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Kaleidoverse
Home»Film/Serie TV»Fate: The Winx Saga 2 Recensione, di nuovo il Bloom show
Film/Serie TV

Fate: The Winx Saga 2 Recensione, di nuovo il Bloom show

Giulia GaliziaBy Giulia Galizia16 Settembre 2022Nessun commento6 Mins Read
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Fate Winx
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Dopo un anno circa dall’uscita della prima stagione sono tornate le Winx in versione live action… O, come dicono tanti ragazzi online, in versione “povera”. Fate: The Winx Saga 2 è disponibile su Netflix a partire dal 16 settembre 2022. Bloom, Stella, Aisha, Musa e… Terra sono tornate e vengono raggiunte dalla dolcissima Flora. Di Tecna si sono dimenticati tutti, sceneggiatori in primis, a meno che la produzione non decida di inserirla nella terza stagione, se questa si farà. Avevamo lasciato le ragazze in un momento terribile alla fine della prima parte di questa serie. La ex direttrice Dowling è morta, uccisa da Rosalind (Miranda Richardson) all’insaputa delle studentesse. Bloom, invece, è riuscita a trasformarsi per la prima volta nella sua versione fatata dalle ali infuocate.

Sebbene la scena fosse stata abbastanza epica, a noi era mancata moltissimo la canzoncina di trasformazione Enchantix. Purtroppo, sembra proprio che la versione fatata delle studentesse di Alfea si limiti a un paio di ali sulla schiena. Niente vestiti glitterati per le Winx in live action. Ad ogni modo, le domande derivate dalla prima parte di Fate: The Winx Saga sono moltissime e questi nuovi episodi sono stati abbastanza attesi dai fan. Noi di Kaleidoverse.it abbiamo avuto la possibilità di vedere la seconda stagione in anteprima e siamo qui a recensirla e a parlarne con voi senza spoiler.

Fate Winx

Il Bloom Show è tornato

Se c’è una cosa che poteva essere modificata e migliorata dalla saga animata della Rainbow di Iginio Straffi era proprio il protagonismo di Bloom. Inizialmente la storia incentrata sulla ex abitante di Gardenia era interessante. La ragazzina adottata e in cerca delle sue origini magiche aveva retto piacevolmente fino alla terza stagione e al primo film in CGI delle Winx cartoonesche. Successivamente, tuttavia, il concentrarsi continuamente sulla fatina dai capelli rossi è risultata sempre più una forzatura. Quando venne annunciata Fate: The Winx Saga, perciò, i fan speravano in una Bloom più distante dal centro dell’attenzione ma, purtroppo, ciò non è avvenuto. Se non fosse per la sigla iniziale che dichiara il titolo della serie Fate: The Winx Saga a ogni episodio, l’audience potrebbe tranquillamente pensare che questa serie televisiva sia solamente sulla fata che ha dentro di se la fiamma del drago.

Il Bloom show è più egocentrico che mai e non c’è episodio che non sia incentrato su qualche problema (psicologico, magico o emotivo) della ragazza. In questa nuova stagione, poi, la cosa è ancora più accentuata. Le altre Winx ci sono, hanno un po’ di spazio, ma i loro problemi o le loro difficoltà sottostanno sempre all’ingombrante e pedante presenza di Bloom, che già ormai mal si sopportava nella serie d’animazione. La serie, infatti, sarebbe molto più interessante se anche gli altri personaggi avessero abbastanza spazio da poter affrontare una crescita personale. Invece i loro momenti di “formazione”, sono relegati a misere e corte sequenze dove la loro fantomatica crescita viene spiegata a voce o accennata solamente. Insomma, se l’audience sperava di vedere più Aisha, Musa, Terra, Stella e Flora… non è questo il caso. Ci sono più scene con loro rispetto alla scorsa stagione, ma Bloom rimane l’assoluta protagonista.

Fate Winx

Visto e rivisto

Nella scorsa stagione una Bloom in difficoltà coi suoi poteri e ignara delle sue origini cercava di trovare la propria forza interiore mentre un pericolo incombente minacciava Alfea e i suoi abitanti. In questa stagione… la trama è esattamente la stessa, con la sola differenza che Bloom si è trasformata per la prima volta in fata e deve imparare a gestire i propri poteri, non a trovarli. Era naturale aspettarsi che in questa seconda parte di Fate: The Winx Saga la trama sarebbe andata avanti facendo comprendere meglio allo spettatore gli equilibri del mondo magico o il background di certi personaggi (magari soprattutto quelli anziani che si conoscevano e sono passati dall’essere amici a diventare nemici). Purtroppo, nulla di tutto ciò accade in questa seconda stagione, che procede a passo di carica per la sua strada senza guardarsi intorno.

Di per se, una trama banale o ripetitiva è accettabile se associata a un prodotto d’animazione per il silver screen. O meglio, non accettabile, ma non fa storcere troppo il naso, soprattutto se la produzione è nuova e appena nata. Quando si parla, invece, di una serie Netflix con un budget più o meno alto (sebbene sicuramente non ai livelli di Stranger Things) la presenza di tanti elementi naïf è particolarmente fastidiosa. Fate: The Winx Saga avrebbe potuto essere moltissime cose, ma la produzione ha deciso di creare un prodotto molto diverso da quello animato. La scelta non è di per se un male, se non fosse che tutte le cose e gli elementi lasciati in sospeso nella prima stagione sono stati ben poco chiariti in questa seconda. Gli attori sono bravi e credibili, il problema è proprio la costruzione della storia che non è avvincente come l’originale.

Le nostre conclusioni su Fate: The Winx Saga 2

Fate: The Winx Saga 2 è forse terribile, orrendo o inguardabile? No, ma non è nemmeno il miglior prodotto Netflix in circolazione. Ai nostalgici mancano i colori, le musiche e quelle scene un po’ cheeky tipiche dell’animazione per bambini. Ai nuovi fan, invece, non viene dato ciò che si aspettano: una seconda stagione che spieghi più precisamente gli avvenimenti della prima e che porti i personaggi a una crescita. Ci sono momenti carini, scene che in effetti danno quel vibe da Enchantix della terza stagione del prodotto animato, ma a parte queste poche eccezioni, anche questa seconda stagione non riesce a interessare davvero.

Fate: The Winx Saga è un prodotto carino, utile giusto per far scorrere il tempo in giornate noiose, ma che si dimentica quasi subito. Non solo, ma pur non recuperando la visione della prima stagione, si segue benissimo la seconda, in quanto di per se nessuno degli archi narrativi ha ancora davvero cambiato le situazioni o i comportamenti dei personaggi e del mondo magico. Bloom rimane l’indiscussa protagonista. Le altre Winx sono in secondo piano. Gli specialisti e gli altri… ancora più indietro. Da parte nostra non possiamo che dire che è davvero un peccato, questa serie avrebbe potuto essere davvero molto interessante. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie dal mondo del cinema, degli anime, dei manga, dei videogiochi e molto altro, unitevi al nostro canale Telegram e continuate a seguirci sul sito Kaleidoverse.

55%

Perché guardare questa serie? Un motivo vero non c'è, a meno che non siate fan del trash. Di per se non c'è nostalgia in questo prodotto, viste le grandi differenze col materiale originale. Allo stesso tempo però non è nemmeno una storia particolarmente innovativa. Se la prima stagione però poteva essere in parte scusata in quanto la novità che doveva stabilire le regole di questo mondo magico diverso da quello conosciuto proveniente dal cartone animato, questa seconda parte di Fate: The Winx Saga continua ad essere poco limpida, a tratti noiosetta e non particolarmente interessante. Bloom rimane fedele alla sua controparte animata. Infatti, è la regina del dramma, sempre al centro dei peggiori problemi che, spesso si crea da sola. Le altre ragazze non sono che parte dello sfondo e sembrano essere caratterizzate solo dal loro potere magico. Non è una serie orrenda e la seconda stagione ha qualche scena simpatica e anche scioccante, ma il tutto si ferma a quelle poche sequenze. Il resto è facilmente dimenticabile.

  • 5.5
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Attrice e appassionata di canto, cinema, animazione, fiabe e danze storiche. Ha studiato doppiaggio cinematografico e al momento si destreggia per entrare in quell'affascinante mondo. Laureata in Scienze della Formazione Primaria all'Università di Modena e Reggio Emilia, dove ha conseguito anche un dottorato di ricerca in Scienze Umanistiche. Bilingue inglese è appassionata di scrittura fin dal 2011 quando pubblicò il suo primo racconto "Confessione" nel libro "Il sogno di Agnese - L'inferno è Immobile".

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