Ryan Gosling è un attore amato quasi dalla totalità del pubblico e, grazie alla sua carriera, ha saputo farsi apprezzare anche sotto il profilo più tecnico del suo mestiere. Torna al cinema con un nuovo progetto estremamente interessante, L’ultima missione: Project Hail Mary. In questo articolo troverete la nostra recensione dettagliata sull’ultima fatica dell’attore canadese.
La curiosità di vedere Gosling all’opera in un film ambientato nello Spazio era davvero molto alta, soprattutto perché lo vedremo all’opera nel 2027 con Star Wars: Starfighter. Si potrebbe definire la sua performance come un allenamento per un franchise ben più noto e ultimamente molto difficile da risollevare. L’argomento trattato è uno di quelli che affascina gli spettatori da anni e anni con molti prodotti noti, quindi non ci resta che scoprire se hanno tenuto alta l’asticella.
La trama de L’ultima missione: Project Hail Mary
Ryland Grace è un insegnante di scienza che però si risveglia senza memoria a bordo di un’astronave distante anni luce dalla Terra. Dopo una prima fase di ambientamento, ricorda il reale scopo della missione: trovare un modo per non far “spegnere” il Sole e garantire la sopravvivenza della Terra. Il suo ingegno e la sua caparbietà lo porteranno a scoprire nuove informazioni, anche che non siamo soli nell’universo.
La storia non è farina del sacco degli autori, ma è l’adattamento del romanzo del 2021 di Andy Weir. Possiamo dirlo chiaramente che si tratta di una trama che vede alcuni elementi che lo spettatore può riconoscere molto facilmente. A noi ha ricordato un po’ Passengers e un po’ (non si può non citarlo se si parla di fantascienza) Interstellar. Con ciò non si vuole screditare nessuno, è solo un appunto che facciamo per i meno attenti. Il risultato è stato molto godibile e mai pesante, qualità non scontata visti i temi.
Una storia mai pesante che scorre liscia dal primo all’ultimo minuto.
Gosling come Atlante
Vogliamo elogiare il grande lavoro svolto da Ryan Gosling per l’ottima interpretazione. Si è calato totalmente nella parte di Ryland Grace, uno scienziato molto brillante che però sa anche essere molto divertente e profondo. L’ultima missione: Project Hail Mary si regge interamente sulle sue spalle che per l’occasione sembrano essere diventate ancora più larghe. Il suo talento oramai è certezza, ma va sempre sottolineato quando si è davanti a un operato del genere.
Siamo rimasti sbalorditi dalla leggerezza che ha saputo dare al suo ruolo e al film in generale. Se L’ultima missione: Project Hail Mary non è risultato fin troppo pesante è anche per merito suo. Ammettiamo, quando ti cali nei panni di un astronauta solo nello Spazio è fondamentale che tu debba fare gli straordinari. Crediamo fortemente che il personaggio sia perfetto per le sue incredibili doti. Si può affermare che il duo Gosling-universo funziona, avvisate i fan di Star Wars.
Preparatevi a partire
L’ultima missione: Project Hail Mary riesce a stupire ampiamente anche sotto il lato tecnico. Non abbiamo riscontrato alcun difetto sotto il profilo della resa grafica, ci sono momenti che sono davvero spettacolari e immersivi. Il sonoro, in quei casi, aiuta molto a immedesimarsi in Ryland e a lasciare lo spettatore a bocca aperta. Se si ha un prodotto di fantascienza ambientato nell’universo, è essenziale che la cornice venga realizzata distintamente.
Bisogna spendere due parole anche per il momento in cui Grace scopre di non essere solo nell’universo. Le modalità con le quali sono stati mostrati alcuni particolari sono state così strabilianti da rimanere impresse nelle nostre menti. Non si sono solo limitati a far osservare determinate dinamiche, ma addirittura a creare curiosità. Volevamo vedere e saperne di più e questo può essere solo un fattore positivo per la pellicola.
Anche la Morte Nera aveva un punto debole
L’ultima missione: Project Hail Mary ha una durata piuttosto lunga, infatti sono circa 2 ore e quaranta di film che avremmo accorciato ben volentieri. Non sono risultate pesanti, ma forse un quarto d’ora in meno lo avrebbe reso ancora migliore. Affermiamo ciò in quanto hanno messo in scena alcune dinamiche reiteratamente. La prima volta funziona e suscita forti emozioni in chi guarda, ma non per questo bisogna ripeterlo. Erano diventate molto prevedibili ad un certo punto.
Sono presenti anche altri personaggi nella pellicola, ma abbiamo fatto fatica ad apprezzarli. Molto probabilmente è stato voluto per dare spazio a Gosling e a far comprendere il peso della missione, ma sarebbe stato interessante vedere qualcosa in più. Il finale sembra andare verso una direzione scontata e banale quando all’ultimo fa una virata improvvisa spiazzando chiunque. Lo abbiamo gradito particolarmente poiché avevamo già in mente il solito finale già visto e rivisto.
Si potevano evitare alcune scene e renderlo più breve.
Le nostre conclusioni su L’ultima missione: Project Hail Mary
In linea generale abbiamo largamente apprezzato il film e consigliamo la visione a tutti voi che ci state leggendo. Hanno divertito, emozionato e appassionato nello stesso momento non cadendo mai in banalità, noia o concetti troppo astratti. Gosling è stato incredibile per quanto ci riguarda e ha mostrato perfettamente l’evoluzione di Ryland durante la sua avventura. Questi sono i prodotti che ci piacciono e per cui vale la pena comprare il biglietto.
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Pro:
Ryan Gosling superlativo nel recitare, sorregge l’intero film
Ambientazione pazzesca, alcune scene fanno rimanere a bocca aperta
Nonostante la tematica, non è mai pesante
Finale non scontato, riesce a spiazzare il pubblico all’ultimo
È presente il giusto mix fra scienza, divertimento e amicizia
Contro:
La durata, si poteva tagliare di almeno 15 minuti
Molte dinamiche sono ripetute fin troppo smorzando l’effetto ottenuto la prima volta
Personaggi secondari che sono fin troppo secondari e che avrebbero meritato più spazio
