Shonda Rhymes la sa lunga in fatto di serie TV: la creatrice di fenomeni come Grey’s Anatomy, fondatrice della casa di produzione Shondaland e principale mecenate di Bridgerton ha capito che l’attesa del piacere è essa stessa il piacere e che, in alcuni casi, finisce per aumentarlo. Non ha stupito infatti che la seconda tranche di episodi di Bridgerton 4 sia stata rilasciata solo lo scorso 26 febbraio, dopo un mese di lenta e dolce sofferenza. Kaleidoverse, ovviamente, era pronto a finire ciò che ha iniziato nella prima parte, dunque eccovi la recensione finale della storia d’amore di Benedict Bridgerton e Sophie Baek, senza spolier.
Prima di immergerci nella conclusione dell’ultima stagione di Bridgerton vi ricordiamo che ne abbiamo recensito anche la prima parte e che potete seguirci su Instagram per restare sempre aggiornati sulle ultime novità in campo seriale, cinematografico, videoludico e di animazione. E, se siete interessati, potete dare un’occhiata ai nostri ultimi articoli, come il nostro resoconto degli Amazon Prime Video Originals, la recensione del film d’animazione GOAT – Sognare in grande e il nostro approfondimento sul capolavoro di Bong Joon-ho Parasite.
Bridgerton 4: alla fine calano le maschere
Avevamo lasciato i nostri personaggi a metà di una storia che aspettava solo di essere raccontata: il rapporto tra Benedict e Sophie era giunto al confine, che viene oltrepassato in un mix di timore e desiderio, mentre Violet indaga sul passato della giovane cameriera e Araminta la bracca sempre più da vicino. Ma la vedova Bridgerton non è l’unica ad avere delle remore nei confronti della relazione clandestina: e mentre il rapporto tra il nobile e la domestica continua tra alti e bassi tanto Penelope quanto la Regina prendono delle decisioni importanti.
Francesca, invece, affronta un momento durissimo che stravolge la sua vita e quella della sua nuova famiglia acquisita. Sophie, sempre più combattuta, decide di lasciare casa Bridgerton per un impiego più sicuro e lontano dai sentimenti che condivide con Benedict. Il suo piano di fuga viene però frenato da Araminta, determinata a rovinarle la vita. L’intervento di Benedict e di Violet risolleva la sua sorte, e sul finale la coppia riesce a coronare il proprio rapporto sotto gli occhi di tutta la società. La vita sociale di Mayfair non è però conclusa: una nuova voce si fa strada giù per le colonne di un giornale scandalistico, che non cambia nome, ma forse solo proprietario.
Il rapporto tra Benedict e Sophie attraversa acque burrascose ma arriva a destinazione.
Bridgerton 4: la guerra dei domestici si è conclusa
La guerra dei domestici si è conclusa senza lasciare niente con cui ricordarla: si è trattato probabilmente di una piccola occasione sprecata, perché tolti gli approfondimenti sui personaggi che abitano il piano terra di casa Bridgerton non si è arrivati da nessuna parte: è stata sicuramente evidenziata la disuguaglianza sociale tra la nobiltà e chi alleggerisce il peso della loro vita agiata, ma si tratta di una disuguaglianza grandemente nota a chiunque abbia contezza dell’epoca storica in cui è ambientata la serie TV.
Chi si aspettava dunque un capovolgimento totale di ruoli come avvenuto nello spin-off sulla Regina Carlotta potrebbe essere rimasto deluso dall’accorgersi che, tolta la benedizione per una donna di ceto inferiore colpita dalla freccia di Cupido poco e nulla è cambiato per tutti coloro che appartengono al suo mondo. Sicuramente gli sviluppi tra Varley e Lady Featherington sono stati utili alla trama, ma tutto ciò che è legato all’essere un domestico in Bridgerton è rimasto invariato, il che ha sicuramente dato un’aria più tragica al rapporto della coppia protagonista.
Bridgerton 4: largo ai secondari
Abbiamo avuto in ogni caso l’impressione che i veri protagonisti di questa quarta stagione di Bridgerton sono i personaggi secondari, che hanno brillato molto più del diamante. Se infatti inizialmente l’attenzione si è posata solo su Violet e il suo riscoprirsi o su Penelope e il suo rapporto con la fama agli occhi della corona, altri hanno occupato gran parte dell’attenzione, contando inoltre un inatteso ritorno – che ci sta sempre bene – anche se breve. I personaggi secondari, quindi, occupano gran parte della scena, ma lo fanno perché possono e perché in fondo ciò che accade ai margini risulta sempre più interessante; Lady Whistledown, dopotutto, ne fa il suo lavoro.
Francesca, infatti, si trova dinanzi alla sfida più difficile di tutte e deve trovare un modo per conciliare i propri sentimenti con decisioni che vanno al di là del suo controllo. Abbiamo inoltre ovviamente notato come si siano messi in moto gli ingranaggi che porteranno all’evoluzione del rapporto tra la sesta figlia Bridgerton e la cugina di John Sterling, Michaela, che sicuramente abbiamo imparato a conoscere molto di più e che promette anche in silenzio delle sfide per gli episodi futuri. Grande assente della seconda parte – per spessore – resta invece Eloise, che tralasciando il lieve battibecco con Hyacinth rimane comunque in disparte.
I personaggi secondari rubano largamente la scena ai principali.
Le nostre conclusioni su Bridgerton 4
In conclusione ribadiamo che la quarta stagione di Bridgerton rispecchia alla perfezione lo spirito del programma. Quello che però questa stagione non riesce a fare è andare oltre l’amore: la prima stagione avvertiva sulla consapevolezza e sull’ignoranza sessuale delle giovani donne, raggiunta poi da Daphne; la seconda stagione verteva sul senso di responsabilità dei primogeniti Anthony e Kate e sulla necessità di bilanciare doveri e piaceri senza strafare e lasciarsi avvizzire dal peso delle proprie vite, magari accontentandosi della stabilità ma rinunciando all’amore, e anche in questo caso l’obiettivo è stato perfettamente raggiunto.
La terza stagione, seppur già lievemente sottotono, porta avanti una riflessione sull’autodeterminazione e sul rapporto tra i sessi raccontando un amore che si basa sul sentimento e non sulla necessità. E la quarta, che aveva preso l’imboccatura del percorso sociale legato alle discrepanze di rango e di dignità tra le classi secondo noi non è riuscita dove le altre 3 hanno invece avuto successo: l’ultimo episodio infatti risolve il dilemma sulla idoneità di Sophie al matrimonio con Benedict ma si tratta comunque di un contentino. Restiamo però fiduciosi sul futuro della serie TV, soprattutto per quanto riguarda la storia d’amore che avrà luogo – presumibilmente – tra Francesca e Michaela.
I pro di Bridgerton 4 in conclusione:
La relazione tra Benedict e Sophie raggiunge il suo compimento;
Il tono della serie TV muta diventando più serio per affrontare tematiche di carattere sociale;
I personaggi secondari dominano la scena, sviluppando promettenti archi narrativi;
Gli ultimi episodi mettono in piedi uno stretto intreccio emotivo, coinvolgente per lo spettatore;
Il ritmo narrativo degli ultimi episodi è più scorrevole e dinamico.
I contro di Bridgerton 4 in conclusione:
La conclusione è troppo affrettata e superficiale;
Anche in questo caso l’amore vince, ma lo schema narrativo potrebbe finire per stancare;
Le sottotrame fanno a gara con la narrazione principale per avere l’attenzione del pubblico;
L’antagonista della stagione spiega le sue ragioni, ma non riesce ad essere incisiva;
Nonostante il lieto finale sembra che manchi qualcosa nella conclusione.
