Il remake live action di Oceania sta per approdare al cinema, in quest’estate calda e afosa. Una ventata d’aria fresca dopo diversi anni di lungometraggi Disney sotto tono? Non esattamente. The Rock torna nei panni di Maui, questa volta indossando letteralmente i tatuaggi e i capelli del semidio, e forse è ciò di più positivo che c’è in questa pellicola. Tuttavia, non aspettatevi di scoprire qualche cosa di più sui vostri personaggi preferiti, piuttosto aspettatevi un remake scena per scena e inquadratura per inquadratura del film animato candidato agli Oscar del 2016.
Vaiana (Catherine Laga aia) risponde al richiamo dell’oceano e, per la prima volta, viaggia oltre la barriera corallina dell’isola di Motunui con il famigerato semidio Maui (Dwayne Johnson) in un viaggio indimenticabile per riportare la prosperità al suo popolo. Il film è diretto dal vincitore di Emmy® e Tony Award® Thomas Kail (Hamilton). Oceania arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 19 agosto 2026.
Un remake shot-by-shot… era necessario?
Difficile parlare di necessario o non necessario coi remake live action. Oceania cavalca l’onda o, in qualche modo, tenta una risposta al grande successo del live action di Dragon Trainer di Dreamworks uscito lo scorso anno. In che modo? Ricalcando scena per scena, inquadratura per inquadratura, battuta per battuta e canzone per canzone il suo predecessore animato. A chi è piaciuta la modalità Dreamworks piacerà anche questo film. Invece a chi, come a chi scrive, non è interessato a vedere un prodotto con attori in carne ed ossa quando la controparte animata è senza dubbio superiore, non piacerà affatto.
La verità è che a Oceania come a Dragon Trainer manca completamente un’anima, poiché entrambi questi remake vivono grazie a ciò che venne prima di loro. Potremmo discutere sul fatto che tutti i remake vivono della legacy datagli dall’animazione venuta decenni prima di loro, vero. Ma un conto è sapere qualche cosa in più sulla Bestia, sul principe di Cenerentola. Un conto è avere un cattivo diverso dall’originale come può essere successo con Jafar in Aladdin, antagonista diverso, non migliore, ma differente dall’originale. Un conto è vedere un take totalmente diverso ma autoriale di una storia, come può essere stato l’iconico Alice in Wonderland di Tim Burton. Un altro è invece doversi sorbire lo stesso identico film con le stesse battute, le stesse canzoni e le stesse inquadrature semplicemente con umani invece che con disegni. Chissà forse funzionerà per una parte del pubblico, ma la verità è che l’audience sta cominciando a sentirsi preso in giro. Se ho già visto questo film, sono già andata al cinema nel 2016 e l’ho già visto su Disney+ o in home video decine di volte, perché dovrei guardarlo nuovamente in sala?
Oceania, un live action… animato
Sono ormai più di 10 anni che Disney ci porta al cinema coi suoi live action non esattamente live action. La verità è che nessun film senza animazione può dare vita a quegli elementi magici che invece i disegni animati portano sullo schermo. Da Tim Burton in poi perciò la CGI è diventata necessaria in questi live action per restituire al pubblico quei personaggi impossibili da creare nella realtà in qualche modo. Così hanno preso vita gli animali di Cenerentola, gli oggetti del castello de La Bella e la Bestia, il tappeto di Aladdin e, infine, in Oceania l’oceano stesso. E fin qui tutto a posto. Se però già nel 2017 si vedeva la povertà di certe sequenze come “Stia con noi” rispetto all’animazione, coronato poi nel 2019 e nel 2024 dai due live action sul Re leone, più somiglianti a National Geographic che ad altro, in questo Oceania l’ironia tocca vette incredibili.
Per rendere colorata e accattivante la sequenza magica di “Tranquilla” (in originale “You’re Welcome”) di Maui Disney utilizza niente meno che… l’animazione. Ed è questo il vero succo di tutto questo filone dei remake live action. La CGI, la realtà non possono arrivare ai picchi animati. Non riescono e non riusciranno mai. La sequenza Dreamworks di Dragon Trainer in cui Hiccup e Astrid volano su Sdentato ha una poesia incredibile e il live action non ci si è nemmeno avvicinato. Allo stesso modo il remake live action di Oceania non tocca le stesse corde dell’animazione. Fa sorridere, The Rock coi ricci è buffo, qualche lacrimuccia scende, ma il lungometraggio ti lascia come se mancasse qualcosa. E la verità è che manca l’animazione, manca il cuore, manca l’anima.
Le nostre conclusioni sul remake live action Oceania
Insomma il remake di Oceania non ci regala nulla di nuovo, cavalca l’onda del trand cinematografico degli ultimi anni. Il film è pigramente sé stesso, senza tentare niente di diverso da ciò che già c’era. A confronto La Bella e la Bestia del 2017 sembra un film totalmente originale. Unico pro di questo lungometraggio? Finalmente ascoltiamo un doppiaggio svolto quasi al 100% da professionisti e la differenza è evidente, in positivo.
C’è bisogno di questi remake? Disney si renderà conto che preferiremmo vedere film animati belli e nuovi invece di rivedere le stesse storie con persone reali quando l’animazione andava già bene com’era? Disney lo sa che le uniche eccezioni che faremmo come audience sarebbero su Il Pianeta del Tesoro e Atlantis in quanto sono lungometraggi che non hanno avuto il seguito che si meritavano? Evidentemente le alte sfere della casa del topo non lo sanno, poiché in produzione, in questo esatto momento, c’è il remake di Rapunzel. Sipario. Se volete rimanere aggiornati sulle notizie dal mondo del cinema, degli anime, dei videogiochi e molto altro, unitevi al nostro canale Telegram e continuate a seguirci sul sito Kaleidoverse.
Pro:
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The Rock e Catherine Laga’aia sono ottimi interpreti
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Il film è un ottimo modo per ripassare le canzoni che già sapevate
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La sequenza della canzone “Tranquilla” è visivamente interessante
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Il doppiaggio italiano finalmente privo di talent non del mestiere
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Simone D’Andrea che doppia Tamatoa
Contro:
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Questo è un film che avevamo già visto 10 anni fa
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Il live action non aggiunge niente alla storia originale
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Non solo non aggiunge nulla, ma perde moltissimo ciò che invece l’animazione dava: magia, colori e sequenze mozzafiato
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Le canzoni sono identiche e non c’è stata nessun’aggiunta come successo per altri remake Disney
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Non solo le canzoni ma anche i dialoghi sono identici quasi parola per parola… tanto vale guardarsi la controparte animata.


