Dopo quattro anni di attesa, arriva Euphoria 3 a catturare l’attenzione del pubblico con un nuovo episodio, distribuito in anteprima sulla piattaforma streaming HBO Max. Un ritorno non solo televisivo ma, per la cosiddetta Gen Z, anche culturale: in questi anni di assenza, infatti, Euphoria è diventata una fedele rappresentazione dell’adolescenza contemporanea, con un’estetica riconoscibile, una colonna sonora impeccabile e un’introspezione psicologica quasi letteraria.
Tuttavia, l’intervallo tra la seconda e la terza stagione non è stato casuale. Alla base c’era una forte volontà di rinnovare la narrazione e, ahimè, la prematura scomparsa di Angus Cloud – Fezco per gli amanti della serie – e un lungo sciopero degli sceneggiatori hollywoodiani, hanno contribuito al protrarsi degli anni. Questo tempo, però, non ha cancellato il successo di Euphoria, ma anzi ha alimentato aspettative altissime, rendendo il ritorno della serie fenomeno uno degli eventi televisivi più discussi e attesi degli ultimi anni. Ma soprattutto ha aperto la porta a un cambiamento radicale: non più più il racconto di chi sta crescendo, ma di chi è cresciuto. E a raccontare questo tanto atteso ritorno, Kaleidoverse non poteva certamente tirarsi indietro.
Cos’è accaduto nella seconda stagione di Euphoria?
La seconda stagione di Euphoria segue il percorso sempre più instabile di Rue, alle prese con la dipendenza e con relazioni complesse, che la spingono verso un isolamento. Il legame con Jules, già appeso a un filo molto sottile, si deteriora definitivamente, mentre nuovi legami – Elliot, Laurie – contribuiscono ad accentuare il suo stato di fragilità.
Parallelamente, altri personaggi, affrontano conflitti personali e relazione sempre più intensi, tra amicizie che si spezzano e identità in crisi. Il finale è la vera sorpresa di questo capitolo, lasciando il pubblico in una condizione sospesa, con equilibrio compromessi e una flebile speranza di cambiamento per Rue.
Euphoria 3 riporta il suo pubblico in un vortice di emozioni contrastanti
Euphoria 3, un nuovo inizio o l’inizio della fine?
Euphoria 3, già molto discussa nelle varie piattaforme social, si apre con un salto temporale di circa cinque anni, segnando una rottura netta con il passato. Il salto temporale non è soltanto una scelta narrativa, ma una dichiarazione d’intenti: abbandonare il racconto adolescenziale per esplorare le conseguenze di traumi mai risolti. E qui, emerge sin da subito un messaggio che probabilmente ci accompagnerà in queste settimane: crescere non significa guarire. I personaggi non sono versioni migliori di sé stessi, ma versioni più adulte delle loro fragilità. Rue, in particolare, è esattamente il simbolo di questa condizione. È ormai una giovane donna, ma è anche diventata vittima e carnefice della propria vita.
Il regista, Sam Levison, ci affida immediatamente una lente d’ingrandimento sulla protagonista di Euphoria, trascinata da Laurie – trafficante di droga conosciuta nello scorso capitolo – in una situazione molto più grande e pericolosa di quanto possa gestire. È quindi chiaro che Rue non è più un’adolescente, sebbene la vediamo commettere ciclicamente gli stessi errori. Un altro dei temi pilastro di questi primi sessanta minuti è indubbiamente la fede in Dio, che si inserisce non come soluzione, ma quasi come un tentativo disperato di trovare un senso alla vita. Questo primo episodio sembra suggerire che, nei momenti più estremi, l’essere umano cerchi qualcosa a cui aggrapparsi. Ma sarà davvero questa la chiave di svolta per Rue?
Cassie e Nate
Il rapporto tra Cassie e Nate rappresenta uno degli esempi più evidenti di come la serie voglia riflettere sulla ripetizione dei modelli tossici. In apparenza, il loro sembra un rapporto più maturo, proiettati verso una parvenza di stabilità e vita adulta. Però, se si osserva più attentamente, questa stabilità è costruita più su un’illusione che su una reale evoluzione.
Nate appare più controllato, e lo troviamo cimentato nel tentativo di costruirsi un futuro solido e di successo. Cassie, d’altro canto, continua a costruire la propria identità attraverso lo sguardo degli altri, spingendosi verso scelte che brancolano al confine tra bisogno d’approvazione e indipendenza.Alcune dinamiche non scompaiono, cambiano forma;
Che fine hanno fatto gli altri personaggi di Euphoria?
Degli altri personaggi di Euphoria sappiamo veramente poco, quasi la loro assenza serva a rafforzare una sensazione di disorientamento, come se gli spettatori dovessero condividere lo smarrimento di Rue. Le poche informazioni che emergono non servono, e non sono sufficienti, a costruire una trama parallela: sappiamo che Jules è diventata la conseguenza inevitabile della sua adolescenza, e che Lexi ha trovato il suo posto nel mondo, in una realtà che ha sempre sognato.
Vediamo Lexi essere ancora una volta l’unica figura positiva nella vita di Rue, che però continua immancabilmente a mentirle. Della vita adulta di Maddy, personaggio molto amato dal pubblico, ci viene mostrata solamente una superficie apparentemente brillante.
Ma come finisce questo primo episodio di Euphoria 3?
L’episodio si appresta alla fine con Rue coinvolta in una situazione pericolosa, legata a dinamiche fuori dal suo controllo. Quella che inizialmente doveva essere una semplice consegna, porterà a un epilogo che lascerà tutti con il fiato sospeso. L’episodio si conclude infatti con Rue che dovrà affrontare l’ennesima conseguenza della sua incoscienza.
Cosa dobbiamo aspettarci dal secondo episodio di Euphoria? Il nuovo episodio dovrà necessariamente ampliare quanto seminato nel primo, dando una forma più concreta alle nuove dinamiche. È lecito aspettarsi un maggiore spazio per i personaggi rimasti, per ora, in ombra, in modo da poter ricostruire una narrazione omogenea. È anche probabile che si inizieranno a collegare in modo definitivo le linee narrative, dando vita a una trama più complessa e matura.Inoltre, il tema della fede appena accennato, potrebbe evolversi in modo inaspettato. Ma chissà, Euphoria è conosciuta per essere una serie capace di sconvolgere e cambiare la prospettiva del pubblico in una manciata di secondi.
