Dopo il successo mondiale del libro, The Love Hypothesis sbarca finalmente nelle nostre TV, intrattenendoci con una storia che ha tutte le qualità per potersi affermare tra le proposte più amate del genere.
Il romanzo scritto da Ali Hazelwoold – scrittrice e neuroscienziata – è nato come fan fiction su Rey e Kylo Ren della saga Guerre Stellari e fu pubblicato dalla casa editrice Berkeley Books nel 2021, debuttando nel migliore dei modi e ottenendo il favore della critica: con i suoi dialoghi arguti e brillanti, The Love Hypothesis, risulta essere un romanzo realistico e divertente, capace di trascinare i lettori fino all’ultima pagina.
Ali Hazelwood è nota per incentrare molti dei suoi romanzi su problematiche reali, che lei stessa ha vissuto in prima persona, ovvero la posizione delle donne nel mondo dello STEM (gruppo delle discipline della scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e nel mondo accademico. E infatti, la paura che molti amanti dell’opera avevano esternato con l’annuncio di Prime Video era che tali problematiche sarebbero passate in sordina. Ma, invece, Prime Video non ha lasciato terreno fertile a questo genere di critiche.
Una neuroscienziata best-seller del New York Times
La trama di The Love Hypothesis, il Teorema dell’Amore
Olive Smith, dottoranda in biologia, crede nella scienza e poco nell’amore. Non le è mai importato granché di avere una relazione ma, nel corso del dottorato, decide di uscire un paio di volte con Jeremy, il quale si scopre piacere alla sua migliore amica Anh. È proprio per convincere quest’ultima che la cotta per Jeremy appartiene al passato che Olive, una sera, bacia uno sconosciuto – o quasi – in laboratorio, fingendo che sia il suo fidanzato. Lo sconosciuto, però, è il “dottor male“.
Il “dottor male“, conosciuto anche come Adam Carlsen, è un giovanissimo professore noto nel dipartimento per essere un tiranno con tutti. Proprio per questo, quando Adam accetta di reggerle il gioco con l’amica, Olive ne rimane incredula. E mentre i due fingono davanti a colleghi e amici con una serie di appuntamenti finti dopo l’altro, le barriere di Adam iniziano a crollare, rivelando un uomo dolce e protettivo, e trasformando il confine tra finzione e realtà in una linea sempre più sottile.
Forse due scienziati avrebbero dovuto immaginare che il teorema dell’amore non segue alcuna dimostrazione
Un film che rispetta sia l’opera originale che i tempi cinematografici
Al contrario degli ultimi adattamenti cinematografici di Prime Video, e a dispetto di ciò che i fan del romanzo si aspettavano e temevano, The Love Hypothesis è riuscito a mantenere la sua vera essenza, amalgamando in modo impeccabile – in poco meno di un paio d’ore – ironia, amicizia, amore e problematiche reali che forse, ancora oggi, vengono sottovalutate nel campo accademico scientifico. The Love Hypothesis, con la sua leggerezza ma mai superficialità, probabilmente, si aggiudica il podio tra gli adattamenti cinematografici di questi anni, secondo forse all’amata serie Off Campus.
Ogni modifica apportata alla trama, ogni approfondimento, è stato evidentemente pensato, studiato a tavolino per soddisfare i palati di due tipologie di pubblico: gli amanti del libro, che hanno avuto il piacere di vedere i personaggi che per anni hanno solo immaginato raccontati in modo rispettoso; e poi c’è il pubblico a cui, finora, Adam e Olive erano stati sconosciuti e a cui è stato mostrato il mondo di The Love Hypothesis nella sua – quasi – interezza.
Le differenze tra il libro e il film.
Sebbene la pellicola di The Love Hypothesis risulti essere un’eccellente trasposizione, gli appassionati del libro non hanno esitato a storcere il naso per alcune modifiche che, a onor del vero, sarebbero potute essere evitate. Le più indigeste e quelle che hanno lasciato i lettori con l’amaro in bocca, sono sicuramente due: l’assenza di Holden Rodrigues, migliore amico di “dottor male” a cui, nel romanzo, racconta del primo incontro con la giovane dottoranda dalle lenti a contatto scadute.
E questo è il tassello che ha diviso maggiormente gli amanti del libro. Infatti, a differenza di quello che il film ci mostra, i sentimenti di Adam non progrediscono lentamente e man mano che conosce la giovane scienziata, ma nascono nell’istante in cui la incontra nel bagno del suo laboratorio, qualche anno prima, incrementandosi ad ogni finto appuntamento.
Una storia con una leggerezza soltanto apparente
The Love Hypothesis seppur possa presentarsi come una semplice rom-com non manca di spessore. Come accennato all’inizio di questo articolo, l’autrice Ali Hazelwood non si limita a raccontare storie d’amore ma anche a sollevare critiche nel campo accademico scientifico in cui – come in ogni settore prettamente maschile – la figura femminile viene spesso sminuita. E questo lo scopriamo accadere anche ad Olive. È proprio la sua finta relazione con il prodigioso Adam Carlsen che mette in ombra il suo progetto, spacciando il successo della scienziata in qualcosa ottenuto solo grazie a Carlsen e alla sua posizione.
Altro tema trattato con estrema naturalezza è la sessualità della protagonista, che nel romanzo viene lasciata all’intuito dei lettori, ma la quale nella pellicola trova la sua conferma. Se infatti l’orientamento di Olive tra le pagine viene solamente intuito, nel film viene chiaramente confermato da Malcolm, il suo coinquilino.
Se i temi sono importanti non saranno mai inosservati
The Love Hypothesis è la ciliegina del catalogo di Prime Video
Nonostante abbiano riscosso il loro successo, sicuramente aiutate dai social, le ultime pellicole di Prime Video non hanno mancato di critiche. La più sollevata, oltre all’infedeltà delle trasposizioni e alle troppe licenze creative – come avvenuto con Love Me Love Me – è l’assenza di personalità delle sue protagoniste, sempre alla ricerca del principe azzurro o delle attenzioni dell’affascinante uomo misterioso che, prima d’innamorarsi, ha bisogno di farle soffrire.
E qui The Love Hypothesis – insieme a Off Campus – lascia la sua impronta, dimostrando che il pubblico sia in overdose di cliché tossici. In un panorama letterario e cinematografico troppo spesso saturo di bad boy problematici e unidimensionali, queste storie dimostrano che a funzionare davvero sono figure maschili solide, oneste e prive di sovrastrutture sterili. Adam Carlsen incarna quel partner capace di sostenere la propria compagna senza temere la sua luce, trattandola con quel rispetto feroce e quotidiano che trasforma un semplice romance in un punto di riferimento generazionale.
Un team di lavoro competente
A favore del successo che otterrà The Love Hypothesis – non senza sollevare lo sdegno degli amanti dei film più impegnati che lo definiranno una “pellicola da piattaforma” – c’è sicuramente un’ottima scelta di cast. Nei panni della nostra protagonista, troviamo una bellissima Lili Reinhart, conosciuta al pubblico come Betty, protagonista della serie Riverdale, uno dei successi mondiali prodotto da Netflix. A interpretare il “dottor male” abbiamo invece un volto forse meno conosciuto, ma che sicuramente sarà molto apprezzato: Tom Bateman.
La chimica tra i due attori è così forte da riuscire a trasparire attraverso schermo, lasciando il pubblico a casa in balia della storia tra Adam e Olive. I due attori hanno saputo indossare egregiamente i panni dei nostri scienziati che si innamorano, mettendo in scena l’imbarazzo e l’impaccio di due cervelloni in queste faccende. Lili Reinhart risulta essere perfetta nei panni della giovane dottoranda, in linea con l’estetica descritta dal romanzo. Perfino Tom Bateman, cui scelta inizialmente aveva destato qualche dubbio, ha costretto i fan a ricredersi, rispettando l’essenza del professore.
Le criticità che non possono essere ignorate
Nonostante la complessiva riuscita dell’operazione, la scelta di comprimere la narrazione in meno di due ore penalizza la progressione emotiva. Invece di inventare scene inedite ma più rapide per accorciare i tempi, si sarebbe potuto percorrere la scelta di allungare il minutaggio di mezz’ora, sfruttando gli eventi reali del romanzo. Questo margine avrebbe permesso di mostrare diversi momenti tra i protagonisti, fondamentali anche per costruire il loro legame e di svelare la vita di Adam anche attraverso il rapporto con un personaggio inutilmente sacrificato: Holden Rodrigues.
Questo irrigidimento della sceneggiatura si riflette anche nello stravolgimento di un evento cardine del romanzo, fondamentale per denunciare le dinamiche tossiche del mondo accademico. Invece di preservare il coraggio della protagonista, la pellicola sceglie una scorciatoia narrativa affidandola a un personaggio che, seppur centrale al motore della trama, risulta essere terzo. Una modifica evitabile che smorza la forza di un momento cruciale, spogliando la protagonista di quell’autonomia che avrebbe dato molto più spessore alla lotta contro i pregiudizi scientifici nei confronti delle donne.
Non sempre less is more… talvolta less is worst
Le nostre conclusioni su The Love Hypothesis
In definitiva, The Love Hypothesis compie il miracolo di riportare sul piccolo schermo una rom-com capace di fare battere il cuore senza svuotarsi di significato. Nonostante una gestione dei tempi che penalizza la progressione narrativa, inciampando in tagli evitabili, la pellicola regge l’urto grazie a una chimica magnetica tra i protagonisti e a una freschezza rara nel panorama attuale.
The Love Hypothesis è un adattamento che dimostra che il romanticismo intelligente e le storie con un’anima e un’essenza vera possono ancora trionfare in un mondo di cliché e di antieroi romantici. Noi di Kaleidoverse vi salutiamo e vi invitiamo a farci sapere i vostri pensieri nei commenti e a continuare a seguirci per non perdere tutte le nostre recensioni e aggiornamenti.
I pro di The Love Hypothesis
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L’intesa tra Lili Reinhart e Tom Bateman buca lo schermo, rendendo credibili l’imbarazzo e l’impaccio dei protagonisti;
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A differenza di altri adattamenti, la pellicola mantiene intatta la leggerezza, l’ironia e lo spirito dell’opera di Ali Hazelwood;
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Il film non si riduce a una banale rom-com, ma denuncia con efficacia le dinamiche sessiste e i pregiudizi nel mondo accademico e scientifico;
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La figura di Adam rappresenta un modello maschile sano, onesto e privo di sovrastrutture, contrapposto ai classici bad boy sterili che negli ultimi anni hanno preso il comando;
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La pellicola gestisce con grande naturalezza la sessualità della protagonista, confermando le sfumature più sottili del romanzo.
I contro di The Love Hypothesis
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L’impatto visivo della pellicola appare piatto, privo di una vera personalità stilistica o di un guizzo autoriale che distingua il film dalla media delle produzioni da piattaforma;
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Un minutaggio inferiore alle due ore penalizza drasticamente il respiro del racconto, costringendo la narrazione a correre troppo;
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Spazio ed energie vengono spesi per sequenze inedite anziché per mostrare gli eventi appartenenti all’opera originale;
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L’inspiegabile taglio di un personaggio molto amato priva la storia di punti fondamentali per la vita privata del nostro protagonista maschile;
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Affidare a un terzo e non alla diretta interessa la denuncia delle pressioni subite nel mondo accademico smorza l’iniziativa e il coraggio dimostrato dalla protagonista nel romanzo.
