Il 2026 della Marvel è un anno ricco di aspettative e con una gigantesca lente di ingrandimento posata sulle proprie azioni. Sappiamo tutti che arriveranno prodotti come la seconda stagione di Daredevil: Rinascita, Spider-Man e poi un nuovo Avengers. Le danze le ha aperte un prodotto dato per morto ancora prima di debuttare, Wonder Man di cui vi abbiamo portato la recensione in questo articolo.
Non ci stupiamo affatto se dopo aver letto il nome non vi è saltato in mente nulla. Molto probabilmente la serie tv verrà seguita solo dai fan più accaniti, da quelli che non vogliono perdersi nemmeno un’uscita e da chi è appassionato di fumetti. Ricordiamo che Wonder Man è un personaggio molto importante all’interno dei fumetti Marvel, possiede abilità incredibili e rappresenta la base per la creazione di Visione. Insomma, non è proprio uno sconosciuto.
La trama di Wonder Man
Simon Williams è un attore che sogna di fare il grande salto a Hollywood quando, un po’ all’improvviso, si ritrova ad interpretare un’icona: Wonder Man. Durante il suo percorso incontrerà Trevor Slattery che gli farà da mentore e con il quale svilupperà un certo tipo di rapporto. Non finisce qui perché Simon dovrà fare i conti con un enorme segreto da non rivelare assolutamente, i suoi enormi poteri.
Una storia che non sembra voler pretendere troppo e che non va ad incagliarsi in preziosismi o futilità. Tutto quello che viene raccontato procede in maniera solida e lineare senza particolari intoppi. Lo sviluppo e l’evoluzione dei personaggi è intrigante e coinvolgente spingendo il pubblico a volerne sapere di più. La grande solidità è la parte che più ci ha stupito durante la visione. Non ci sono crolli e non ci sono momenti in cui si smette di voler sapere cosa succederà di lì a poco.
Un legame indissolubile
Ben Kingsley e Yahya Abdul-Mateen II sorreggono Wonder Man dal principio dando prova delle loro grandi abilità recitative. Si sono alternati in scene davvero profonde e con un livello toccato poche volte in casa Marvel. Ci sentiamo di promuovere maggiormente Kingsley che ha svolto un lavoro magistrale su Trevor rendendolo ancora più iconico.
Il duo Simon-Trevor funziona perfettamente e fra loro c’è una grande chimica. Il loro rapporto è ben costruito sin dalle basi con un’evoluzione coerente e ben scritta. L’interesse per loro cresce di episodio in episodio con un amore per Trevor che finalmente ribalta il suo status. Infatti, fino ad oggi lo avevamo visto solo nei panni del Mandarino e in una comparsata in Shang-Chi. Con Wonder Man riesce a farsi amare da tutti portando il pubblico a fare il tifo per lui in ogni situazione.
Due attori estremamente competenti che spingono ancora più in alto la qualità.
Meno meraviglia, più maturità
Abbiamo trovato Wonder Man un prodotto molto differente rispetto al solito e ben lontano da tutti quegli stilemi narrativi che piacciono tanto alla Kevin Feige. Qui si vede l’intenzione di voler creare una vera e propria serie tv più adulta. La quasi assenza di poteri non è pesata nemmeno un po’ perché attorno aveva una sceneggiatura ben scritta e coesa col resto. Uno dei difetti di Wonder Man è, paradossalmente, quello di far parte del MCU; i fan si aspettano CGI, battaglie spettacolari e scene epiche, cosa che qui non avviene. È come se i produttori avessero voluto mettere al centro Simon e farlo funzionare come il Sole nella galassia.
Dal momento che hanno evitato di perdersi in battute terribili, momenti family friendly non richiesti e quanto altro, sono riusciti a sperimentare. Quando vennero annunciati gli show tv Marvel anni fa, ci si aspettava che li utilizzassero per utilizzare più stili e fare qualche esperimento. Qui abbiamo proprio quello di cui abbiamo appena parlato dando un certo tipo di tono e utilizzando uno schema narrativo diverso dal solito. Ci si aspettava il solito crollo, ma ciò non è avvenuto questa volta.
Questo è cinema
L’atmosfera che regala Los Angeles è unica, ma va sottolineata anche l’incredibile estetica che i produttori hanno donato a Wonder Man. Le riprese sono state così suggestive a tal punto da aver immaginato di essere lì a Hollywood. Ci sono due episodi in particolare di cui vorremmo spendere qualche parola in più e sono il quarto e il sesto. Il primo è girato tutto in bianco e nero e come scelta stilistica è stata più che azzeccata. Il problema, però, è rappresentato dall’aver voluto allungare il brodo con uno specifico personaggio. Si poteva chiudere molto prima.
L’episodio 6, invece, è arte. L’apice della recitazione viene toccato in quel punto con gli attori che regalano delle emozioni superbe. Una bella riproduzione di ciò che accade ad Hollywood. In generale, Wonder Man funge anche da rappresentazione di quello che è Hollywood e il mondo dello spettacolo. Lo show è ricco di citazioni ad attori reali, produttori, piattaforme e chi più ne più ne metta. Chi ne è appassionato adorerà il modo in cui vengono trattati questi argomenti.
Buchi tappati
Molti potrebbero pensare che l’assenza di un vero e proprio villain possa abbassare la qualità della visione. In parte, potrebbe essere vero dal momento che non è presente una vera e propria minaccia per Simon. L’ostacolo da superare è rappresentato dal sistema di Hollywood e da alcune difficoltà emotive dello stesso Simon. Avrebbero potuto inserire un nemico da fronteggiare, ma crediamo che questa scelta sia stata ottima per la presentazione dell’eroe.
È presente, però, il Damage Control che abbiamo già conosciuto in Ms. Marvel e Spider-Man: No Way Home. La questione che ruota attorno a loro è abbastanza interessante, ma a volte sembra che siano stati inseriti un po’ forzatamente. Avremmo preferito un maggiore approfondimento e non la solita frase “bisogna catturarlo perché pericoloso”. Sul finale provano a dare qualche informazione aggiuntiva, ma non basta.
Il Damge Control poteva essere sfruttato nettamente meglio.
Le nostre conclusioni su Wonder Man
Wonder Man è stata una serie che ci ha stupito parecchio e ha superato tutte le nostre bassissime aspettative. Sono stati capaci di creare interesse per un personaggio divenuto abbastanza sconosciuto oggigiorno. Troviamo che sia un’ottima partenza per questo 2026 ricco di prodotti. La nostra speranza è quella di rivedere presto Simon Wiliams e di non dover aspettare anni come già accaduto, vero Capitan America?
Se anche voi avete visto Wonder Man e volete discuterne con noi, lasciate un commento qui sotto oppure sulla nostra pagina Instagram. Su Kaleidoverse troverete numerosi articoli su cinema, serie tv, anime e tanto altro. Di seguito vorremmo farvi alcuni esempi delle nostre ultime pubblicazioni: la recensione su Send help, quella su Avatar: Fuoco e Cenere e, nel caso vogliate già prepararvi per marzo, quella su Daredevil: Rinascita. Grazie per averci letto, alla prossima!
Pro:
Interpretazioni attoriali superlative
L’approccio è molto più maturo e si ha l’impressione di non star guardando un prodotto Marvel
La costruzione del rapporto fra Trevor e Simon è perfetta e coinvolgente
L’assenza di poteri non pesa, fa apprezzare maggiormente Simon
Trevor ribalta il suo status e diventa un personaggio top
Estetica della serie mozzafiato
Contro:
L’episodio 4 poteva durare di meno nonostante abbiamo utilizzato uno stile particolare
Il Damage Control viene inserito un po’ forzatamente in alcuni frangenti, poteva essere approfondito
Il personaggio inserito nell’episodio 4 stanca dopo un po’ e fa pesare la visione
In molti potrebbero trovare fastidioso l’assenza di un vero nemico trattandosi del MCU
