Gran parte del popolo di Netflix aspettava con trepidazione il ritorno nel mondo di Bridgerton e finalmente l’attesa è finita. La quarta stagione ha infatti debuttato il 29 gennaio sulla piattaforma rossonera, che ha rilasciato i primi 4 episodi, mentre il resto arriverà a concludere la storia di Benedict Bridgerton il 26 febbraio. Noi di Kaleidoverse, però, non potevamo di certo attendere un mese prima di parlarvi delle nuove vicende che vedono loro centro la famosa famiglia creata da Julia Queen, quindi ecco per voi la recensione – priva di spoiler, come sempre, dell’inizio di Bridgerton 4.
Alla regia di Bridgerton 4 abbiamo Tom Verica (Zodiac) e Jaffar Mahmood (The Great), mentre alla sceneggiatura Jess Brownell (Inventing Anna), Lauren Gamble (Le regole del delitto perfetto), Azia Squire (The First Lady), Eli Wilson Pelton (With Love), Cathy Lew (My Lady Jane) e Elizabeth Reichelt (Physical). Nel cast immenso spiccano Luke Thompson (Dunkirk), Yerin Ha (Dune: Prophecy), Nicola Coughlan (Derry Girls), Ruth Gemmell (Febbre a 90°), Adjoa Andoh (Invictus – L’invincibile), Golda Rosheuvel (Lady Macbeth), Hannah Dodd (Enola Holmes 2) e Katie Leung (Harry Potter e l’Ordine della fenice).
La trama di Bridgerton 4 finora
Avevamo lasciato i Bridgerton in una situazione piuttosto tranquilla: Francesca (Hannah Dodd) si è sposata ed è partita alla volta della Scozia con la sorella e il marito mentre Anthony (Jonathan Bailey) e la sua consorte Kate (Simone Ashley) sono partiti alla volta dell’India. Con la casa vuota le attenzioni vergono tutte su Benedict (Luke Thompson), il secondogenito nonché il più libertino dei figli Bridgerton, che non ha alcuna intenzione di prendere moglie… almeno finché a un ballo mascherato non incontra una ragazza misteriosa, che inizierà a cercare, mentre lei, che si chiama Sophie (Yerin Ha), ha una vita tutt’altro che agiata e tranquilla.
Mentre Benedict rastrella in lungo in largo Mayfair alla ricerca della giovane mascherata Francesca, il marito John (Victor Alli) ed Eloise (Claudia Jessie) tornano in città. Francesca continua ad adattarsi alla vita matrimoniale, mentre Eloise decide di non volersi sposare. Penelope, adesso allo scoperto in quanto Lady Whistledown, deve fare i conti con le attenzioni della Regina (Golda Rosheuvel), che non vuole rinunciare ad Agatha (Adjoa Andoh), mentre Violet (Ruth Gemmell) riscopre un lato di sé che aveva ormai sepolto.
Il protagonista di questa stagione è l’inafferrabile Benedict, che si ritrova a rincorrere l’amore.
Su e giù le maschere
Dal punto di vista registico, Bridgerton 4 non si discosta molto dalle 3 stagioni precedenti, anche se abbiamo notato con gioia un cambio di prospettiva quando ad essere al centro della scena sono i domestici, una focalizzazione che ci ha ricordato molto Downton Abbey e che troviamo molto funzionale rispetto alla trama. Per il resto non abbiamo molto da dire perché la scelta stilistica è sempre la stessa e risulta vincente sia dal punto di vista scenografico che dal punto di vista musicale.
Per quanto riguarda il cast ritroviamo per la maggior parte gli attori che abbiamo imparato a conoscere nel corso delle prime 3 stagioni, con qualche aggiunta e qualche approfondimento. Se infatti l’interesse amoroso di Benedict è una new entry nel cast, insieme alla sua famiglia, di sicuro non lo sono gli attori che interpretano i domestici e che ricevono però un approfondimento tutto loro e hanno modo di brillare sullo schermo come non mai.
L’importanza dell’istinto
Nonostante la serie non sia ancora completa, possiamo già individuare quelli che sono i temi fondanti della quarta stagione di Bridgerton. L’amore che spinge Benedict nella sua ricerca è da un lato un amore illusorio che non ha all’apparenza delle solide basi nel mondo reale – come un certo personaggio non fa che ripetergli. Dall’altro lato, però, non possiamo non pensare al fatto che questa stagione verta molto sul cercare di liberarsi dai vincoli della società e delle sue regole in vista di un vissuto più libero e privo di legami.
Questo è ovvio sia guardando Benedict, che incarna questa voglia di librarsi in volo e di essere libero, ma lo vediamo anche in altri personaggi come Sophie, che sogna una vita che le stata tolta improvvisamente, Violet, che esita nel vivere liberamente la sua vita da vedova e Francesca, anche se secondo noi per quanto riguarda il suo personaggio dovremo attendere la seconda parte di questa stagione per vedere come si evolverà effettivamente la sua linea narrativa.
Il tema centrale di questa stagione sembra essere la ricerca della libertà e di sé stessi.
Disordini ai piani inferiori
Bridgerton non ha mai fatto mistero di essere una serie TV che prende un contesto realmente esistito e lo riscrive rendendolo più ampio e inclusivo. Se nelle stagioni precedenti abbiamo avuto l’impressione che il focus fosse su temi di ordine razziale e sociale, ovvero sull’accettazione nell’alta società britannica di persone di etnie diverse, abbiamo notato in questa quarta stagione come il punto di vista si sia spostato su disordini sociali che però non guardano al colore della pelle, ma la discordanza tra ceti diversi e sull’importanza dell’uguaglianza e del rispetto tra questi diversi livelli sociali.
Ci riferiamo a quella che è stata ribattezzato nella stagione come la “guerra dei domestici“, un evento che sicuramente pone l’accento su tutta una parte di personaggi che non sono mai stati davvero considerati, forse anche a ragione del fatto che l’interesse amoroso di Benedict appartiene a quella fascia sociale, e fa riflettere perché a differenza di serie TV come Downton Abbey, in cui effettivamente la maggior parte dei personaggi non si ribella e accetta di buon grado la propria situazione essendo anche grati ai signori Crowley per le loro opportunità, è vero che in Bridgerton i caratteri sembrino molto più infiammabili.
Le nostre conclusioni (per ora) su Bridgerton 4
Ci fermiamo qui per il momento, e torneremo su questi schermi con la recensione della seconda parte della quarta stagione di Bridgerton non appena gli episodi saranno disponibili. Per il momento possiamo comunque affermare che la stagione è partita molto bene e che il tropo della storia di Cenerentola applicato all’universo di Bridgerton risulta un’ottima scelta perché fa sognare gli spettatori e concentra l’attenzione sui sentimenti e sugli eventi piuttosto che sulla scene piccanti.
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I pro di Bridgerton 4 (finora)
La serie continua da dove è rimasta con naturalezza, senza inghippi
Il rapporto tra Benedict e Sophie cresce lentamente, non è scritto frettolosamente
Le scenografie, i costumi e la colonna sonora confermano la bellezza visiva della serie
Nella stagione sono presenti tematiche sociali importanti
L’aggiunta del personaggio di Sophie contribuisce ad aumentare un senso di rappresentazione
I contro di Bridgerton 4 (finora)
Nonostante la stagione sia migliore della precedente non riesce a superarla definitivamente
Visto il tropo la trama potrebbe risultare prevedibile
Il ritmo narrativo è leggermente altalenante e la decisione di troncare la stagione a metà potrebbe snervare gli spettatori
Alcuni atteggiamenti dei personaggi potrebbero confondere il pubblico
Al momento sembra mancare qualcosa a questa stagione, rendendo le prime due inarrivabili
