Mani in alto! Woody, Buzz, Jessie, Bullseye e tutti gli altri sono tornati in una nuova, divertente e commovente avventura. Toy Story 5 sarà presto al cinema e ancora ci stiamo chiedendo: ma era davvero necessario un nuovo capitolo? Dopo 31 anni dal primo film arriva nelle sale il quinto capitolo della saga, questa volta incentrato più su Jessie che su Woody e Buzz. In questo lungometraggio i nostri giocattoli preferiti, infatti, affrontano i dispositivi tecnologici di oggi e ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti per capire come giocare con le nuove generazioni di bambini.
Toy Story 5 è diretto dal vincitore dell’Academy Award® Andrew Stanton (WALL•E, Alla ricerca di Nemo, Alla ricerca di Dory), co-diretto da Kenna Harris (Ciao Alberto) e prodotto da Lindsey Collins (Red, WALL•E, Alla ricerca di Dory), e presenta una colonna sonora originale del vincitore dell’Academy Award® Randy Newman, che torna a comporre per il suo quinto film della serie. Inoltre, nei titoli di coda potrete ascoltare il singolo I Knew It, I Knew You della pop star Taylor Swift e prodotto da lei e Jack Antonoff (entrambi vincitori dei Grammy Awards). Toy Story 5 arriverà nei cinema italiani il 18 giugno 2026, noi l’abbiamo visto in anteprima stampa e siamo qui a dirvi le nostre impressioni.

Toy Story 5 film per bambini o critica sociale?
Le nuove tecnologie hanno invaso anche il colorato mondo di Toy Story. Se nel primo film Woody era contemporaneamente protagonista e antagonista, nel secondo il perfido Stinky Pete insieme al proprietario Al ci facevano venire i brividi, nel terzo il pessimo Lotso era tiranno e nel quarto Gabby Gabby ci inquietava, in questo nuovo capitolo Lilypad è la rivale dei nostri amati giocattoli. Lilypad però non è la proprietaria di un negozio, né un giocattolo emarginato o dimenticato. Lilypad non è altro che un tablet, oggetto ormai conosciuto e usato da bambini di qualsiasi età in tutto il mondo. Per la prima volta troviamo, quindi, un’esplicita e plateale critica alle nuove tecnologie date in mano senza controllo ai più piccoli. Certo, pensare di escludere completamente i bambini dalle tecnologie odierne è impensabile, ma il film si chiede, come tanti pedagogisti e psicologi dell’infanzia, quanto sia veramente giusto dare loro un uso senza limiti degli schermi… tutto attraverso gli occhi dei giocattoli, che si ritrovano scalzati da questi nuovi dispositivi.
Jessie, vera protagonista di questo lungometraggio compie un viaggio e affronta i suoi traumi che mai davvero l’hanno abbandonata. Trovarsi a dover combattere contro un tablet tuttavia non è facile. Come sappiamo le nuove tecnologie facilmente vincono l’attenzione dei bambini. E che possibilità ha un semplice giocattolo di plastica e stoffa contro uno schermo multifunzione? Toy Story 5 affronta il tema dell’immaginazione, sottolinea, in modo implicito, quanto il gioco sia vitale per la crescita dei bambini. Certo, è importante che le la tecnologia sia integrata nell’apprendimento infantile, ma non dovrebbe mai sovrastare il tempo del gioco libero, di immaginazione con gli amici. Vedere una critica così attuale in un lungometraggio per famiglie è sicuramente una mossa interessante, non scontata e che probabilmente sarà apprezzata più dai genitori che dai bambini.

Uno shift nel focus della storia
Per la prima volta Toy Story 5 non parla della solitudine di un giocattolo (Woody nel primo, Jessie nel secondo, Lotso nel terzo e Gabby Gabby nel quarto) ma della solitudine di un bambino, di Bonnie in questo caso. Lo spostamento di prospettiva è una novità unica per il mondo di Toy Story perché, pur vedendo Jessie al centro di questo nuovo lungometraggio, in realtà tutto ruota intorno a far stare bene la piccola umana dei nostri giochi preferiti: Bonnie. La storia perciò si concentra molto più del solito sugli esseri umani attorno ai giocattoli.
Uno dei giocattoli a un certo punto del lungometraggio accusa Lilypad di star rubando il tempo di Bonnie e di farla crescere troppo in fretta rispetto al solito. D’altronde i giochi che conosciamo tanto bene sono in giro, nel mondo di Toy Story che non è tanto lontano da quello reale, da decenni. Questo vuol dire che hanno conosciuto almeno due se non tre generazioni di bambini. Questo non gli impedisce ma anzi gli concede di notare quanto i piccoli umani crescano in modo diverso nel tempo. Non resta che chiedersi quindi cosa farsene di questo shift, di questa critica su come gestiamo il mondo noi adulti. Perché una critica è funzionale solo quando porta a nuove azioni e a cambiamenti. Chissà che non ci volesse proprio la Pixar con Woody, Buzz e tutti gli altri per farci aprire gli occhi. Questo è, infatti, il modo migliore per utilizzare i media, veicolare informazioni e insegnamenti nella tela, in questo caso, di un film d’animazione.

Le nostre conclusioni su Toy Story 5
Toy Story 5 era necessario, quindi? No, come non lo era Toy Story 4. Come ha sottolineato la produttrice Lindsay Collins durante la conferenza stampa tenutasi dopo la proiezione del nuovo film, i personaggi di Toy Story non invecchieranno mai all’anagrafe, quindi il team alla Pixar si ritrova davanti a infinite possibilità di storie. Questo permette a Disney-Pixar di creare nuove trame e concentrarsi su quelle che più piacciono e che più vale la pena raccontare. Difatti, secondo Collins e Pete Docter, diverse sinossi sono state cominciate e abbandonate per eventuali altri sequel di Toy Story, perché considerate poco convincenti.
Toy Story 5 è invece stato creato e prodotto e sì, vi commuoverà, vi farà ridere, ma rimane il fatto che in qualche modo sembra una versione sbiadita della storia, un sequel carino, ma dimenticabile da un certo punto di vista. Siamo ben lontani, insomma, dall’inceneritore del terzo lungometraggio, dalla mirabolante scena dell’aeroporto nel secondo capitolo e dalla rivolta dei giocattoli contro Sid nel primissimo film. Toy Story 5 c’è, è carino, apprezzabile a livello educativo e sociale, ma forse troppo prevedibile a livello di trama. Sicuramente però vorrete rivedere i primi tre capitoli subito dopo. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie dal mondo del cinema, degli anime, dei videogiochi e molto altro, unitevi al nostro canale Telegram e continuate a seguirci sul sito Kaleidoverse.
Pro:
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L’effetto nostalgia è sicuramente un punto a favore
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La critica sociale è uno dei punti centrali
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La riflessione sull’educazione infantile odierna lo rende di grande attualità
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Si ride e si piange
Contro:
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Non aggiunge molto di nuovo
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Sottotono rispetto ai primi 3
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Manca un po’ quel cuore tipico di Toy Story
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Ti fa riguardare i primi tre capitoli ma forse non ti fa venire voglia di rivedere quarto e quinto
