Con l’uscita nel 2025 di Mickey 17, film con protagonista Robert Pattinson, torniamo a parlare di un regista che sa il fatto suo. Non sarà un articolo su film citato prima, ma sul lungometraggio che lo ha fatto conoscere a livello globale. Vincitore della Palma d’Oro a Cannes e di 4 Oscar, tra cui quello di miglior film, Parasite è diventato virale in poche settimane. L’approfondimento di oggi riguarderà l’aspetto sociale affrontato all’interno della pellicola.
Parasite ha segnato la storia per essere stato il primo film non in inglese a vincere l’Oscar. Non fu solo questo a far parlare di sé ma anche le tematiche affrontate di una società tutt’altro che distopica. Lo specchio in cui ci si approccia è un riflesso di ciò che accade realmente e Bong Joon-Ho lo sa bene. Vediamo insieme, punto per punto, quali sono gli aspetti che abbiamo trovato all’interno dei Parasite e che hanno scosso la Corea del Sud.
La trama di Parasite
Per chi non ricorda la trama del film, dato che sono passati 7 anni dalla sua uscita, vi facciamo un veloce ripasso. La famiglia Kim composta da Ki-taek, Chung-sook, Ki-woo e Ki-jung vive in condizioni di estrema povertà in un seminterrato. La loro vita ruota attorno a piccoli lavoretti per portare a casa il minimo per sopravvivere. L’occasione d’oro si presenta al figlio Ki-woo quando, grazie all’amico Min-hyuk, trova lavoro come docente privato d’inglese in casa Park.
La prestigiosa famiglia Park è abituata al lusso, a essere agiata e si gode tranquillamente la propria posizione sociale. Ki-woo approfitta quindi dell’ingenuità dei Park per far entrare, con vari stratagemmi, anche gli altri componenti del nucleo familiare a lavorare in casa loro. Nasce così un parassitismo dei Kim alle spalle dei Park, ma di questo ne parleremo più avanti nell’approfondimento su Parasite. Come andrà a finire la convivenza tra rango agiato e povero?
La casa come differenza di gerarchia sociale
Il primo punto di cui possiamo fare un’analisi lo abbiamo appena accennato parlando della trama di Parasite. La disparità tra casta ricca e casta povera parte già dalla presentazione della loro dimora. I Kim abitano in un appartamento semisotterraneo (banjiha) a differenza dei Park la cui villa è in altura. Nel lungometraggio sappiamo bene cosa succede alla casa dei Kim, il primo segno di una disparità tra le classi.
La casa diventa quindi una metafora della disuguaglianza presente nella società coreana. Chi è ricco può permettersi abitazioni migliori, in posizione più alte a discapito di chi è povero. Questo aspetto si riflette anche nell’identificazione dei sudcoreani ovvero quelli nati in famiglie a basso reddito o ad alto reddito. I problemi come l’inondazione, ad esempio, esistono per chi è ai piani bassi della scala gerarchica e in Parasite lo si evince benissimo.
Le barriere non sono sempre visibili
Uno dei moventi per cui poi i Kim iniziano a serbare rancore nei confronti dei Park è l’odore. Se ricordate bene, i Park ad un certo punto iniziano ad accusare questa puzza di provenienza ignota. Una barriera invisibile che si frappone, ancora una volta, tra chi è ricco e chi è povero anche se metaforicamente. Bong Joon-ho fa satira calcando la mano su questo elemento portandolo allo stremo della realtà.
Prima abbiamo parlato dell’inondazione e la pioggia diventa l’ennesima demarcazione e disparità sociale. Per i Park diventa un semplice cambio di tempo atmosferico che porta raffrescamento, per i Kim è l’inizio di un incubo. Il diverso punto di vista può portare ad una visione diversa con anche conseguenze diverse. Da una parte una piacevole sensazione, dall’altra la distruzione totale della propria vita. Un chiaro esempio di come un qualcosa di innocente può avere ripercussioni notevoli nelle classi inferiori.
La lotta non è solo tra classi diverse
In Parasite traspare anche una realtà che potrebbe essere anche peggio della divisione tra ricco e povero. Ricorderete sicuramente che, ad un certo punto del film, si scopre dell’esistenza di altre persone all’interno della casa. I vecchi inservienti, non volendo abbandonare la loro mansione, avevano trovato un modo per vivere come topi. I Kim diventano quindi la loro nemesi in quanto ladri del loro posto di lavoro. E qui dovremmo fermarci a riflettere un attimo.
Perché persone appartenenti alla stessa classe sociale entrano in lotta invece che allearsi? Le due famiglie dovrebbero comprendere bene il loro posto nella società eppure cercano il conflitto e non una coalizione. Il bisogno di soldi rende ciechi portando le persone a lottare per essi anziché cercare un modo per guadagnarci entrambi. Subentra anche la legge del più forte e infatti sono i Kim a portare a casa il risultato sperato.
Il parassitismo bilaterale
Rinfrescandovi la memoria parlando della trama di Parasite in questo approfondimento, abbiamo abbozzato un argomento il quale sviscereremo ora. Anche se può sembrare che siano i Kim i parassiti, la realtà mostrata non è del tutto a favore di questa versione. Pensiamoci bene, analizziamo cosa abbiamo visto lungo tutta la pellicola e arriviamo ad un punto di vista diverso da quello di partenza. Da una parte abbiamo chi dipende dai soldi e dall’altra chi dipende dalla servitù.
I Kim sono persone il cui scopo è portare a casa i soldi per poter mangiare, pagare bollette e altro. I Park non hanno questi problemi, perché benestanti, ma dipendono dai Kim in quanto incapaci nel compiere semplici azioni. Basti pensare al fatto che Ki-taek è l’autista di Dong-ik Park, al cucinare o semplicemente badare ai propri figli. Ed ecco che si entra in un circolo vizioso in cui le due famiglie non possono fare a meno dell’altra, un parassitismo bilaterale.
Ultimo ma non per importanza
Una delle differenze sostanziali, alla base della vicenda raccontata in Parasite, è la satira spietata di Bong Joon-ho nei confronti del capitalismo. Vediamo infatti i due rovesci della medaglia, i Kim vivono per sopravvivere e i Park sguazzano nel superfluo, cambiandone anche la percezione caratteriale. Se ci pensate, la famiglia Park viene riconosciuta come gentile non perché non è cattiva ma in quanto ricca. La loro agiatezza economica le permette di ignorare ciò che vivono, giornalmente, le classi inferiori alla loro.
Con questo non stiamo dicendo che i Kim sono cattivi, vengono percepiti solo per ciò che sono ovvero persone umane. Con il loro bisogno di soldi, mettono in pratica le tecniche apprese negli anni per sopravvivere. Loro puntano solo al minimo indispensabile, pensiero che per i Park è inconcepibile. Andando più a fondo, lo sfondo capitalista è l’ennesimo esempio della ripartizione della società tra chi può spendere e chi non può.
Parasite ha scosso la Corea del Sud
L’opera di Bong Joon-ho ha quindi colpito un nervo scoperto della Corea del Sud, in un contesto già particolare di suo. D’altronde il regista sa come muoversi e i suoi film sono quasi sempre incentrati su temi di natura sociale. Su Netflix arrivò con Okja il cui tema è piuttosto attuale tra maltrattamento degli animali e ricerca di nuove fonti di sostentamento. Nel caso ve lo siate perso, vi consigliamo di recuperarlo per capire di cosa stiamo parlando.
Vi ringraziamo per essere arrivati fin qui ma se non vi è bastato potete sempre farci visita su Kaleidoverse. Con l’uscita della quarta stagione di Bridgerton, abbiamo pubblicato un approfondimento per rinfrescarvi la memoria sulle passate stagioni. Troverete anche la recensione del nuovo film di Sam Raimi, Send help con Dylan O’Brien e Rachel McAdams. Seguiteci su Instagram per rimanere aggiornati sulle nuove pubblicazioni e come sempre, alla prossima!
