La recensione di oggi sarà basata su un film che porta il nome dell’omonimo libro da cui è tratto di Gaja Cenciarelli, Domani interrogo. Tratto da una storia vera, il film ha debuttato nelle sale italiane il 19 febbraio 2026 e ora è possibile vederlo in streaming su Disney+. La regia porta la firma di Umberto Carteni, già noto per Mica è colpa mia o L’isola di Pietro 3. Come vedremo più avanti nella recensione di Domani interrogo, i temi trattati non sono facili da affrontare.
Nel ruolo centrale, quello più difficile da interpretare, troviamo Anna Ferzetti che non è nuova tra le pagine di Disney+. Ha infatti fatto parte del cast di Avetrana – Qui non è Hollywood nel ruolo della giornalista Daniela. Anche gli alunni hanno volti noti come Zoe Massenti (Sofia) o Fabio Bizzarro (Francesco) per nominarne un paio. L’opera dura circa un’ora e mezza, fin troppo poco se contiamo la delicatezza degli argomenti esposti. Pronti a leggere la recensione di Domani interrogo?
La trama di Domani interrogo
Quanto può incidere, nella vita di un alunno, la presenza di un professore o di una professoressa sul tuo futuro? Gli allievi di una quinta liceo nel quartiere di Rebibbia non si sono mai posti questa domanda fino all’arrivo della nuova insegnante d’inglese. La professoressa si trova davanti una classe al cui interno incontra persone coinvolte nella microcriminalità, persone con problemi familiari o incapaci di gestire le emozioni adolescenziali. Chiunque avrebbe mollato se le premesse erano queste.
Chiunque ma non la nostra professoressa interpretata da Anna Ferzetti la quale, tirate su le maniche, ha preso in mano la situazione e le vite dei suoi studenti. L’esame più difficile non sarà quello di maturità, che attende alle porte, ma quello della vita da adulti che troveranno fuori dalle mura scolastiche. La prof lo sa bene, conosce bene il mondo esterno e vuole preperare i ragazzi al meglio delle loro possibilità. Sarà riuscita a cambiare il destino anche di uno solo di loro?
L’attualità di Domani interrogo
Come abbiamo accennato precedentemente, il film ruota attorno a temi sociali non proprio facili da gestire. Stiamo parlando di ragazzi che spacciano, altri a cui piace correre in macchina ma anche le semplici emozioni adolescenziali mal gestite. Tutto questo in un film poteva diventare un calderone senza né capo né coda eppure non è stato così. Ognuno di questi trova il giusto spazio, grazie anche all’aiuto del personaggio legato a quella sfaccettatura della vita.
A dirigere l’orchestra, come Beatrice Venezi, ma di Rebibbia, c’è la professoressa che prende per mano ognuno dei suoi alunni. Non si fa intimorire dalle minacce che riceve dopo aver toccato l’argomento delle droghe, non abbassa mai la testa e anzi la alza sempre più. Gli studenti cercano di far capire che loro sono quello, non hanno alternative al concorso in microcrimini eppure lei non ci vuole credere. Se c’è da lottare, la prof sarà non al loro fianco ma combatterà per loro.
La prof che legge i suoi alunni
Per poter aiutare ognuno di loro, Anna deve essere in grado di cogliere i tratti distintivi di ogni studente per poterli comprendere. Buona parte del film è incentrata proprio su questo aspetto, la capacità di apprendere dal loro modo di fare come potergli dare una mano. Hai problemi perché spacci? Posso tirarti fuori se ti do un’alternativa a quella vita. Anna Ferzetti ha il ruolo più difficile eppure riesce a trasmettere quel senso di benevolenza che serve al genere umano.
Umberto Carteni dirige e tiene le fila di quest’opera per cui era facile cadere nella banalità o nell’eccessiva pesantezza. Il perfetto equilibrio e ritmo dato al lungometraggio rende piacevole la visione, paragonabile a quando leggi un bel libro da cui ti fai trasportare spensieratamente. Quando meno te lo aspetti arriva il colpo di scena e in questo caso è un pugno nello stomaco per tutti, alunni e professoressa. Sarà forse la mancata ammissione alla maturità?
La droga è la facilità nel reperirla
La droga è l’argomento più pesante trattato in Domani interrogo, di cui state leggendo la nostra recensione. Dal film si evince con quanta facilità è possibile reperirla, farne uso o anche solo entrare nel giro per poter fare soldi facili. Una piaga, quella della droga, difficile da estirpare ma abbastanza facile da evitare se si hanno delle alternative. Dove non trovi altre strade percorribili o vedi solo quella, serve qualcuno che possa trascinarti fuori con la forza.
Sappiamo bene che a parlare siamo tutti bravi, la facciamo facile perché non viviamo queste situazioni in prima persona e avete ragione a pensarlo. Domani interrogo però ti sbatte in faccia la realtà mettendo nero su bianco senza possibilità di pensarla diversamente. Inseriamoci anche le difficoltà che le generazioni attuali stanno vivendo, come l’incertezza sul proprio futuro, ed ecco che il quadro diventa come lo ying o lo yang. Lo spettatore si trova davanti quindi a una denuncia sociale bella e cruda, senza il velo di Maya.
La genitorialità assente
Volendo collegarci ai paragrafi precedenti, una grossa mancanza che si sente è quella dei genitori. A dirla tutta non è una mancanza perché, ad un certo punto, vedremo la mamma di uno degli alunni eppure non nel ruolo del genitore. Ed ecco che in Domani interrogo si invertono i ruoli, in cui sono i ragazzi a fare da genitori a chi invece dovrebbe farlo. Una circostanza complicata da immaginare tuttavia non impossibile da credere.
Le baby gang sono una realtà assodata, spesso sottovalutata anzi volutamente trascurata. E spesso la colpa la si dà ai genitori, è davvero così? La risposta è dipende, il contesto può fare molto ma anche come vieni cresciuto. Difficilmente un ragazzo seguito, non in maniera assillante, punterà a diventare un delinquente bensì cercando il proprio ruolo nella società. Può succedere lo stesso, le probabilità non sono nulle ma può di certo allontanarli dalla cattiva strada.
Le nostre conclusioni su Domani interrogo
Abbiamo lasciato fuori gli spoiler nella recensione di Domani interrogo così non potete lamentarvi. Il lungometraggio è una piacevole scoperta, un piccolo viaggio nel quartiere di Rebibbia tra le mura di un liceo. La professoressa copre un ruolo fondamentale per la trama rimanendo comunque al di sotto dei suoi alunni, per farli splendere. L’intero film attraversa momenti statici a momenti di pura agitazione, contrappesandosi perfettamente.
Voi cosa ne pensate di Domani interrogo? Fatecelo sapere nei commenti sotto il nostro articolo attraverso il sito di Kaleidoverse. Siete curiosi di sapere cosa ne pensiamo di Toy Story 5? Abbiamo avuto l’occasione di vederlo in anteprima, fateci sapere cosa ne pensate. Per poter rimanere aggiornati sulle nostre pubblicazioni, seguiteci sulla nostra pagina Instagram. Noi come sempre vi ringraziamo e vi aspettiamo alla prossima recensione!
Pro
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Gli argomenti trattati vengono sviscerati senza appesantire la visione allo spettatore e donandogli il giusto tono e i giusti tempi;
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Anna Ferzetti e tutto il cast di giovani ragazzi hanno fatto un lavoro eccezionale per dare vita ai personaggi interpretati;
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L’atmosfera che si respira è proprio quella tipica di una scuola superiore con tutti i tipi di alunni che si possono incontrare;
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Gli alti e bassi del ritmo creano un ritmo equilibrato nella narrazione che sarebbe potuta risultare banale e già vista con i temi trattati all’interno del film.
Contro
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Nonostante sia un punto a favore la circoscrizione della narrazione all’interno delle mura scolastiche, le scene fuori da esse risultano un po’ fini a sé stesse confinando gli spunti di riflessione sui temi trattati al solo contesto scolastico;
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I consigli di classe potevano essere sfruttati meglio e non solo come scene di intermezzo in cui la prof difende i propri alunni dalle grinfie degli insegnanti più severi;
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La mancanza di figure adulte è una scelta audace, l’insegnante si fa carico di rappresentarli come categoria ma a volte soffre questo ruolo;
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Lo spazio scolastico diventa il teatro di un cambiamento per gli studenti e la professoressa lasciando però incompleti alcuni sviluppi dei personaggi.