardi rubati e gli zoom sui dettagli come la bocca e le mani per trasmettere la passione che travolge Noah e Nick.

Nel film c’è persino un inseguimento in macchina sotto la pioggia, che ricorda un’estetica da videoclip musicale di MTV. L’atmosfera e le ambientazioni, in generale, sono sempre lussuose. Riescono a trasmettere l’idea che Nick appartenga a un mondo più abbiente e machiavellico, rispetto a quello a cui appartiene Noah, più umile ma spontaneo. Le colonne sonore sono adatte alla scena, aumentano l’intensità emotiva di quello che accade davanti allo spettatore.

Imperdibile per chi ha visto i capitoli precedenti, nonostante i suoi difetti

Le nostre conclusioni su È colpa nostra?

Come dicevamo, È colpa nostra? è imperdibile per chi ha già visto i precedenti, ma, se possibile, è il peggiore guardando l’aspetto narrativo. Nonostante la regia, le colonne sonore e le ambientazioni siano piacevoli e leggere, è proprio la trama ad essere la parte più debole. Tutto risulta forzato: gli eventi risultano scollegati l’uno dall’altro, costretti ad andare in una certa direzione dal copione, e i personaggi entrano ed escono di scena quasi casualmente. La passione tra Noah e Nick è appena percepibile rispetto ai film precedenti.

Ma se cercate un film leggero, che vi faccia passare un’ora e mezza, senza particolari colpi di scena e, anzi, alcuni momenti così randomici da risultare divertenti, allora potrebbe essere il film per voi. Alla fine non tutti i film devono essere capolavori d’autore, giusto? Voi l’avete visto? Lasciateci le vostre opinioni su Kaleidoverse, non dimenticate di seguire la nostra pagina Instagram e date un’occhiata alle nostre ultime recensioni su La regina dell’autostima e sul capitolo 1162 di One Piece. Al prossimo articolo!

PRO
  • Ambientazioni lussuose e cura visiva (regia, luci, dettagli e zoom sui particolari);
  • colonna sonora adatta e che aumenta l’intensità emotiva delle scene;
  • un film leggero, ottimo per passare una serata tra amici;
  • alcune scene divertenti o spettacolari, come l’inseguimento in macchina sotto la pioggia;
CONTRO
  • Trama debole e forzata, con eventi scollegati e poco coerenti;
  • evoluzione dei personaggi principali meno intensa e passione tra i protagonisti poco percepibile;
  • personaggi secondari che entrano e escono dalla storia in modo quasi  casuale;
  • poca originalità: richiami a storie come After o Cinquanta Sfumature, con cliché già noti.

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