La star Sarah Snook è tornata a recitare in una serie tv al fianco di Dakota Fanning in un nuovo thriller psicologico piuttosto contorto. Stiamo parlando di All Her Fault, andata in onda negli Stati Uniti agli inizi di novembre e da noi con qualche settimana di ritardo. Di seguito troverete la nostra recensione che vi fornirà un’opinione completa del prodotto.
All Her Fault è basata sul bestseller britannico di Andrea Mara è ha l’intenzione di sconvolgere lo spettatore dal primo all’ultimo minuto. Chi si aspettava di guardare un qualcosa di già visto si troverà fortemente spiazzato, data la natura dei fatti trattai. Ci sono storie già sentite e risentite è vero, ma qui si toccano picchi molto alti di qualità, conditi da un’ottima Sarah Snook.
La trama di All Her Fault
Marissa è una donna in carriera appartenente a una famiglia più che agiata costruita con suo marito Peter. La vita sembra essere trascorrere in maniera felice e spensierata fino quando sta andando a riprendere suo figlio dopo un pomeriggio di giochi. Da quel momento tutto cambia, Milo è scomparso e nessuno sa dove sia finito. Cominciano le ricerche con l’aiuto del detective Alcaras, ma l’opinione pubblica subito sentenzia additando Marissa come artefice di un falso rapimento. Che fine avrà fatto Milo?
La sinossi è molto interessante, nonostante possa sembrare poco originale, data la quantità di prodotti che trattano il tema. Ciò che differenzia All Her Fault dai suoi simili è come viene narrata la storia al pubblico e in che modo riesce a coinvolgerlo. L’inizio ci ha colpito molto, abbiamo riscontrato intensità e tensione durante il racconto e ci siamo trovati subito nel vivo della vicenda. L’elemento appena citato lo abbiamo apprezzato molto, sintomo che gli autori vogliono impressionare davvero chi sta guardando.
Tutto è più facile con l’alta qualità delle materie prime
Quando nel tuo cast hai un’attrice come Sarah Snook sai già che il suo talento farà gran parte del lavoro. Anche in All Her Fault la Snook ha dato prova di avere delle ottime capacità e lo dimostra elevandosi sopra gli altri in qualsiasi occasione. Ogni suo sguardo, espressione e modo di caratterizzare Marissa ci hanno colpito profondamente, ha saputo trasmettere dolore, insofferenza e senso di colpa.
Bisogna anche dire che la scrittura su Marissa è stata lodevole: una donna forte e in carriera intrappolata in una vita che forse non la rispecchia completamente. La scomparsa di Milo accende qualcosa in lei facendole passare tutta il suo trascorso davanti alla ricerca di certezze ed errori commessi. Chi invece non ha ricevuto lo stesso trattamento è Dakota Fanning. Jenny, il suo personaggio, viene fatta passare come importante tanto quanto Marissa, ma alla fine risulta solo un espediente narrativo. La Fanning è molto brava e lo dimostra in quelle poche scene riservate a lei, però ciò non basta a metterla sullo stesso piano di Marissa.
La Snook e la Fanning sanno fare molto bene il loro lavoro, peccato la scrittura non aiuti entrambe.
Tutti sono colpevoli
La vera forza di All Her Fault è quella di mettere in risalto le emozioni umane e di come dietro una famiglia così agiata possa nascondersi il marcio. Ognuno degli Irvine ha dei segreti, alcune volte piccolezze, mentre altre sono dei veri e propri casi che cambiano un’intera vita. Il rapimento di Milo innesca un tutti contro tutti all’interno della famiglia volto a mettere qualsiasi suo componente davanti al proprio senso di colpa.
Il discorso appena fatto non va applicato solo agli Irvine, perché la stessa Jenny e lo stesso Alcaras nascondono dei segreti. Molto spesso, ciò che viene celato riguarda il proprio nido e quanto si sia disposti a fare per far sì che vada tutto per il meglio. Gli autori sono stati molto ingegnosi a mostrare questo sentimento così umano che chiunque può provare, dal detective all’imprenditrice. Sono riusciti a farci empatizzare con tutti i presenti e a provare emozioni sincere, insomma, un lavoro più che riuscito.
Qualcosa che scricchiola
Sin dal principio si viene a conoscenza di chi commette il crimine, ciò che manca è il movente. Attraverso le vicende si aggiungono pezzi al puzzle che solo sul finale è rivelato. Una volta compreso il tutto, abbiamo potuto scendere a tale conclusione: il vero colpevole è l’assenza. L’assenza può essere quella da parte di un genitore verso il proprio figlio, di un marito verso la moglie, di un fratello verso una sorella e così via. In All Her Fault vediamo come tutte queste mancanze creino persone che covano rancore per anni fino ad esplodere e commettere atti ignobili.
Ammettiamo che abbiamo trovato molto efficace la spiegazione conclusiva, anche se abbiamo da ridire su alcuni punti successivi alla risoluzione del caso. Nonostante abbiano dato un senso ai fatti principali, c’è stata un po’ di fretta nel chiudere alcune trame e, molte vicende, ci sono apparse piuttosto surreali e abbozzate. Va detto che nell’arco di tutta la stagione ci sono state alcune mosse piuttosto strane e molto distanti dalla realtà. Nonostante volessero raccontare una storia dei giorni d’oggi, hanno usato un po’ troppa fantasia durante alcune scene.
Le nostre conclusioni su All Her Fault
Dopo aver visto All Her Fault possiamo confermare che l’abbiamo apprezzata molto e che non ci aspettavamo di essere così coinvolti fin dall’inizio. Al netto dei difetti, hanno fatto risaltare le emozioni umane e i sensi di colpa che un qualsiasi genitore possa affrontare con la sparizione del proprio figlio. All Her Fault dimostra che con l’ottimo lavoro di cast e sceneggiatori si può creare un thriller molto diverso dal solito pur avendo elementi simili agli altri.
Se anche voi avete visto All Her Fault vi invitiamo caldamente a discuterne con noi con un commento qui oppure sulla nostra pagina Instagram. Vi ricordiamo che su Kaleidoverse troverete numerosi articoli come questo riguardanti il cinema, le serie tv, anime e manga. Di seguito vi lasciamo qualche esempio da cui iniziare le vostre letture: la recensione su Educazione criminale, sull’episodio 6 di The Mighty Nein e anche quella su Oh. What. Fun.. Grazie per averci letto, alla prossima!
Pro:
Ottima costruzione del personaggio di Marissa
Sarah Snook è bravissima nell’interpretazione e spicca su tutti
Ritmo intenso e coinvolgente, come se Milo fosse nostro figlio
Conclusione e movente del rapimento sensati ed efficaci
Risalto di emozioni umane e sincere
Contro:
Jenny è un espediente narrativo piuttosto debole, la Fanning meritava più spazio
Alcune trame sono state chiuse con fretta e superficialità
Molte scene sono molto distanti da ciò che accadrebbe nella realtà, hanno usato un po’ troppa fantasia
La trama può sembrare già vista per elementi già presenti in altri prodotti
