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Home»Film/Serie TV»Berlino e la dama con l’ermellino Recensione: colpo di fulmine ad opera d’arte?
Film/Serie TV

Berlino e la dama con l’ermellino Recensione: colpo di fulmine ad opera d’arte?

Francesca RubinoBy Francesca Rubino29 Maggio 2026Nessun commento8 Mins Read
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Berlino e la dama con l'ermellino Recensione
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Una rapina degna di nota, per essere tale, ha bisogno di una lunga e accurata pianificazione. Sarà forse per questo motivo che sono passati 3 anni dall’uscita della serie prequel – nonché spin-off – de La casa di carta Berlino e i gioielli di Parigi, che rende protagonista uno dei personaggi più amati della serie TV spagnola. L’attesa sarà perdonata? Lo scopriremo solo vivendo: Berlino e la dama con l’ermellino ha infatti debuttato lo scorso 15 maggio su Netflix con 8 nuovi episodi, e Kaleidoverse ve ne parla in questa nuova recensione tenendo come sempre al minimo gli spoiler.

I nomi dietro la nuova stagione sono noti: Álex Pina (Los Serranos), Esther Martínez Lobato (Il rifugio atomico), Albert Pintó (Terra di nessuno), David Barrocal (Gli uomini di Paco) e José Manuel Cravioto (El Chapo) firmano la regia e alcuni anche la sceneggiatura. Anche il cast vede il ritorno degli attesi protagonisti: Pedro Alonso (La casa di carta), Begoña Vargas (Le leggi della frontiera), Julio Peña (Dalla mia finestra), Tristán Ulloa (La vedova nera), Joel Sánchez (La Favorita 1922), Michelle Jenner (El secreto del orfebre), José Luis García-Pérez (Honor), Marta Nieto (La mitad de Ana), Inma Cuesta (La novia) e Jason Fernández (Benvenuti a Eden).

La seconda avventura in solitaria di Berlino è finalmente disponibile su Netflix.

Berlino e la dama con l’ermellino: la trama della serie

Berlino (Pedro Alonso) e Damián (Tristán Ulloa) si ritrovano a Siviglia dopo l’avventura in Francia per colpire ancora: l’obiettivo questa volta è La dama con l’ermellino, il famoso quadro di Leonardo Da Vinci. Il furto è commissionato dal Duca di Malaga, appassionato d’arte, ma Berlino decide di riunire la banda – Keila (Michelle Jenner), Cameron (Begoña Vargas), Roi (Julio Peña) e Bruce (Joel Sánchez) – per organizzare un colpo più complesso e ambiguo che danneggerebbe anche il Duca stesso, che ha fatto un torto a Berlino.

Durante la pianificazione della rapina emergono intoppi e rallentamenti, nonché nuovi sconvolgimenti emotivi: Berlino si avvicina a Candela (Inma Cuesta), una ladra dal carattere focoso, mentre Damián deve gestire le attenzioni della Duchessa di Malaga. Non solo: anche all’interno della banda si agitano conflitti sentimentali di ogni genere, tra coppie scoppiate e desideri intensi ma confusi. Il colpo si complica e la posta in gioco aumenta considerevolmente: i nostri saranno riusciti a raggiungere il loro obiettivo?

Mentre i personaggi lavorano la colpo si lasciano trasportare da emozioni travolgenti.

A regola d’arte

La regia di questa nuova miniserie rispecchia perfettamente le premesse da cui era partita: le riprese sono alternate ma prevalentemente lente, perché nonostante la trama racchiuda al suo interno dei momenti di tensione e di azione l’andamento della serie TV è piuttosto lento, cadenzato e felpato, come un gatto in marcia su un tetto spiovente. La fotografia mette in evidenza i toni caldi e colorati della scenografia naturale e meravigliosa che è Siviglia, ammaliando lo spettatore e trasportandolo in un’atmosfera giocosa e accaldata.

La sceneggiatura fonde molto bene il mistero e la tensione del colpo pianificato dai nostri personaggi con i loro conflitti interiori e ed esteriori: questa serie mette al centro, proprio accanto al colpo da mettere in atto, tutta la turbolenza racchiusa nei sentimenti, sorretta da un cast che ritorna in grande forma, seppure con qualche cambiamento e ovviamente qualche nuova aggiunta. Dovere e piacere, dunque, si intrecciano in un tango pericoloso, ma secondo chi scrive la resa è ottima e strappa più di qualche risata.

Questa miniserie ha meno momenti d’azione in favore di introspezione e corteggiamento lento.

Intrecci d’amore

Come abbiamo detto sopra Berlino e la dama con l’ermellino ha al centro 2 temi principali: l’amore e il desiderio. Per quanto riguarda il primo, la sceneggiatura ci racconta un amore che può assumere molte forme. Ovviamente in primo piano è declinato nel rapporto tra i vari personaggi, che avevamo lasciato alla fine della prima stagione di Berlino innamorati e felici. Nei nuovi episodi la trama esplora l’evoluzione naturale dei rapporti tra queste persone, mettendone in luce tutte le possibilità e tutti i limiti, e andando ad esplorare nuove sfumature del sentimento più nebuloso e presente nella storia – e nelle storie, come quella raccontata qui.

È però evidente quanto l’amore venga declinato anche in un’altra luce, quella che viene riassunta con la descrizione della sindrome di Stendhal, ovvero l’amore più totalizzante e assoluto per l’arte, provato sia da Berlino in persona che dal Duca. Emerge qui una sorta di contraddizione apparente in quanto Berlino si commuove di fronte ai quadri che vorrebbe tanto rubare ma non, appunto, per cupidigia o un rendiconto monetario: le lacrime e la passione sono vere e sono tutte rivolte alla bellezza e al piacere totalizzante che l’uomo prova nei confronti dell’arte e di ciò che essa rappresenta, sia per lui che a un livello più universale.

L’amore e il desiderio sono i temi portanti di Berlino e la dama con l’ermellino.

Bramando l’estasi

Esplorare l’amore per l’arte in questo modo – quasi declinato a un mecenatismo tra ladri – ci porta poi a parlare della sua declinazione più terrena e materialista, ovvero il desiderio. Se, infatti, da un lato possiamo sempre andare ad attingere alla focosità del carattere di personaggi come Candela o alla confusione di Keila, il vero desiderio è forse più freddo e calcolatore, e ha a che fare con la sicurezza e la bramosia di uomini ricchi per il possesso puro e semplice di oggetti, feticci quasi, che possano colmare i loro vuoti interiori.

Emerge in questo senso un dualismo pericoloso tra ciò che si è disposti a fare per ottenere ciò che si vuole e l’abilità di tenere insieme qualcosa di molto bello che si possiede già. La serie esplora molto bene questo tema, mostrando il prezzo che si deve pagare quando l’ambizione di possedere e di ottenere ciò che si vuole oltre passa ogni limite, e questa conseguenza purtroppo dovranno affrontarla tanto Berlino quanto il Duca, ridimensionando in questo modo la positività di Berlino e iniziando a mostrare, a nostro parere, le crepe che lo porteranno a diventare l’uomo che conosceremo ne La casa di carta.

Il desiderio per le cose materiali si scontra con il loro prezzo.

Le nostre conclusioni su Berlino e la dama con l’ermellino

Berlino e la dama con l’ermellino torna nel passato del personaggio de La casa di carta aggiungendo altri importanti tasselli alla sua storia. In questa serie il pretesto di un furto memorabile scopre molti altarini: l’amore la fa da padrone, accanto ai continui sotterfugi di un uomo eclettico che lotta sempre per raggiungere i suoi obiettivi. La regia segue i personaggi da vicino, evidenziandone molto bene le particolarità e mettendoli tutti al centro, mentre la sceneggiatura si lascia andare a passi di danza lenti e cadenzati che esplorano una pista da ballo in cui l’azione si indebolisce in favore del melodramma e dell’intensità emotiva.
Voi cosa ne pensate? Avete già visto Berlino e la dama con l’ermellino? Raccontateci la vostra con un commento, qui su Kaleidoverse o sulla nostra pagina Instagram, che potete seguire per restare sempre aggiornati sulle ultime novità in campo seriale, cinematografico, videoludico e d’animazione. Prima di lasciarvi, come sempre, vi lasciamo qualche spunto di lettura: la recensione della seconda stagione di Daredevil: Rinascita, il nostro approfondimento sui classici degli anni ‘90 e la recensione dell’atteso sequel Il Diavolo Veste Prada 2. Ci leggiamo alla prossima!
I 5 pro
  • Berlino si riconferma un protagonista carismatico e magnetico, in grado di tenere in piedi la narrazione e l’attenzione dello spettatore.
  • La scenografia – la bellissima Siviglia – colpisce lo sguardo e l’immaginazione dello spettatore, trascinandolo in un vero e proprio viaggio mentale.
  • L’organizzazione del colpo è intricata, intelligente e spettacolare, lasciando gli spettatori a bocca aperta.
  • I personaggi secondari sono talmente ben scritti e rappresentati da guadagnarsi l’attenzione del pubblico al pari del protagonista.
  • L’atmosfera generale della serie è affascinante, romantica e misteriosa, contribuendo a creare l’idea di sogno in chi guarda.
I 5 contro
  • Questa volta gli elementi action sono quasi assenti, e questa mancanza potrebbe deludere una fetta di pubblico.
  • Alcuni elementi della trama risultano poco credibili e alcune trovate narrative vengono inserite promettendo colpi di scena che poi non si verificano.
  • Parte dei conflitti tra i personaggi non si risolvono adeguatamente.
  • Il ritmo della storia è prevalentemente lento, e questo cozza con l’oggetto principale della serie, ovvero il colpo.
  • Berlino è il portabandiera della serie e la sua personalità dà l’impronta alla narrazione: questo potrebbe dare fastidio a chi non apprezza particolarmente il personaggio

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Scrivo. In pratica non so fare altro: sono goffa, timida e secondo qualcuno amo dormire a testa in giù come un vampiro (tranqui però, non sono un criptide).

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