Sono anni che si mormorava il ritorno di una serie TV che ha segnato generazioni intere per la sua comicità. Le voci di corridoio si sono rivelate poi reali con il revival di Scrubs, uscito il 25 marzo su Disney+. Quello di oggi non sarà un articolo di recensione della serie, non essendo neanche a metà stagione. Useremo questo prodotto per agganciarci a tutta una fascia di serie TV, di cui Scrubs fa parte, ovvero quelle legate alla medicina.
Almeno una volta nella vita avrete visto uno sceneggiato le cui vicende ruotano attorno alle quattro mura di un ospedale. Perché ci piacciono così tanto le serie TV medical, tra cui Scrubs? Quest’oggi cercheremo di trovare una chiave di lettura di questo fenomeno, senza pretendere di avere la ragione assoluta dalla nostra parte. Se volete farci sapere il vostro punto di vista, lasciateci un commento sotto l’articolo e instauriamo un dialogo in merito.
Esistono più sottogeneri di serie TV medical
Siamo partiti nominando Scrubs come primo prodotto seriale di questo genere e, a dire il vero, è già un sottogenere. Come tutti ben sappiamo, Scrubs è sì ambientata in un ospedale ma il taglio vira decisamente sul comico e raramente sul drammatico. Di certo non possiamo dire che Dr. House e Scrubs siano lo stesso tipo di intrattenimento, nonostante entrambe si svolgano in ospedale. Gregory House ha un approccio totalmente diverso da J.D. nel relazionarsi con i pazienti.
Qui possiamo delineare un confine che potrebbe aiutarci, più avanti, nel poter cercare di capire perché siamo attratti dalle serie TV medical. Gli elementi che le accomunano sono, in primis, un ospedale e poi il rapporto con i pazienti. Il secondo punto mette la linea di demarcazione tra la commedia e il dramma, uno scontro la cui sorte dà origine a una produzione finale diversa. Nonostante anche in Dr. House esista l’aspetto comico, è comunque presente in maniera minore che in Scrubs.
Vogliamo diventare tutti medici
L’affermazione è provocatoria ovviamente, non pensiamo che guardare una serie TV sulla medicina possa farci diventare medici. Qualcosa ci tiene incollati agli schermi e ci lega a questo tipo di intrattenimento, anche se a volte non capiamo cosa stiano dicendo. È forse l’intreccio delle vicende mediche con quelle dei dottori a interessarci? Oppure la semplice curiosità verso il mondo della medicina, per chi magari non ha potuto o voluto studiare in università?
L’unione delle storie dei pazienti, delle loro patologie con quelle dei medici, degli infermieri o direttori sanitari è un mix capace di attrarre le masse. Tralasciando le due citate in precedenza, chi da piccolo non ha visto E.R – Medici in prima linea? O magari siete più tipi da Grey’s anatomy o New Amsterdam? Oppure vi affascina un ragazzo con la sindrome del savant che fa il medico, come in The good doctor. Queste sono solo alcuni dei prodotti proposti, ma non sono finiti qui.
Il ritorno agli anni ‘90?
Prima abbiamo nominato E.R – Medici in prima linea, pioniera di questo genere e non lo si può negare. Recentemente, con l’arrivo su NOW TV e HBO Max, abbiamo ritrovato un nostro vecchio amico di E.R in un’altra serie TV della stessa categoria. Per i più navigati non sarà una novità ma per tutti gli altri The pitt potrebbe essere una piacevole sorpresa. Qui ritroviamo infatti Noah Wyle nei panni di Michael Robinavitch, medico esperto a capo del pronto soccorso.
Stesso attore, due luoghi diversi eppure il pathos che si respira in The pitt è lo stesso di E.R. – Medici in prima linea. Potremmo quasi azzardare l’idea che, essendo entrambe molto simili, ci faccia ritornare nel 1994 provando le stesse emozioni. The pitt sta facendo molto di più, se proprio dobbiamo dirla tutta, essendo molto vicina alle tematiche contemporanee. La prima stagione è stata premiata agli Emmy Awards come miglior serie drammatica e la seconda, ancora in corso, non è da meno.
Una scarica di adrenalina e smielatezza
Arrivati a questo punto, dopo aver parlato di qualche prodotto in maniera esemplificativa, potremmo ipotizzare qual è il mix che ci fa stare bene guardandole. L’ospedale, come luogo, è di per sé solo il contorno alle vicende, non aggiunge qualcosa in più alla trama. A interessarci sono di più i medici che ci lavorano dentro, le loro storie e i casi dei pazienti. L’equilibrio delle emozioni e il ritmo delle puntate sono dettati dall’unione di questi due elementi.
Più casi metteranno il turbo per una puntata adrenalinica oppure la quiete darà spazio alle circostanze personali dei medici. The pitt spinge molto su entrambi dando vita ad un prodotto ad alta carica emotiva, per i pazienti ma anche per i medici. Scrubs dà molto peso alla parte comica, alle vicissitudini dei protagonisti più che dei pazienti. Dr. House è pura follia con una particolare attenzione verso i degenti. L’armonia tra cura dei malati e storia dei personaggi, se calibrata bene, è una combinazione esplosiva.
Risulta un genere di nicchia o no?
Non possiamo dare per certo che le serie TV medical risultino un prodotto di nicchia, senza dubbio non possono piacere a tutti. Questo discorso è valido però per tutti i generi e quindi fine a sé stesso. Di certo è una varietà di fiction capace di trasportare lo spettatore in un posto che può creare spesso preoccupazioni, l’ospedale appunto. Il fatto di poter dare una soluzione positiva al caso può creare nel pubblico un senso di umanità, spesso poco presente in un nosocomio.
Abbiamo provato a proporre una visione generale sul perché ci piacciono le serie TV medical ma noi vogliamo sapere cosa ne pensate voi. Dal nostro sito di Kaleidoverse potete lasciarci un commento così come leggere altri nostri articoli, tra recensioni e altri approfondimenti. Se siete indecisi sulla visione di Peaky Blinders – The immortal man, potete farvi un’idea leggendo la nostra recensione. Stiamo seguendo anche la nuova stagione di Daredevil: Rinascita che torna dopo il grande successo della prima stagione. Potete seguirci su Instagram per rimanere sempre aggiornati sulle nostre uscite. Noi vi ringraziamo per averci letto e alla prossima!
