Un’amicizia che dura decenni come quella fra Ben Affleck e Matt Damon non può che non portare a sempre più collaborazioni. In questo caso, il loro ultimo prodotto è The Rip – Soldi sporchi, il nuovo thriller di Netflix con i due giganti a interpretare due poliziotti di Miami. Nelle prossime righe troverete la nostra recensione riguardo a cosa ha e non ha funzionato durante la visione.
Quando si guarda un prodotto Netflix si sa già che ci saranno tutti quegli elementi che il colosso dello streaming ama utilizzare nelle proprie opere. Anche The Rip – è stato sottoposto a questo processo che ormai non sorprende nemmeno, segno che ci si è abituati a un certo standard per prodotti del genere. Ciò che attira lo spettatore è la presenza di Damon e Affleck nuovamente insieme.
The Rip – Soldi sporchi, la trama
Il Tactical Narcotics Team della polizia di Miami sta affrontando una brutta situazione: uno dei loro capitani è stato assassinato e le vicende burocratiche rendono tutto ancora più complesso. Il sergente Byrne e il tenente Dumars decidono di fare chiarezza sul caso e di intervenire personalmente non rispettando del tutto le procedure del caso. Attraverso la loro azione verranno a galla segreti che riguardano addirittura il cartello messicano.
La storia è basata su fatti realmente avvenuti, così come ha spiegato lo sceneggiatore Joe Carnahan. Per ovvi motivi tutto quello che è raccontato e fortemente romanzato e reso più hollywoodiano. Nonostante ciò, la trama è abbastanza semplice e lineare, senza troppe complessità o profondità ricercate. The Rip – Soldi sporchi è il classico poliziesco di Netflix da guardare per passare una buona serata senza impegni.
Talento e garanzia vanno a braccetto
Dal momento che nel cast sono presenti sia Matt Damon che Ben Affleck ci si aspetta che le loro interpretazioni diano quella spinta in più al lungometraggio. In effetti, è stato proprio così, con i due protagonisti che hanno sfoggiato un’ottima prestazione e hanno sorretto il film da soli. La loro chimica in scena è perfetta e questo è perché si conoscono da tanto di quel tempo che oramai si capiscono al volo. Ci sentiamo di promuovere, seppure di poco, Affleck che ha caratterizzato meglio il suo personaggio.
Oltre ai due mostri sacri appena citati, sono presenti anche Sasha Calle, Teyana Taylor e Steven Yeun che però li abbiamo trovati molto abbozzati e fini a loro stessi. Forse, fra i tre, Yeun è quello che risulta essere più utile e interessante, ma solo per un particolare dettaglio che solo alla fine viene compreso. Ci saremmo aspettati un maggior coinvolgimento, ma ci sono sembrate più comparse che altro.
Affleck e Damon sorreggono tutto sulle loro spalle mentre gli altri sono ai margini della storia.
Netflix e le sue abitudini
Il problema di quasi tutti i prodotti Netflix è il fatto che debbano continuamente ripetere la trama o spiegare cosa i personaggi andranno a fare. In questo modo il ritmo viene spezzato che già pecca in alcuni momenti in cui si fa fin troppo lento e pesante. Chiariamoci, non è pessimo, ma sentir ripetere più e più volte la stessa cosa porta lo spettatore a stancarsi facilmente.
Va detto che oggi qualsiasi cosa viene guardata col cellulare in mano e i produttori lo sanno, quindi è pura strategia per tenere vivo l’interesse del pubblico. Nonostante questi difetti, se si presta attenzione dall’inizio alla fine, The Rip – Soldi sporchi sa sorprendere e depistare più e più volte, inizialmente, per poi divenire abbastanza scontato. Sanno come creare quei meccanismi comuni a tutti i thriller durante i quali spostano il focus su tutt’altro.
Come su una montagna russa
Le scene action sono state realizzate molto bene, forse un po’ confusionarie, ma in generale funzionano e adempiono al loro scopo. L’atmosfera di suspence e pesantezza si percepisce fin da subito e questo è un grande punto a favore perché porta The Rip – Soldi sporchi ad un livello di maturità maggiore. Sappiate che qui non vedrete Miami con i suoi skyline, la bella vita e tutto ciò che si è abituati a vedere, ma la verità dura e cruda di un distretto allo sbando.
The Rip – Soldi sporchi è un film che sa creare interesse nello spettatore, ma pecca quando il ritmo crolla su se stesso a causa degli spiegoni. Il mistero che aleggia attorno al TNT della polizia è sicuramente già stato visto in altre occasioni, ma rimane comunque interessante. Ci sono degli attimi in cui la tensione si taglia co il coltello, ma purtroppo Netflix ci mette del suo per farla crollare come il più semplice dei castelli di carte.
Le nostre conclusioni su The Rip – Soldi sporchi
Per dirla tutta The Rip – Soldi sporchi non è un brutto film, ma ha alcune lacune che sono segni identificativi della piattaforma streaming. Consigliamo la visione in una di quelle serate piuttosto leggere per farsi trasportare senza alcun impegno dalle vicende di Byrne e Dumars. In più, è sempre un piacere vedere due ottimi attori come Affleck e Damon recitare in quel modo.
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Pro:
Affleck e Damon offrono interpretazioni notevoli
Il mistero attorno al distretto è interessante
I momenti di tensione si sentono tutti
La storia seppur semplice e lineare viene resa abbastanza interessante
Contro:
Viene ripetuto continuamente qual è la trama e cosa stanno per fare i personaggi
Gli attori secondari sono emarginati fin troppo risultando fin troppo poco interessanti
In alcuni momenti del film sembra che il ritmo rallenti notevolmente e lo spettatore lo avverte
Gli attimi di tensione vengono spezzati dalle continue ripetizioni di Netflix
Molte azioni sono fin troppo scontate
