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Home»Approfondimenti»Inside a Mind: la logica umana di The Circle
Approfondimenti

Inside a Mind: la logica umana di The Circle

Alessia CappelloBy Alessia Cappello29 Gennaio 2022Updated:1 Aprile 2022Nessun commento6 Mins Read
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The Circle
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Bentornati fan di Kaleidoverse, dopo una lunga, molto lunga pausa natalizia, nella rubrica psicologica Inside a Mind, dove tentiamo di proporvi dei film non solo belli da vedere, ma anche interessanti da un punto di vista psicologico. Oggi vogliamo parlarvi di una pellicola forse un po’ “sfortunata”, in quanto, nonostante sia facilmente trovabile su Netflix, non è stata tradotta in italiano. Non preoccupatevi però: nonostante The Circle sia in inglese, è più che comprensibile e man mano che andrete avanti vi terrà incollati allo schermo per la curiosità. È un film di genere thriller, analizzabile a più livelli e a cui potrete dare più di un’interpretazione, anche per questo è consigliabile vederlo con qualcuno, perché una discussione finale è a dir poco obbligatoria.

The Circle si apre subito immergendoci nell’azione: un gruppo di persone, 50, di diversa etnia, genere, orientamento sessuale, religione e quant’altro, si risvegliano in un misterioso luogo. Sono tutti in piedi in delle piccole piattaforme circolari e tra di loro formano un cerchio, al cui centro si trova una cupola nero. Non ci vuole molto perché essi capiscano che ogni due minuti uno dei personaggi morirà, ucciso da dei particolari raggi emessi proprio dalla cupola centrale. In base a cosa si decide chi muore? Niente di più semplice: ogni persona è in grado di votarne un’altra e colui che ottiene più voti, allo scadere del tempo, muore. The Circle non è un film che si pone il problema del realismo e non vuole rispondere a delle domande ovvie per lo spettatore – come hanno fatto quelle persone a trovarsi lì? Com’è possibile che si sveglino in piedi e non sdraiati? Come funziona la votazione… – ma ciò non interessa neppure a noi. La domanda cruciale è un’altra: qualcuno sopravvivrà?

The Circle

Un gruppo variegato

La pellicola di Netflix può senza alcun dubbio rientrare nella categoria “psicologia”, ciò perché tutto quello che vedremo sarà un insieme di persone che parlano e che, in base a dei discorsi della durata di neppure cinque minuti, giudicheranno gli altri e condanneranno a morte qualcuno. Le personalità sono davvero variegate, quindi ci sarà il “leader”, ovvero colui che tenterà di portare tutti dalla sua parte, i martiri, che si sacrificheranno per concedere agli altri qualche minuto in più, gli “egoisti”, disposti a mentire e diffamare perfetti sconosciuti per eliminarli… e, dulcis in fundo, due donne di rilievo: una incinta e una bambina.

Queste ultime due sono particolarmente importanti perché il gruppo si dividerà in fazioni: coloro che vorrebbero salvarle, e coloro che sono consapevoli che la loro salvezza implica la propria morte. Voi seguireste l’etica? È presente una grande immedesimazione verso tutti. Nessuno vorrebbe vedere due persone così “fragili” morire, ma qualcuno è invece disposto a fare la stessa fine? Analizzeremo persone con e senza famiglia, qualcuno ha più diritto a vivere dell’altro? Buoni e cattivi, contribuenti e non, studenti e lavoratori. Chi ha il diritto di giudicare? È interessante constatare che di tutte queste personalità noi non sappiamo quasi nulla, saranno solo un paio di personaggi a rivelare il proprio nome, mentre gli altri verranno ricordati a causa di qualche caratteristica “di rilievo”: l’uomo senza braccio, il militare, la donna sopravvissuta al cancro e così via.

The Circle

The Circle ci fa immedesimare, non sempre con piacere

Ci tengo ad approfondire molto l’aspetto dell’immedesimazione. Per quanto possa sembrare un contesto molto crudo e, indubbiamente, nessuno si troverà mai in una situazione del genere, se proviamo a calarci nei panni dei personaggi è inevitabile una lotta interna. Nessuno si sente una cattiva persona e nessuno potrebbe mai desiderare la morte di un altro, soprattutto non conoscendolo, ma se ascoltiamo i discorsi dei vari personaggi ci ritroveremo a ragionare non solo con i “buoni”, ma anche con i “cattivi”. Un uomo in particolare, leggermente anziano, farà il possibile per convincere gli altri a far morire la bambina e la donna gravida, sostenendo come esse siano le persone che più ci suscitano pena e quindi vadano eliminate subito, per aumentare le possibilità di sopravvivere di tutti gli altri. Crudele? Molto. Ha ragione? Assolutamente sì.

Incredibilmente, ci immedesimiamo non nei personaggi, ma nei ragionamenti che fanno. Come già detto, non sapremo i loro nomi, se hanno una famiglia, il loro lavoro… salvo in pochi casi; di conseguenza li sentiremo solo ragionare sul perché sarebbe giusto eliminare qualcun altro e perché quel certo individuo dovrebbe sopravvivere. Non arriviamo alla fine facendo il tifo per qualcuno, non abbiamo il tempo di affezionarci, ma seguiremo i ragionamenti e i valori di tutti, apprezzando di più o di meno gli individui in base ai nostri ideali. L’uomo che picchiava la fidanzata è stato eliminato quasi subito, ed è difficile non pensare “dovendo scegliere, anche io avrei scelto lui”.

The Circle

Un brutto finale non rovina il film

L’unica nota dolente del film sta nel finale. Gli ultimi centoventi secondi a mio avviso avrebbero dovuto essere tagliati perché cercano di dare un briciolo di spiegazione a ciò che è successo, ma The Circle è una pellicola che attira senza il bisogno di avere delle spiegazioni: esse servirebbero solo a coprire delle domande ovvie e che tutti ci poniamo, ma l’avere o no una risposta non influenza minimamente lo sviluppo della trama o la nostra curiosità. Ciò che vogliamo sapere, man mano che i personaggi verranno eliminati, è chi rimarrà alla fine dei giri. Da questo punto di vista credo che la pellicola abbia fatto un lavoro più che eccellente, con un finale inaspettato e, ancora una volta, che ci induce a riflettere sulla natura umana, e se si fossero interrotti lì invece di aggiungere quegli ultimi due minuti la pellicola ne avrebbe guadagnato molto.

Nonostante questo finale, nel caso fosse ancora poco chiaro, The Circle è una pellicola assolutamente consigliata se siete fan del genere thriller psicologico. Non è avvincente, non c’è azione e, peggio ancora, non è neppure disponibile in italiano, ma trascina dall’inizio alla fine e superati i primi minuti la curiosità verso ciò che succederà a tutti vi dominerà. Sperando di avervi incuriositi, potete recuperare la pellicola su Netflix, e vi invitiamo a rimanere sempre aggiornati per news e curiosità sul mondo cinematografico unendovi al nostro canale Telegram e seguendoci sul sito Kaleidoverse.

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