Non ci siamo ancora ripresi dal finale di Stranger Things che i Duffer Brothers lanciano una nuova serie TV. Questa volta lasciamo da parte i ragazzini e passiamo agli adulti, un po’ avanti con l’età, i quali puntano a vivere “l’esperienza più bella della vita”. Questo il motto del fondatore di The Boroughs, nome della cittadina, nonché titolo della serie TV della recensione di oggi. The Boroughs – Ribelli senza tempo è Stranger Things con gli anziani? Scopriamolo!
Nel cast compaiono i nomi di Alfred Molina (Dottor Octopus in Spiderman 2) e Jane Kaczmarek (Lois in Malcolm) tra i tanti. Gli ideatori della serie sono Jeffrey Addis (Dark crystal – La resistenza, Il signore degli anelli – La guerra dei Rohirrim) e Will Matthews. I Duff Brothers sono i produttori esecutivi e infatti la loro mano si vede all’interno dell’opera. Saranno riusciti a non creare un copia di Stranger Things cambiando solo i personaggi? Scopriamolo insieme nella recensione di The Boroughs – Ribelli senza tempo.
La trama di The Boroughs – Ribelli senza tempo
Sam Cooper (Alfred Molina), dopo la scomparsa della moglie Lily (Jane Kaczmarek), viene convinto dalla figlia Claire (Jena Malone) a trasferirsi nella comunità di The boroughs. Qui il fondatore Blaine insieme alla moglie Annaliese cercano di far vivere un sogno ai loro ospiti. La piccola collettività è formata da persona di età avanzate le quali vogliono continuare a vivere tranquillamente, senza essere seguiti come in un ospizio. Qualcosa però sta turbando l’equilibrio del quartiere e Sam scoprirà presto la fonte del caos.
Dopo aver assistito ad un scena per puro caso e scoperto qualcosa di interessante sui resti di uno strano essere, Sam inizia la sua battaglia. Con al fianco Renee, Judy, Wally e Art inizierà la lunga e contorta ricerca di una spiegazione dietro gli strani fenomeni che costellano The Boroughs. Riuscirà il nostro eroe improvvisato con la sua squadra a cavare un ragno dal buco? Che ruolo ha Blaine all’interno della comunità? Domande le cui risposte le avrete guardando la serie TV.
Una risorsa preziosa da non sottovalutare
L’idea attorno al prodotto di cui state leggendo la recensione, The boroughs, è principalmente basata su un furto. Di solito si parla di furto quando è qualcosa di materiale ad essere rubato ma qui la storia cambia. Gli abitanti del quartiere infatti non perdono niente di materiale ma qualcosa di ancora più prezioso: il tempo. Come si può rubare il tempo a delle persone? vi starete chiedendo e la domanda è lecita. L’unico problema è che la risposta è uno spoiler e non possiamo parlarne nemmeno sotto tortura.
Vi basti pensare però che un modo c’è e i nuovi esseri partoriti dai Duffer Brothers lo hanno pensato proprio bene. Possiamo dirvi che nessuno dei poveri vecchietti è stato torturato e niente più di questo. Il tempo diventa, come già sappiamo, una risorsa che una volta persa non è più recuperabile. Ne siamo coscienti noi giovani, figuratevi una persona che vede la luce a un palmo del suo naso. The Boroughs sottolinea più volte questo concetto, anche in maniera piuttosto cruda.
L’entrata in gioco degli alieni ha bruciato la serie TV?
Partiamo dal presupposto che questo prodotto ha fatto il suo dovere di intrattenere, ma fino a un certo punto. Le premesse per una buona riuscita c’erano tutte, probabilmente sono state gestite in maniera errata. Abbiamo un quartiere di persone felici alle quali verrà turbata la quiete da esseri non ben definiti all’inizio. Il problema è proprio qui, l’aver fatto vedere fin da subito che qualcosa non andava bruciando probabilmente parte della curiosità dello spettatore.
Voci di corridoio dicono che i Duffer Brothers hanno previsto 3 stagioni totali per The Boroughs e credeteci, vorremmo capire come faranno. Gli spunti per una seconda stagione ci sono, visto il finale, ma poi cosa succederà? Gli strani organismi hanno svolto il loro dovere, hanno raggiunto il loro scopo finale eppure manca qualcosa. Serve un appiglio per poter portare avanti la narrazione e, ripetiamo, il finale lo dà in maniera debole a nostro avviso.
Si respira l’aria del Sottosopra
Era praticamente ineluttabile non cadere nella tentazione di creare un mondo parallelo anche in The Boroughs. Non è esplicitamente presentato tuttavia i segnali di questa presenza ci sono e male non fa se pensiamo al futuro. Nel caso fosse così, ci sarebbe almeno qualcosa su cui basare le successive stagioni e renderebbe tutto più interessante. Le atmosfere sono ben lontane da quelle di Stranger Things e, lasciatecelo dire, per fortuna è così.
Fare un copia incolla e cambiando solo l’età dei protagonisti sarebbe stato un enorme problema. Nulla vieta però di lasciare quell’alone di mistero presente nelle prime stagioni, con l’ignoto mondo in cui solo Will era l’unico ad esserne a conoscenza. Il nostro Sam, ingegnere e quindi curioso fino al midollo, è pronto a scoprirlo anche se non sarà l’unico a farlo. Ed è proprio la rivelazione di alcuni personaggi ad aprire le porte verso la conoscenza.
Le nostre conclusioni su The Boroughs – Ribelli senza tempo
Nel complesso The Boroughs – Ribelli senza tempo, di cui state leggendo la recensione, è stata intrattenente nonostante alcuni difetti. Nulla da togliere all’interpretazione e capacità attoriali dei protagonisti, su quello non possiamo dire nulla. Il resto ci ha lasciati un po’ con la bocca asciutta, con domande in sospeso che speriamo trovino risposta nelle prossime stagioni. I mostri hanno il loro perché, forse un po’ troppo simili ad alcuni visti in Stranger Things. Se dovessimo dire che siamo pienamente soddisfatti la risposta non sarebbe totalmente positiva.
La serie TV poteva trovare e avere il suo giusto posto nell’ampio catalogo di Netflix ciononostante non lo ha trovato, non come avrebbe potuto. Vedremo se la seconda, probabile, stagione può farci ricredere su ciò che abbiamo scritto oggi. Se poi volete sapere la nostra su altre serie TV, su Kaleidoverse potrete trovare la recensione freschissima di Berlino e la dama con l’ermellino o di The mandalorian and Grogu. Seguiteci su Instagram per non perdervi gli ultimi aggiornamenti, come sempre vi ringraziamo e alla prossima!
Pro
-
La trama ha uno spunto interessante e il furto del tempo agli abitanti di The Boroughs è una bella idea;
-
I personaggi, seppur non caratterizzati al meglio, hanno fatto la loro parte per coinvolgere lo spettatore nella bizzarra vicenda;
-
L’aver racchiuso la serie TV in uno spazio ben definito ha aiutato a non disperdere l’attenzione sullo svolgimento della trama, cosa che è accaduta in Stranger Things;
Contro
-
L’aver mostrato quasi subito gli alieni ha fatto perdere la curiosità dello spettatore;
-
Alcuni personaggi potevano essere tagliati per non aver un ampio ventaglio di persone da gestire (vedasi il capo della sicurezza);
-
La conclusione lascia delle strade da percorrere per eventuali nuove stagioni tuttavia non riusciamo proprio a prevederne un seguito;
-
Non è stato abbandonato del tutto il genere di Stranger Things, c’è stato il discostamento ma molte cose sono simili;
-
L’idea ha del potenziale che non è stato gestito al meglio, paura di rimanere senza materiale per le future stagioni?
