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Home»Film/Serie TV»Stranger Things 5 Recensione: la fine di un’era
Film/Serie TV

Stranger Things 5 Recensione: la fine di un’era

Rosario AmodioBy Rosario Amodio4 Gennaio 2026Nessun commento9 Mins Read
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Stranger Things 5 Recensione
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Durante una calda giornata del luglio 2016, venne lanciata per la prima volta una serie creata da due fratelli che si ispirava agli anni ottanta e a tanti prodotti di quell’epoca. Nessuno avrebbe mai immaginato che sarebbe diventata un cult e uno dei brand più forti del pianeta. Oggi, 2026, abbiamo assistito all’ultima grande fatica con Stranger Things 5 e alla conclusione dei giochi durati quasi 10 anni. Successivamente troverete la nostra recensione in cui vi parleremo di cosa ha funzionato e cosa meno nella quinta stagione.

Un decennio porta con sé numerosi cambiamenti e quasi la maggior parte degli spettatori è cresciuta guardando le avventure di Mike, Lucas, Dustin, Will e Undici. Abbiamo assistito a numerosi colpi di scena e fatto le teorie più disparate, ma finalmente ora sappiamo com’è finita e bisogna assolutamente parlarne dettagliatamente.

Tutto ha una fine, anche Stranger Things.

La trama di Stranger Things 5

Hawkins è stata messa in quarantena dopo che le spaccature che la collegano al Sottosopra hanno diviso la cittadina. I militari sono presenti sul territorio e sono alla ricerca di Undici e dei suoi poteri per poterne fare un’arma. Vecna è ancora vivo ed è nascosto in attesa di un ultimo attacco. I protagonisti delle avventure sono pronti a porre fine a Vecna e liberare una volta per tutte Hawkins.

La trama era piuttosto intuibile sia dal trailer sia da quanto visto nella quarta. Nonostante ciò sono stati molto bravi a fare una piccola introduzione iniziale rinfrescando la memoria a tutti per poi immergersi velocemente nelle nuove vicende. La densità di contenuti si è percepita fin dall’inizio con un’elevata intensità nel raccontarla. Ogni storia viene raccontata in maniera completa fino ad un certo punto, perché poi sembra calare drasticamente con un finale molto divisivo.

Un ultimo scontro, un’ultima volta.

Una scelta che ormai è normalità

Netflix continua a portare avanti lo stesso modus operandi per le sue serie di maggior successo, la divisione di una stagione in diversi volumi. Stranger Things 5 è stato diviso in Volume 1, Volume 2 e Finale con diverse date di pubblicazione. Una modalità che fa storcere il naso a molti, ma dietro vi è una politica aziendale ben precisa: spalmando un cult come Stranger Things in più periodi vuol dire più abbonamenti e di conseguenza più introiti.

A noi non ha dato particolarmente fastidio, visto che ormai siamo abituati a questa fruizione spezzettata. La problematica più rilevante che abbiamo riscontrato è stata la netta differenza fra i diversi rilasci. Il Volume 1, quindi i primi 4 episodi, è nettamente la parte migliore con un racconto preciso e una gestione dei personaggi quasi eccellente. Nel Volume 2, invece, abbiamo notato un po’ di paura, provata dai Duffer, che si è trascinata automaticamente fino all’episodio conclusivo. Ovviamente noi abbiamo già scritto la nostra opinione a riguardo e le trovate qui per il primo e qui per il secondo.

Ormai ogni uscita Netflix ha bisogno di 5 divisioni e un trailer per ognuna di esse.

La chiusura del cerchio

Stranger Things 5 è stata ideata per chiudere tutto quello che è stato aperto in quasi un decennio di narrazione. Molte cose sono state risolte mentre altre ci hanno fatto un po’ storcere il naso. Lo diciamo chiaramente, la fine è stata molto controversa e ci ha lasciato con più domande che altro. Addirittura, nel corso delle ultime 8 puntate sono stati lanciai nuovi temi che hanno cambiato radicalmente tutto il mondo creato dai Duffer. Da un lato è stato molto interessante, ma dall’altro ci sono sorti parecchi dubbi su come avrebbero potuto portare a termine il tutto.

Nonostante alcuni difetti, non possiamo non affermare che gli ultimi 20 minuti dell’episodio 8 siano stati incredibilmente emozionanti. Non ci vergogniamo a dire che eravamo sul divano circondati da una pozza creata dalle nostre stesse lacrime per dover salutare i nostri amatissimi personaggi. Abbiamo apprezzato tanto la scelta di terminare con una scena che richiama l’inizio di tutto nel lontano 2016. Lasciare una serie che ti accompagna per così tanti anni non è mai facile.

Si provano emozioni contrastanti guardando Stranger Things 5.

I Duffer vanno sul sicuro

Dall’episodio 5 fino al finale abbiamo notato che i Duffer hanno avuto paura di osare. Hanno optato per una narrazione fin troppo facile che accontentasse tutti, ma così facendo hanno ottenuto il contrario. Non mettiamo in dubbio che in molti ameranno la conclusione, ma va detto che ci sono numerosissimi problemi. Possiamo dare una parte della colpa alla “cultura dell’hype” dei tempi moderni che crea aspettative sempre più elevate, però bisogna anche dire che i primi quattro episodi hanno fomentato chiunque e contribuito a ideare le teorie più fantasiose.

Purtroppo, anche Stranger Things è caduta nella trappola Netflix. Quando abbiamo visto il Volume 1 ci eravamo convinti che ciò non sarebbe successo, ma avevamo decisamente torto. La paura di sbagliare porta a un errore ancora più grande: la banalità. Per non parlare dei problemi di memoria dei Duffer che si dimenticano di alcuni personaggi nell’epilogo e di alcune importantissime informazioni. Non sono semplici difetti, ma veri e propri errori di sceneggiatura di base.

Purtroppo anche i Duffer hanno deciso di non voler rischiare minimamente.

Nuove stelle pronte a brillare

Nonostante i numerosi difetti della quinta stagione dobbiamo parlare di alcune interpretazioni degne di nota. Jamie Campbell Bower si è distinto fornendo un Henry strepitoso e mostrando a tutti i fan il grande lavoro svolto sul personaggio. Successivamente va elogiata anche Maya Thurman-Hawke che mette in scena una Robin eccezionale. La ragazza si fa amare particolarmente anche grazie a una scrittura che sembra essere tornata quella dello Starcourt Mall. In più, è letteralmente la fotocopia della mamma; per un attimo credevamo di star guardando Kill Bill.

Sadie Sink sembra confermare le sue ottime doti e ci piacerebbe vederla in progetti futuri (soprattuto nel nuovo Spider-Man). Lei si è sempre distinta fin dalla sua prima apparizione e qui sembra consacrarsi definitivamente. Nell Fisher è la super rivelazione di Stranger Things 5. Il suo minutaggio è superiore a quello dei protagonisti principali (che continuano a fare un gran lavoro) il che è stato un bene perché abbiamo potuto godere di una Holly superlativa. Farà davvero tanta strada secondo noi.

Alcuni attori sono semplicemente dei fenomeni.

Problemi di durata

Scrivere un epilogo è sempre difficile e il rischio di rovinare tutto è dietro l’angolo. Chiedete ai fan di Games of Thrones, loro ne sanno qualcosa. Dopo aver concluso l’ultimo capitolo, oltre ad essere molto emozionati, ci siamo sentiti come se mancasse qualcosa alla narrazione. Se decidi di rendere canonico uno spettacolo teatrale che solo in due parti del mondo puoi recuperare, abbiamo un problema. Non si parla di un qualcosa che aggiunge una nozione e basta, ma spiega le origini di Henry. Una cosa decisamente molto importante.

Va detto, però, che tutto il budget della CGI è stato utilizzato per l’episodio 8. Se avevamo un po’ storto il naso per alcune scene precedenti, qui è tutto perfetto e senza alcuna sbavatura. L’ultima battaglia rappresenta quanto appena descritto, un momento epico realizzato tecnicamente molto bene. Ha solo una sbavatura: è troppo semplice e dura meno del previsto. Tutto ciò ci è sembrato abbastanza irrealistico vista la descrizione dell’enorme potenza di Vecna.

Ci viene detto da anni che Vecna è fortissimo, ma lo scontro dura solo una manciata di minuti?

La voglia di credere

Stranger Things 5 è emozionante, con molte scene epiche e scioccanti al punto giusto. A un certo punto si perdono in qualcosa più grande di loro, ma va detto che la volontà di concludere una certa situazione in quel modo è stata intelligente. Un finale che fa discutere e apre a numerosi dibattiti fra gli appassionati del prodotto. Siamo convinti che sia una decisione sensata e la migliore che potessero prendere, perfettamente in linea con l’atmosfera della serie.

Va anche detto che il saluto rende omaggio anche a una situazione di vita reale che tutti prima o poi viviamo. I più grandi si rivedranno in ciò che viene mostrato ripensando alle loro amicizie di sempre che li accompagnano fin da bambini. Un significato molto profondo col quale ogni individuo dovrà fare i conti prima o poi.

Quella scelta farà discutere e creerà numerosi dibattiti fra gli spettatori.

Le nostre conclusioni su Stranger Things 5

Stranger Things 5 chiude un ciclo aperto anni e anni fa che però non ci ha soddisfatto al 100%. Ci siamo emozionati tantissimo nel vedere alcune scene e le strade intraprese dai nostri protagonisti. Abbiamo sentito, però, la mancanza di qualche dettaglio aggiuntivo che rendesse Stranger Things ancora più leggendaria. Sia chiaro abbiamo apprezzato ampiamente la stagione appena conclusa e la guarderemmo di nuovo molto volentieri, solo che avrebbero potuto gestire alcune vicende nettamente meglio. Sappiamo che dietro c’è lo zampino di Netflix e da loro non si sfugge mai.

Ora vogliamo parlare direttamente con voi del gran finale e vi invitiamo a lasciare un commento sia qui che su Instagram. Vi ricordiamo che su Kaleidoverse troverete tanti articoli su cinema, serie tv, anime e manga come i seguenti: la recensione su Avatar: Fuoco e Cenere, quella su The Mighty Nein e anche quella su Educazione criminale. Grazie per averci letto, vi auguriamo buon anno e ci vediamo alla prossima uscita!

Pro: 
  • Attori decisamente in parte coi loro personaggi
  • Il Volume 1 è ricco di contenuti e gestito perfettamente
  • Finale sensato col tema della serie
  • La CGI dell’ultimo episodio è di altissima qualità
  • Presenza di scene epiche che elevano il prodotto
  • Conclusione emozionante e che tocca il cuore di tutti
Contro:
  • Poca voglia di osare scegliendo una soluzione sicura
  • Alcuni personaggi e alcune dinamiche vengono dimenticati completamente
  • Il finale crea più domande che risposte
  • La battaglia finale dura troppo poco ed è fin troppo semplice
  • Gli effetti speciali dei primi 7 episodi presentano alcune lacune
  • Spettacolo teatrale reso canonico, ma non fruibile da tutti e fin troppo importante per la trama

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Nerd a tutto tondo, dal cinema ai fumetti, passando per gli anime, i videogiochi e, ovviamente, i manga. Ho una curiosità quasi sfacciata e sempre pronto a discutere su chi sia meglio fra Batman e Ironman. Il mio motto: siate sempre più nerd!

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