Sono passati 2 anni dall’uscita di Inside Out 2 (2024), e poco manca all’arrivo del suo seguito, Inside Out 3, che è previsto per il 2027 – anche se non ci sono delle vere e proprie informazioni ufficiali in merito, solo dichiarazioni d’intenti. Il terzo capitolo della storia di Riley e delle sue emozioni potrebbe essere in cantiere, e il fandom inganna l’attesa con domande e teorie su quello che vedremo nel nuovo film Pixar. Anche Kaleidoverse pensa e teorizza, e dopo un giro nel mondo dell’Internet arriva per discutere delle aspettative dietro – e intorno – a Inside Out 3.
Inside Out è approdato nei cinema nel 2015 – 11 anni fa – e ha stravolto, nel suo piccolo, il modo in cui vediamo e viviamo le emozioni, portando consapevolezza sul tema in modo semplice ed efficace. Dopo, un lungo silenzio a cui si possono attribuire varie responsabilità: i tempi di produzione si sono protratti per via della pandemia, ma anche delle agitazioni sindacali che hanno scosso Hollywood qualche anno fa. Abbiamo dovuto attendere il 2024 – due anni fa – per Inside Out 2, e l’attesa non ha deluso le aspettative. Ma torniamo alla domanda principe: cosa sappiamo attualmente di Inside Out 3?
Cosa sappiamo di Inside Out 3
Purtroppo ad oggi sappiamo ben poco di Inside Out 3: nonostante alcuni addetti ai lavori siano molto sicuri sulla realizzazione di un terzo capitolo e facciano già progetti parzialmente divulgati in interviste, la realtà è molto più sfumata. Attualmente, infatti, Pixar ha molti film in cantiere: Toy Story 5, uscito nelle sale italiane il 18 giugno scorso, ne è l’esempio più fresco, così come l’annuncio del terzo capitolo di Monsters & Co. Inoltre l’azienda statunitense solitamente manda al cinema una pellicola all’anno, dunque con così tanto movimento è logico supporre che dovremo attendere.
Il regista Kelsey Mann (Il viaggio di Arlo), in una dichiarazione, ha riportato i sogni dei fan ben piantati sulla Terra: la fucina creativa di Inside Out è piena di storie e personaggi che non sono riusciti ad emergere fino a questo punto, e si spera che un giorno avranno modo di farsi vedere da un pubblico più vasto. Ma le cose belle richiedono tempo, e gli standard qualitativi di casa Pixar sono molto alti, dunque eventualmente bisognerà attendere prima di avere l’annuncio ufficiale di Inside Out 3. In fondo tra primo e secondo capitolo sono trascorsi ben 9 anni, quindi chissà.
Non sappiamo ancora quanto tempo dovremo aspettare per Inside Out 3.
L’universo di Inside Out finora
Inside Out è uscito nelle sale nell’ormai lontano 2015, piantando un fermo spartiacque nei temi dei film per famiglie: la storia della piccola Riley ha emozionato e coinvolto gran parte del pubblico, toccando grandi e piccoli per gli insegnamenti e il modo in cui le emozioni vengono raccontate. Il cortometraggio Il primo appuntamento di Riley, uscito lo stesso anno, ha poi consolidato la presenza di questo nuovo universo filmico, lasciando i fan a desiderarne il ritorno.
Ritorno raggiunto nel 2024 con Inside Out 2, in cui Riley inizia ad affacciarsi all’adolescenza con tutto ciò che questo comporta. La pausa tra le 2 pellicole è abbastanza ampia, ma crediamo che, oltre a essere stata probabilmente causata dall’uscita di altri film Pixar, abbia anche atteso, in qualche modo, la crescita dei piccoli spettatori, che così hanno mantenuto intatto il legame con la protagonista. Dopo l’uscita del sequel, inoltre, Disney+ ha ospitato anche la serie TV Dream Productions, un piccolo e divertente spin-off in 4 episodi sulla casa di produzione onirica che vive nella mente di Riley.
Cosa ci ha insegnato Inside Out
Se ci concentriamo sui singoli film possiamo estrarre delle considerazioni interessanti. In Inside Out, per esempio, il cambiamento che Riley attraversa arriva dall’esterno: la sua famiglia si trasferisce, il che per lei equivale ad abbandonare tutto quello che conosce per un ambiente nuovo. È un vero e proprio lutto per la bambina, che si ritrova a dover affrontare per la prima volta addii dolorosi e nuove consapevolezze. E Tristezza, che fino a quel momento viveva quasi in disparte, prende il comando. La reazione di Gioia, spodestata, non si fa attendere, e il resto è storia.
Il punto davvero interessante del film, però, è il rapporto complesso che le 2 emozioni hanno e l’equilibrio che raggiungono alla fine, un punto che, nel mondo odierno costellato di apparenza e velocità, è necessario ribadire. Le emozioni negative e scomode come Tristezza, infatti, non sono davvero antagoniste: spesso è la negazione a renderle tali, ma ignorarle le rende anche pericolose. C’è bisogno – Pixar lo dice a modo suo – di consapevolezza emotiva, un’abilità che si impara da piccoli e che consente proprio di vivere e accettare anche le storture, perché la vita non è sempre luminosa come si vorrebbe. Come si suol dire, per apprezzare il sole bisogna beccarsi anche la pioggia ogni tanto.
Inside Out parla di lutto e di nuovi inizi, ma soprattutto parla dell’importanza di essere tristi.
Cosa ci ha insegnato Inside Out 2
Con Inside Out 2 c’è un ulteriore spostamento di prospettiva: se la prima pellicola si basava molto sulle azioni esterne, la seconda è molto più mentale e, per certi versi, buia. Riley sta crescendo ed entra nella fase più rocambolesca della crescita: l’adolescenza, con tutti i cambiamenti fisici e umorali che i più grandi conoscono bene. È un periodo che inizialmente emana una forza dirompente, ma che poi si arresta bruscamente di fronte all’arrivo di nuove emozioni nella sala di controllo, tra cui Ansia.
A quel punto si verifica un piccolo golpe: le 5 emozioni di base vengono spedite via, le 5 emozioni nuove prendono il controllo e trasformano Riley esponendo la catena incessante del dubbio, del confronto con gli altri e delle domande legate al senso di sé: chi sono io? Ma, più importante ai fini della trama: come faccio a farmi accettare? Queste domande si tradurranno in un percorso complesso in cui la cosa giusta sembra essere soffocare la propria vera natura per essere accettati. Una scelta ovviamente errata, che porterà a un climax davvero molto intenso che potremmo tradurre così: se non siamo noi i primi ad accettarci e a volerci bene come possiamo pretendere che lo faccia qualcun altro?
Inside Out 3: storie per tutti?
Inside Out e Inside Out 2 educano piccoli e grandi e parlano della nostra epoca, o meglio di un aspetto della nostra epoca, quello per cui la gente sta smettendo di nascondersi, si espone e parla delle proprie emozioni. La salute mentale sta lentamente smettendo di essere un tabù, ma non solo. I 2 film compiono un’importante opera di informazione a largo raggio, perché se da una parte i più piccoli hanno sicuramente bisogno di esempi che insegnino loro come gestire le emozioni difficili dall’altra ci sono intere generazioni di adulti che sono cresciuti senza averne idea.
Per questo motivo i 2 Inside Out sono opere trasversali: forse la forma – il film d’animazione – induce una fetta di pubblico a non considerarli, ma i temi e i messaggi che formano il contenuto delle pellicole sono fondamentali per tutti. Nell’epoca dell’apparenza estrema, in cui tutto sembra esplicito nonostante sia filtrato è imprescindibile avere delle solide basi, un sistema di difesa e di gestione con cui potersi gettare nella mischia senza farsi male. Perché le ferite emotive – questo non è ancora ben chiaro a tutti – fanno male tanto quanto quelle fisiche.
L’universo di Inside Out insegna molto a molti, e lo fa con leggerezza.
Cosa ci aspettiamo da Inside Out 3
Non sappiamo quanto tempo dovremo attendere il terzo capitolo di Inside Out, ma questo significa anche che ne abbiamo abbastanza per teorizzare e fantasticare su quello che vedremo al cinema in futuro. Un futuro che sicuramente vedrà Riley compiere un nuovo salto, quello verso il fior fiore dell’adolescenza, di cui in Inside Out 2 abbiamo visto solo i preliminari. Si tratta di una delle aspettative più diffuse in rete: che Riley torni ormai adolescente, magari arrivata alla fine del liceo e pronta a tuffarsi nel mondo degli adulti.
Pixar ci ha già raccontato questa fase in Toy Story 3, quindi potrebbe risultare forse lievemente ridondante, ma a cambiare sarebbe il punto di vista: non più osservatori esterni – i giocattoli per Andy – ma osservatori interni, che chissà, potrebbero ulteriormente aumentare di numero. Ma – e questa è pura speculazione – cosa ne sarebbe del franchise se Riley non ne fosse più protagonista indiretta? Se sono le emozioni il punto focale di queste pellicole potrebbe avere senso cambiare “ospite”, magari spostandosi su un possibile figlio di Riley o, perché no, nipote? In fondo abbiamo già fatto la conoscenza di Nostalgia, una placida vecchietta che viene costantemente allontanata. E se nel prossimo film decidessero di darle più spazio?
Fino al prossimo annuncio su Inside Out 3
Una cosa è certa: possiamo continuare a costruire trame future per l’universo di Inside Out mentre ci godiamo le prossime uscite targate Disney Pixar. In particolare stiamo parlando di Gatto, il nuovo film di Enrico Casarosa (Luca), in arrivo a marzo 2027, Gli Incredibili 3 programmato per il 2028 e il sequel di Coco, che però non sappiamo quando uscirà nelle sale. Pixar, inoltre, avrebbe in programma almeno altre 2 pellicole, una per il marzo del 2028 e una per il novembre del 2029, quindi gli affezionati alla casa di produzione di certo non si annoieranno.
Voi cosa ne pensate delle teorie su Inside Out 3? A voi cosa piacerebbe vedere in un possibile terzo capitolo? E cosa ne pensate delle prossime uscite cinematografiche di Pixar? Lasciateci le vostre impressioni in un commento qui su Kaleidoverse o sulla nostra pagina Instagram, che potete seguire per restare sempre aggiornati sulle ultime novità in campo cinematografico, seriale, videoludico e d’animazione. Ah, e non dimenticate di dare un’occhiata anche alla recensione di Spider-Man: Brand New Day, a quella della docuserie Pompei – Fuori dal tempo e a quella del live action omonimo di Oceania. Ci leggiamo alla prossima!
