Il Natale si avvicina e quindi parte la gara a chi lancia, sulle varie piattaforme, i primi film a tema. Oltre ai classici e intramontabili, ci prova Prime Video a farci avere una nuova prospettiva su questa festa. Abbiamo avuto l’occasione di vedere in anteprima una commedia natalizia che porta il nome di Oh. What. Fun. di cui state per leggere la recensione.
Sul cast vanno dette due parole, dato che troviamo Michelle Pfeiffer come protagonista, Chloë Grace Moretz, Felicity Jones ed Eva Longoria tra i tanti. Il film avrà momenti esilaranti, ma anche parecchio riflessivi, come vedremo più avanti. Cos’ha di diverso dagli altri prodotti dello stesso genere? Scopriamolo insieme nella nostra recensione di Oh. What. Fun.
La trama di Oh. What. Fun.
La famiglia Clauster si sta radunando per festeggiare il Natale, come ogni anno, a casa di Claire (Michelle Pfeiffer) e Nick (Denis Leary). La coppia di genitori è in attesa dell’arrivo dei figli Taylor (Moretz), Channing (Jones) e Sammy (Dominis Sessa) e le loro dolci metà. Clair, fissata con il programma di Zazzy Tims (Eva Longoria), vorrebbe essere candidata come miglior mamma delle feste nel suo programma. L’iscrizione dipende dai suoi figli, le saranno stati riconoscenti a tal punto?
La competizione ferve nella nostra protagonista soprattutto nei confronti della dirimpettaia Lizzie Wang (Havana Rose Liu), nonché vittima della sua invidia. La nostra mamma Clauster vuole mantenere alta la tradizione di festeggiare il Natale tutti insieme a tutti i costi. La partecipazione a uno spettacolo natalizio, non proprio adatto ai bambini, scatenerà però una serie di vicende di cui Clair sarà protagonista. Cosa avrà subito la nostra donna di casa di tanto entusiasmante?
La mamma è sempre la mamma
Il film ruota attorno alla figura della mamma il cui lavoro viene spesso sottovalutato soprattutto sotto le feste. Il lungometraggio mette al centro non solo la mamma come figura che vuole portare avanti le tradizioni, ma anche come persona emotiva. Non a caso la pellicola inizia quando ormai il danno è fatto per poi ripercorrere i giorni scorsi, come a rileggere un diario. Mamma Clauster diventa quindi il fulcro della narrazione per svariati motivi.
Michelle Pfeiffer incarna e dona carattere a Clair, portandola a una credibilità molto apprezzabile. Lo spettatore riesce a immedesimarsi nella sua figura andando a empatizzare pienamente con lei e comprendendone le ragioni. Anche i figli riescono nello stesso intento e il carico da novanta lo regala Channing nel dialogo finale con la madre. Insomma, vengono abbracciate emozioni quali l’empatia, l’amore genitori/figli e la gelosia, ognuna da un personaggio diverso.
Le tradizioni sono ancora importanti?
Lo sappiamo che alcuni di voi non vedono l’ora siano passate queste festività fatte di abbuffate, ma soprattutto di parenti che vorreste evitare. Eppure le tradizioni sono una presenza costante nelle nostre vite, proprio come il ritrovarsi per Natale. Clair esprime questa sua voglia annualmente, volente o nolente. Nel caso in cui qualcuno non fosse d’accordo, apriti cielo! Oh. What. Fun. vuole mostrare quanto lo stare insieme ai familiari sia anche un modo di mantenere il legame con loro, nonostante abbiano una famiglia.
Voi giustamente mi direte “riunirsi serve a questo”, ma non tutti potremmo essere d’accordo. C’è chi vede questo tipo di festeggiamento come una forzatura per stare insieme a persone che non vede mai, se non durante le feste. E quindi, qual è il senso di ritrovarsi anche con i parenti: il masochismo o una vera voglia di rimanere legati? Ci saranno persone davvero contente di passare così le loro festività, ma altrettante che la pensano al contrario.
La famiglia con diverse sfaccettature
Oh. What. Fun. di cui state leggendo la recensione, ha altro da dirci, legato al concetto di famiglia. Quella rappresentata nel film non è diversa da tutte le altre anche se, al suo interno, c’è una certa diversità. Con una figlia scrittrice, un figlio che vive la vita come viene e l’altra figlia che cambia partner troppo facilmente, potremmo dire che è variegata. Questo però non è un lato negativo semmai un tratto distintivo.
La mentalità dei Clauster non viene strumentalizzata per dare un segnale importante allo spettatore, come viene spesso fatto in altre produzioni, senza fare nomi. Il film mostra una famiglia tanto fittizia, quanto vicina alla realtà, senza però cadere negli stereotipi o banalizzando questi tratti. Nel prossimo paragrafo vedremo la contrapposizione tra questo nucleo familiare e quello dei Wang-Wasserman, cercando di trovare un punto di congiunzione tra i due modelli.
Due famiglie diverse
C’è anche un dualismo familiare che si muove in sottofondo, ovvero la comparazione tra i Clauster e i Wang Wasserman. La prima, come appena detto, con varie personalità; mentre la seconda è la personificazione della perfezione, secondo il punto di vista di Clair. Non a caso, la nostra mamma nutre un certa invidia nei confronti della capostipite dei Wang-Wasserman. Sentimento che, però, la spinge a dare sempre il massimo in ogni situazione, con ogni mezzo, anche andando contro le regole.
Verso la fine della pellicola cade il muro di perfezione costruito da Lizzie per mano di qualcuno il cui nome lo dovete scoprire voi. L’apparenza è ciò che noi vogliamo mostrare agli altri e non sempre rispecchia la verità. Potremmo quasi paragonare le due famiglie alle due personalità di un individuo, una sui social e l’altra nella vita di tutti i giorni. La prima perfetta, quasi sempre, la seconda un susseguirsi di alti e bassi.
Le nostre conclusioni su Oh. What. Fun.
Nell’insieme il film è godibile sotto ogni aspetto, sa divertire ma anche far riflettere senza prevaricazione di uno lato sull’altro. Pur essendo natalizio, il comparto sonoro ha graziato lo spettatore senza eccedere in troppe canzoni tipiche. L’interpretazione dell’intero cast è un plus per tutta la produzione e merita una visione, giusto per cambiare un po’ la monotonia cinematografica di queste festività.
Sul sito di Kaleidoverse troverete la recensione del volume 1 della quinta stagione di Stranger Things, non potevamo perdercela! Se vi siete persi i nostri approfondimenti su Frieren e Hollow Knight Silksong ora non avete più scuse. Non dimenticatevi di seguirci su Instagram, se non lo avete ancora fatto. Noi come sempre vi ringraziamo e alla prossima!
Pro
Trama diversa dal solito con un punto di vista innovativo;
Capacità di farti empatizzare con la mamma;
Il cast azzeccato con un’interpretazione dei ruoli apprezzabile e credibile;
La voglia di mettere lo spettatore nei panni della mamma ma anche dei figli
Contro
Nonostante il film sia godibile e non pesante, si poteva forse limare del minutaggio;
L’iterazione con il mondo esterno avviene in pochi momenti, scelta opinabile ma anche coerente lungo tutto il film;
L’inserimento del personaggio di Doug è dura da sopportare, se siete persone facilmente irritabili potreste odiarlo;
Si poteva spiegare un po’ di più perché Clair odiasse tanto la sua dirimpettaia.
