Nel 2025 abbiamo avuto il grande ritorno di Matt Murdock nei panni del Diavolo di Hell’s Kitchen che ha riportato il personaggio nel canon del MCU. Quest’anno, invece, abbiamo avuto l’occasione di poter proseguire con la storia grazie a Daredevil: Rinascita 2 che ha portato un aumento notevole di qualità in casa Marvel. Nei prossimi paragrafi potrete leggere la nostra recensione dettagliata dell’ultima serie tv della casa delle idee.
Fin da inizio anno c’era molta curiosità per la seconda stagione con continue domande su cosa avrebbero mostrato. Possiamo dire che il primo episodio ha fissato uno standard molto alto che a retto fino alla fine, tenendo gli spettatori incollati allo schermo di settimana in settimana. Ci troviamo, forse, davanti al miglior prodotto seriale del MCU, vediamo com’è andata.
La trama di Daredevil: Rinascita 2
Nella seconda stagione, Daredevil è ricercato e dovrà fare i conti con l’ampio potere di Fisk che esercita sulla città di New York. I vigilanti sono dei fuorilegge, chi li aiuta è un fuorilegge, chi va contro il sindaco è un fuorilegge. La città è disseminata di agenti della task force che sembrano essere lì per proteggere i cittadini, ma le loro intenzioni sono tutt’altro che pacifiche. Matt cercherà aiuto da alcune vecchie conoscenze, ma lo riceverà anche da chi non si sarebbe mai aspettato.
La trama è la diretta conseguenza di quanto accaduto nella prima stagione e funziona benissimo proprio perché ci sono stati quei primi 8 episodi l’anno scorso. Ricordiamo che inizialmente era stata concepita come una serie unica da 18 episodi, ma poi è stato deciso di dividerla. Fin dal primo momento si percepisce il caos e il pericolo che regna in città, con picchi di tensione veramente elevati. La sensazione era quella che durante ogni puntata potesse accadere qualcosa di clamoroso.
Il punto zero è tracciato
Con Daredevil: Rinascita 2, hanno avuto modo di far rinascere i Marvel Studios riportando qualità e brillantezza all’interno di un prodotto. Non si vedeva da molto tempo un’uscita capace di unire tutti gli appassionati e farli dibattere costantemente sulle azioni viste. Il mercoledì è subito diventato “il giorno di Daredevil” ed era un punto di ritrovo virtuale per chiunque seguisse la serie. Il tutto è stato circondato da teorie fatte prima e dopo ogni episodio.
Crediamo che Marvel debba tenere conto di quanto fatto e di applicare questo standard a tutto il suo catalogo. Siamo ben lontani dal suo “prime”, ma siamo stati riportati lì per un attimo. La regia, la fotografia e le interpretazioni sono stati alcuni dei punti cardini di Daredevil: Rinascita 2 che hanno fatto aumentare esponenzialmente l’interesse nel pubblico. Il livello si è alzato e si vede, ci voleva tanto a fare le cose fatte bene anche in passato?
Sembra di essere tornati ai vecchi tempi della Marvel, quando ogni cosa prodotta da loro fomentava e univa le persone.
La tv che parla al lettore
Durante la visione di Daredevil: Rinascita 2, i lettori più attenti dei fumetti potranno notare diverse citazioni alla controparte cartacea. Molto spesso ci siamo ritrovati a ricreare l’iconico meme di Di Caprio che punta il dito verso la televisione. Le parti più eclatanti sono sicuramente quelle relative alla riproduzione di due cover iconiche di Daredevil. Abbiamo urlato più del dovuto e il vicino di casa se n’è accorto eccome.
Per quanto ci riguarda, la realizzazione di un live action non deve essere la copia 1:1 del fumetto, ma devono esserci dei richiami. Sappiamo benissimo che non tutti sono appassionati della lettura e che stanno scoprendo il mondo dei supereroi grazie ai film o alle serie tv, ma ci aspettiamo sempre dei riferimenti molto chiari e che parlino ance a quella fetta di pubblico. In questo modo, si ha comunque un prodotto di qualità, ma con dettagli che alzano l’asticella.
La perfezione non esiste
Secondo la nostra esperienza, nessuna serie tv e nessun film è perfetto al 100%, ma c’è sempre qualcosa che poteva essere realizzato meglio o addirittura di superfluo. Lo stesso discorso bisogna farlo per Daredevil: Rinascita 2, infatti, molti elementi li abbiamo trovati forzati e addirittura poco interessanti. Il primo caso riguarda la dottoressa Heather Glenn e la sua non evoluzione durante tutto l’arco narrativo. Il suo personaggio appare ogni tanto, ma non ha un vero e proprio cambiamento. Vogliono indurti a pensare a qualcosa, ma avviene molto superficialmente. Si poteva gestire nettamente meglio.
L’episodio 5 è il più debole di tutti, con una scelta narrativa che si alterna fra l’essere molto accattivante e altrettanto noioso. Hanno voluto raccontare qualcosa di diverso e ne apprezziamo le intenzioni, ma non sono riuscite benissimo. In più, Buck viene inserito forzatamente e abbastanza casualmente sperando di dargli un po’ di background senza riuscirci effettivamente.
Fra presente e passato
Vincent D’Onofrio ha dimostrato ancora una volta di essere perfetto per il ruolo di Wilson Fisk. Il suo modo di interpretare il personaggio è stato così magistrale da essere magnetico per chiunque lo stesse guardando. Anche Charlie Cox ha rispettato ampiamente le aspettative confermando il suo essere un tutt’uno con Matt. Il dualismo Fisk-Daredevil è stato molto presente anche qui e i due sono stati i protagonisti di alcune delle scene più belle di tutti e 8 gli episodi. La loro presenza spaccava così tanto lo schermo che neanche il frutto Gura Gura riuscirebbe a riprodurre quell’effetto.
A loro va aggiunta una vecchia conoscenza come Jessica Jones, a cui però sono stati destinati troppi pochi minuti. Qualcosa ci dice che è servita solo come introduzione per la terza stagione. Chi invece meriterebbe uno Special Presentation è assolutamente Bullseye che dimostra di avere un’aura leggendaria attorno a lui. A tratti ha letteralmente trainato la serie, ponendosi quasi come l’unico motivo per continuare a guardarla.
Il nemico del mio nemico è mio amico.
Le nostre conclusioni su Daredevil: Rinascita 2
Daredevil: Rinascita 2 è una serie quasi perfetta che regala agli spettatori una degna continuazione di quanto visto l’anno prima. Oltre a ciò, si aprono le teorie per il futuro del personaggio: dopo l’incredibile finale sembra quasi scontata la presenza di Daredevil all’interno del prossimo Spider-Man. In più, non finisce qui il mercoledì Marvel, in quanto a breve uscirà The Punisher: One Last Kill che potrebbe fare da collante con il film. In generale, togliendo i piccoli difetti citati prima e qualche errore di CGI fin troppo evidente, è promossa a pieni voti.
Dopo un finale di stagione del genere vogliamo assolutamente sapere le vostre opinioni e quindi vi invitiamo a commentare direttamente qui oppure sulla nostra pagina Instagram. Vi ricordiamo che su Kaleidoverse troverete numerosi articoli su cinema, serie tv, anime e tanto altro. Se non sapete da dove iniziare con le letture, vi diamo qualche consiglio: la recensione su Il Diavolo veste Prada 2, su Peaky Blinders: The Immortal Man e anche quella sull’episodio 1 di Euphoria 3. Grazie per averci letto, alla prossima!
Pro:
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Qualità della regia, fotografia e sceneggiatura aumentata rispetto alla prima
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Vincent D’Onofro è magistrale nei panni di Fisk
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Bullseye è il personaggio più riuscito di tutti
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Ottima gestione della trama percezione del pericolo sempre presente
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Citazioni ai fumetti che faranno urlare gli appassionati
Contro:
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Heather Glenn manca di evoluzione e viene inserita forzatamente
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Buck viene narrato quasi per dovere piuttosto che per volere degli sceneggiatori
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La CGI scricchiola ogni tanto
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L’episodio 5 poteva essere gestito molto meglio
