Il vero amore assume molte forme e molte facce: siamo abituati a vederlo sempre in chiave romantica, ma negli ultimi anni, quasi timidamente, si sta facendo strada nel mondo della fiction un ombrello di sfumature legate a questo sentimento. E una di queste è proprio l’amicizia, legame al centro della nuova serie TV di Prime Video Corri o muori, disponibile sulla piattaforma a partire dal 15 luglio e di cui Kaleidoverse vi parla in questa nuova recensione.
Alla regia troviamo Allison Liddi-Brown (Friday Night Lights), DeMane Davis (Lift), Lauren Wolkstein (The Strange Ones) e Peyton Reed (Ant-Man), mentre alla sceneggiatura Tessa Coates (Massive Dad), Matthew Miller (Lethal Weapon), Katherine Kearns (Yellowjackets), Alison Barton (Friends From College), Bonnie Dennison (Stake Land), Liz Friedman (Dr. House) e Laura Jacqmin (One Piece). Nel cast Octavia Spencer (Il diritto di contare), Hannah Waddingham (The Fall Guy), Bill Nighy (About Time), Ed Skrein (Deadpool), Sylvia Hoeks (Blade Runner 2049), Savannah Steyn (Crawl – Intrappolati), Calam Lynch (Sweetpea) e Jamie Parker (Becoming Elizabeth).
Corri o muori: la trama
Debbie (Octavia Spencer) e Judith (Hannah Waddingham) sono migliori amiche da una vita: condividono la passione per la lettura e l’antiquariato, ma conducono vite molto diverse. La prima è moglie a tempo pieno e PR sotto mentite spoglie del marito David (Jamie Parker); la seconda nasconde, dietro la facciata da noiosa contabile, una vita sicuramente più eccitante: è una sicaria che lavora per un’agenzia di spionaggio, anche se i colleghi la considerano ormai al tramonto.
Il buon equilibrio delle loro vite viene completamente stravolto ad una serata di gala dove lavoro, vita privata e loschi traffici si mescolano irrimediabilmente, esponendo alcune verità senza possibilità di ritorno. Le 2 donne si ritrovano così in fuga e alla ricerca di un’ingente somma di denaro. Nel corso della loro rocambolesca ricerca riceveranno l’aiuto di vecchi e nuovi amici ma saranno anche costrette ad affrontare i nodi che si sono accumulati nel loro rapporto.
Le protagoniste di Corri o muori hanno vite completamente diverse che si uniscono inaspettatamente.
Un Gran Tour improvvisato
Corri o muori si compone di 8 episodi e dal punto di vista registico di impostazione della serie TV non abbiamo nulla da ridire. Il prodotto infatti si presenta come fresco e divertente fin dalla sigla, che abbiamo trovato accattivante e colorata. Lo stile di regia è sicuramente dinamico e privilegia molto le riprese espressive ma anche le scene d’azione, mentre l’idea di ambientare la serie in giro per l’Europa si è rivelata vincente per la scenografia, che premia le bellezze europee.
Anche per quanto riguarda il cast abbiamo soltanto applausi: Octavia Spencer e Bill Nighy sono sicuramente le punte di diamante accanto a Hannah Waddingham, che ha avuto sicuramente meno spazio nei prodotti di massa ma colpisce nel segno da tutti i punti di vista. Anche la trama è coinvolgente e molto spiritosa: riesce a raccontare e a chiudere in 8 puntate la sua storia lasciando la porta semichiusa a un sequel ma chiudendo comunque il cerchio. L’unico difetto che possiamo trovare è l’uso estensivo della CGI per ringiovanire gli attori, una scelta che non abbiamo particolarmente apprezzato perché il risultato è fin troppo evidente.
Un’amicizia indistruttibile
Il punto forte di Corri o muori è sicuramente l’amicizia tra le protagoniste, che da qualunque punto di vista si guardi la serie, ne è il fulcro. Debbie e Judith si ritrovano nella scomoda situazione di doversi confrontare effettivamente per la prima volta l’una con le verità dell’altra, e questo confronto potrebbe lasciare delle cicatrici. Il loro legame ne esce però rinforzato dimostrando che la loro amicizia e è più forte di qualunque sfida o qualunque problema la vita ponga loro di fronte.
Si tratta di un’energia potente che potremmo in qualche modo agganciare a una forte componente femminile che ricopre tutta la serie e manda un messaggio molto forte: l’amicizia e la solidarietà femminile sono esperienze dirompenti che si contrappongono a quella maschile, che però non viene demonizzata anche grazie al personaggio di Billy Donovan (Ed Skrein), criminale dal cuore tenero che come personaggio spicca in netta contrapposizione sia a David che al direttore dell’agenzia per cui lavora Judith (Bill Nighy). Dulcis in fundo abbiamo poi Sam (Calum Lynch) e Queenie (Savannah Steyn), la coppia giovane della serie TV, che dimostrano da un lato l’intraprendenza e dall’altra la volontà di voler effettivamente cambiare in meglio.
L’amicizia tra le protagoniste è potente, ma riuscirà a sopravvivere a brutti colpi?
Riscoprirsi
Subito accanto all’amicizia tra le protagoniste c’è un tema che in qualche modo vi è naturalmente legato: la riscoperta di sé. Gli amici, infatti, molto spesso sono in grado di vedere le potenzialità delle persone a cui vogliono bene e di impegnarsi per far sì che queste potenzialità possano emergere. È quello che accade nel corso degli 8 episodi di Corri o muori: da un lato Judith sprona Debbie a ritrovare la tenacia e la forza che aveva quando era giovane.
Un’energia e un fuoco che ha volutamente messo a tacere per incasellarsi nel ruolo di brava moglie investendo in David come se fosse un progetto di vita e dimenticando completamente la sua, di vita e i suoi, di progetti. Dall’altro lato invece abbiamo una Debbie che mette Judith di fronte a un invisibile specchio costringendola a riscoprire il suo lato più fragile e umano, che lei aveva volutamente abbandonato per intraprendere la carriera di sicaria. Fragilità vuol dire anche esporsi alla sofferenza, ma la vera forza in questi casi è affrontare il dolore pur mantenendo un atteggiamento positivo.
Mondo nel mondo
Per quanto riguarda la trama in senso stretto, invece, abbiamo una spy story che in realtà ha dei canoni piuttosto classici e anzi, sembra racchiudere al suo interno quelli che sono un po’ tutti gli stereotipi di questo genere che vengono però ribaltati, crediamo soprattutto per via del sesso delle protagoniste, del contesto in cui è ambientata la storia e il twist finale. La serie non si perde in chiacchiere ed è anzi molto verosimile nonostante sia ovviamente una storia inventata. È il bello della finzione: raccontare mondi fantastici nascosti in bella vista.
E parlando di mondi nascosti non possiamo non parlare del setting vero e proprio di Corri o muori, che a noi ha ricordato un mélange perfetto di prodotti come la trilogia di Kingsman o la saga di John Wick. L’ideatrice della serie TV infatti è stata molto brava nell’individuare i punti di forza di mondi come quelli che abbiamo appena elencato per fonderli insieme in un prodotto d’azione in cui i personaggi oltre ad avere il carisma hanno anche un’anima. Un’altra nota di merito che ci ha fatto pensare molto a Kingsman è la nota fortemente british di questa produzione, venata di brillante ironia.
In Corri o muori gli stereotipi del genere vengono riscritti.
Le nostre conclusioni su Corri o muori
Corri o muori è una serie TV di 8 episodi leggera, brillante ed estremamente divertente. Le protagoniste presentano agli spettatori una storia in cui la pietra miliare è un’amicizia indissolubile, ma non è tutto qui. Una storia d’azione che vede al centro lo spionaggio, con una trama avvincente, nasconde al suo interno una storia di riscatto, di riscoperta di sé e di potere femminile che abbiamo molto apprezzato. Il cast è di tutto rispetto, la colonna sonora rockeggiante regge bene il gioco al dinamismo della serie e le dinamiche narrative non annoiano, con un finale che potrebbe agganciarsi a un seguito o chiudere perfettamente questo primo cerchio.
L’unica pecca che sentiamo di dover davvero segnalare riguarda gli effetti speciali utilizzati per ringiovanire gli attori nei flashback: all’effetto patinato e levigato dei loro volti avremmo preferito degli attori adeguatamente somiglianti. Voi avete già visto Corri o muori? Cosa ne pensate? Lasciateci un commento qui su Kaleidoverse o sulla nostra pagina Instagram, che potete seguire per restare sempre aggiornati sulle ultime novità in campo seriale, cinematografico, videoludico e d’animazione. Potete anche recuperare i nostri ultimi articoli: la recensione del live action di Oceania, l’approfondimento su GTA VI e la recensione di Enola Holmes 3. Alla prossima!
I pro di Corri o muori
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Tra le 2 protagoniste c’è una grande alchimia;
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Azione e commedia si alternano molto bene;
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Le protagoniste non portano con loro i classici stereotipi;
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La serie scorre senza intoppi e il ritmo narrativo è perfetto per il binge watching;
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I personaggi secondari sono memorabili tanto quanto quelli principali.
I contro di Corri o muori
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Per forza di cose la trama diventa prevedibile dal punto di vista della trama;
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Il doppio episodio imposta le aspettative, ma crediamo che queste non vengano rispettate;
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Il numero consistente di personaggi secondari può distrarre il pubblico;
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Gli antagonisti, in fondo, risultano poco memorabili;
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Corri o muori resta nel tracciato e non osa particolarmente con le scelte artistiche.
