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Home»Film/Serie TV»Mrs Playman Recensione: tu chi vuoi essere davvero?
Film/Serie TV

Mrs Playman Recensione: tu chi vuoi essere davvero?

Michela RussoBy Michela Russo16 Novembre 2025Nessun commento7 Mins Read
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Mrs Playman recensione
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È disponibile su Netflix la serie italiana Mrs Playman. Firmata da Riccardo Donna, Mrs Playman racconta la storia ormai dimenticata di Adelina Tattilo, una donna di buona famiglia, casalinga e madre che, all’improvviso, si ritrova alla guida di Playman, la rivista erotica del marito. Adelina Tattilo è stata una donna che ha cercato di rendere evidente l’ipocrisia della società dell’epoca (l’Italia degli anni ’60-’70) e che è stata praticamente dimenticata dalla nostra storia.

Grazie a Netflix e a questa serie, possiamo recuperare un pezzo di storia più recente, anche la storia del femminismo, che, paradossalmente, risulta ancora attualissima. Questa non è solo un biopic (la serie è chiaramente un po’ romanzata), è anche una storia di crescita personale, che fa chiedere allo spettatore (mentre se lo domandano gli stessi personaggi) “io chi voglio davvero essere?”.  Vi abbiamo incuriosito? Allora continuate a leggere la recensione per scoprire se è la serie giusta per voi.

Donna, madre, moglie ma anche imprenditrice

La trama di Mrs Playman

Adelina Tattilo (Carolina Crescentini) è una madre, casalinga, che vive una vita agiata nell’Italia degli anni ’60-’70. È la classica donna di buona famiglia, timorata di Dio, rispetta perfettamente le aspettative dell’epoca: accetta e tollera abbastanza bene persino le scappatelle del marito. Un giorno suo marito, Saro Balsamo (Francesco Colella), scappa all’estero per problemi finanziari che lo potrebbero portare in carcere, lascia la rivista erotica (ormai in fallimento) Mr Playman in mano ad Adelina.

Tutti credono che la donna, che non ha mai lavorato prima, avrebbe venduto la rivista, invece lei (facendo sfoggio delle sue abilità di economia domestica) accetta la sfida e impara il mestiere. Adelina, però, non si accontenta di fare ciò che faceva Saro Balsamo, ma di rendere Mr Playman, che già trattava temi controversi per la società di allora, uno strumento per parlare di sessualità e delle battaglie politiche del momento (il divorzio, la pillola anticoncezionale, l’aborto).  E mentre la rivista diventa un fenomeno, vendendo anche 400.000 copie a settimana, la stessa Adelina intraprende un percorso verso la propria liberazione da un marito manipolatore e violento.

Più che una femminista, una donna che scopre la libertà e combatte per non perderla.

Adelina Tattilo: tra realtà e finzione

Riccardo Donna (famoso per aver diretto serie famose come un Medico in Famiglia e Nebbie e Delitti) rende la figura di Adelina Tattilo, grazie anche alla bravura di Carolina Crescentini, una donna complessa e con tante sfumature. Rispetto alla realtà storica, in cui la Tattilo è un’agguerrita femminista e molto influente (editrice, giornalista e produttrice cinematografica che ha dato spazio a scrittori come Moravia e Pasolini), la serie si concentra sul suo percorso di consapevolezza e di liberazione da Saro, più che sulla sua voglia di cambiare i costumi sociali italiani.

Ma Mrs Playman non è solo la storia di Adelina Tattilo, è anche quella di Elsa (Francesca Colucci), una ragazza di borgata le cui foto di nudo finiscono sulla rivista erotica e che, dopo aver subito una violenza, le viene proposto il matrimonio riparatore. E quella di Chartroux (Filippo Nigro), caporedattore di Mr Playman, che nasconde la sua omosessualità a tutti e che teme il giudizio sociale e dei suoi ex compagni della Decima Mas. Le storyline di Adelina, Elsa e Chartroux servono a rendere più stratificato e verosimile il contesto sociale italiano dell’epoca.

Temi e scene che dopo 50 anni e più, sono ancora battaglie di forte attualità

Una serie d’epoca, ma questioni ancora rilevante

Mrs Playman è una serie “d’epoca”, che racconta uno spaccato di società italiana, ma anche incredibilmente attuale. Grazie alle decisioni di Adelina, che decide di sfruttare la rivista per discutere di argomenti tabù per l’epoca, lo spettatore ha modo di mettere a confronto la società di allora con quella moderna. Si parla di emancipazione femminile (una donna che è lavoratrice e madre), di sessualità (non solo di piacere maschile ma anche di femminilità), di censura e morale della società (la rivista viene ampiamente criticata dalle frange femministe per lo sfruttamento del corpo femminile e la Buoncostume cerca di far chiudere continuamente la redazione), di identità e potere.

Risultano particolarmente iconiche le scene della denuncia di Elsa alla polizia in cui il poliziotto chiede alla ragazza quanti erano stati i centimetri di penetrazione “è solo un atto di libidine” e la scena del processo in cui le foto di nudo di Elsa servono a dimostrare la sua moralità in quanto donna. È una serie che fa riflettere su quanta strada abbiamo fatto come società e quanta ne dobbiamo fare ancora per raggiungere una parità. Alcune cose rimangono ancora aspramente criticate, come il piacere femminile o il decidere di dedicarsi alla propria carriera, piuttosto che fare la madre.

Il ritratto di una lotta che coinvolge tutte le generazioni

Un’epoca in movimento: tra sacro, profano e generazioni che si scontrano

Nella serie la fotografia, la scenografia, la colonna sonora e i costumi vengono utilizzati egregiamente per rievocare il contesto dell’epoca. Mrs Playman è un continuo confronto: tra sacro (è persino presente il personaggio di Don Rocco, interpretato da Giampiero Judica, che fa da confessore e amico ad Adelina) e profano, ma anche un confronto tra generazioni. Adelina ed Elsa sono due donne figlie di due generazioni diverse (una rigida e conservatrice, l’altra già in cambiamento): una accetta un matrimonio tossico e impiega del tempo per capire come liberarsene, l’altra è già consapevole di avere altre possibilità, oltre ad accettare un matrimonio riparatore.

Adelina, alla fine, diventa una sorta di mentore per Elsa. Il confronto può essere fatto anche tra Chartroux e Luigi (interpretato da Giuseppe Maggio), due generazioni di uomini che vivono la loro omosessualità diversamente. Mrs Playman è una serie che parla anche di generazioni a confronto in una società che sta cambiando, tra resistenze dei conservatori e passi avanti.

Una serie che convince e promette bene, pur non essendo perfetta

Le nostre conclusioni su Mrs Playman

Riccardo Donna e Netflix hanno consegnato al pubblico Mrs Playman (disponibile dal 12 novembre), una serie che può scalare le classifiche: riesce a ricreare fedelmente uno spaccato di un’epoca lontana ma vicina, ha come protagonista una donna forte e dal carattere complesso, che cerca di migliorare la propria condizione ma aiuta anche gli altri a sé vicini. È una storia avvincente che lascia lo spettatore incollato allo schermo per tutti i sette episodi che compongono la prima stagione, grazie anche a un cast eccellente.

Il finale rimane aperto, e vista la vita piena di Adelina Tattilo, forse Netflix ci potrebbe regalare una seconda stagione. A noi la serie è piaciuta e la consigliamo, anche se non è perfetta: narrativamente parlando, non ha molto senso che la rivista sia continuamente a rischio chiusura nonostante le 400.000 copie vendute e alcuni personaggi come Chartroux e Saro ricadano continuamente nelle stesse meccaniche. Voi avete visto Mrs Playman, vi è piaciuta? Diteci cosa ne pensate nei commenti su Kaleidoverse. Vi ricordiamo di andare a leggere i nostri ultimi articoli su Frankenstein (2025) e su cosa ci ha insegnato Frieren. Vi ricordiamo che abbiamo anche una pagina Instagram che potete seguire se volete!

Pro
  • Protagonista complessa e ben interpretata (Carolina Crescentini efficace nel mostrare evoluzione emotiva e di consapevolezza);
  • Temi importanti e attuali: emancipazione, sessualità femminile, censura, violenza, matrimonio riparatore, omosessualità repressa;
  • Ottimo comparto estetico: fotografia, scenografia, costumi, musica sono efficaci nel ricreare l’epoca;
  • Cast convincente e direzione solida;
Contro
  • Incoerenza narrativa/economica: la rivista rischia sempre la chiusura nonostante venda 400.000 copie;
  • Personaggi ripetitivi: Chartroux e Saro sembrano rimanere intrappolati negli stessi schemi;
  • Focus biografico parziale: la serie semplifica la vera influenza culturale e politica della Tattilo, concentrandosi più sui suoi drammi personali.

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